ottobre 03, 2011

Il krapfen


Per la serie "Miraggi alimentari", stavo pensando a quanto fosse buono il krapfen.
Ormai è solo un lontano ricordo, poiché non ne tocco uno da circa un anno; eppure ho ancora impresso in maniera indelebile nella memoria quando io ed Andrea andavamo all'Auchan di Venaria ed uscivamo con la spesa, compresa di vaschetta con n° 2 krapfen alla crema (a testa), comprati nel reparto pasticceria e consumati seduta stante, prima di mettere in moto l'auto e ripartire. A volte succedeva verso le 19, così, trangugiati come aperitivo, nell'abitacolo della vettura...Infatti io pesavo 110. Il mio complice qualcosina in meno.
La morbidezza dell'impasto, la dolcezza dello zucchero in superficie, la crema pasticcera sublime: un viaggio dei sensi in cui smarrirsi per sempre. Dopo il croissant e la pizza, il "bombolone" è la cosa che mi manca di più.
Poco fa il mio amico-tentatore mi ha chiamato e mi ha chiesto quando potremo ripetere questa meravigliosa "avventura". Sinceramente non ne ho idea, devo prendermi del tempo per pensarci. Anzi rinuncio.
Non c'è preparazione gastronomica o alimento peggiore pensandoci bene. Innanzitutto, direi, una bomba calorica da fare invidia a Hiroshima e Nagasaki e mandarti in coma glicemico per una settimana. Poi non credo possa esistere uno "sgarro" così esagerato e dirompente, proprio perché lo è a qualunque livello: è un farinaceo, composto di carboidrati complessi e semplici, con crema pasticcera, dunque tuorli a manetta e colesterolo a go-go, fritto in olio, quasi sempre di semi...Vari. Impanato nello zucchero.
Sì, ma che buono!

1 commento:

Anonimo ha detto...

Biagio...io prediligo il salato...ma sai a cosa non so dir di no? Ai Cannoli siciliani. E li ho sempre mangiati in auto, nel parcheggio di Auchan, anche io. ELISA (Dante)