dicembre 12, 2012

Le parole più ricercate del 2012

Secondo Google Zeitgeis (collezione di elenchi delle parole chiave più ricercate) la lista italiana per il 2012 è:
 
Per le tendenze:
  1. Terremoto
  2. INGV
  3. Lucio Dalla
  4. Zalando
  5. Costa Concordia
  6. Calcolo Imu
  7. Sara Tommasi
  8. Akinator
  9. Pulcino Pio
  10. Italo 

Per i personaggi:

  1. Lucio Dalla
  2. Sara Tommasi
  3. Whitney Houston
  4. Piermario Morosini
  5. Felix Baumgartner
  6. Belen Rodriguez e Stefano De Martino
  7. Mario Balotelli
  8. Raffaella Fico
  9. Germano Mosconi
  10. Francesco Schettino

Per i concerti:
  1. Coldplay
  2. Madonna
  3. Campovolo
  4. Laura Pausini
  5. Biagio Antonacci
  6. Celentano
  7. Radiohead
  8. Bruce Springsteen
  9. Ligabue
  10. Metallica

Per le mostre:
  1. Picasso - Milano
  2. Pixar - Milano
  3. Klimt - Venezia
  4. Degas - Torino
  5. Renoir - Pavia
  6. Leonardo - Venaria
  7. Cezanne - Milano
  8. Mondrian - Roma
  9. Dinosauri - Torino
  10. Guttuso - Roma

Per il cinema:
  1. Benvenuti al Nord
  2. Ted
  3. Magic Mike
  4. Prometheus
  5. The Avengers
  6. Hugo Cabret
  7. Quasi Amici
  8. Dark Shadows
  9. Hunger Games
  10. Battleship 

Per i libri:

  1. Cinquanta sfumature di grigio
  2. Fai bei sogni
  3. Cinquanta sfumature di nero
  4. Cinquanta sfumature di rosso
  5. Se ti abbraccio non aver paura
  6. La collina del vento
  7. Il senso di una fine
  8. Una lama di luce
  9. Di tutte le ricchezze
  10. Il manoscritto ritrovato ad Accra 

Per i biglietti delle partite di calcio:
  1. Milan - Barcellona
  2. Juventus - Atalanta
  3. Napoli - Chelsea
  4. Italia - Danimarca
  5. Milan - Juventus
  6. Pescara - Juventus
  7. Coppa Italia
  8. Napoli - Siena
  9. Juventus - Roma
  10. Cesena - Juventus 

Per il "Come fare a...":

  1. Come fare Sesso
  2. Come fare un Clistere
  3. Come fare il Pizzetto
  4. Come fare innamorare
  5. Come fare braccialetti
  6. Come fare tatuaggi
  7. Come fare il mascarpone
  8. Come fare nodi
  9. Come fare Succhiotti
  10. Come fare Stretching                                       

Per il:
  1. Significato di Skyfall
  2. Significato di Kylie
  3. Significato di Metrosexual
  4. Significato di Spread
  5. Significato di P.V.
  6. Significato di Shareware
  7. Significato di Choosy
  8. Significato di Esodati
  9. Significato di Tav
  10. Significato di Deferito

Per le ricette:
  1. Crostata marmellata
  2. Frappe carnevale
  3. Colomba pasquale
  4. Cheesecake
  5. Cupcake
  6. Tiramisu tradizionale
  7. Castagnaccio
  8. Sangria rossa
  9. Gazpacho
  10. Bretzel 

Per zone su "Google Maps":

  1. Cinque Terre
  2. Gargano
  3. Gatteo Mare
  4. Argentario
  5. Salento
  6. Cilento
  7. Porto Selvaggio
  8. Marina di Cinisi
  9. Eolie
  10. Pinzolo 

Per i luoghi:

  1. Hotel
  2. Camping
  3. Agriturismo
  4. Ristorante
  5. B&B
  6. Pizzeria
  7. Parcheggio
  8. Bar
  9. Supermercato
  10. Poste



Questi sono i risultati sui quali riflettere e che rappresentano un quadro sociologico abbastanza provinciale.
Una classifica planetaria vede, tra i termini maggiormente digitati sul motore di ricerca più famoso del mondo,

primeggiare Whitney Houston (scomparsa proprio nel 2012, l'11 febbraio); seguono: Gangnam Style, l'uragano "Sandy", l'iPad 3, Amanda Todd, Donna Summer (morta il 17 maggio 2012); tra gli atleti, al nono posto, un italiano: Mario Balotelli: le compagnie aeree europee menzionate sono: al quinto posto, l'Air France, al sesto, la Lufthansa e, al settimo, la British Airways. Esatto: l'Alitalia non c'è.

Buone 2013 di ricerche!

Intanto si possono confrontare tutte le nazioni del mondo, in questo PDF si trova una lista completa:
http://static.googleusercontent.com/external_content/untrusted_dlcp/www.google.com/en//zeitgeist/2012/download/google-zeitgeist-2012-en.pdf

dicembre 11, 2012

Irena Sendler

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera:



Irena Sendler nel 2005
Irena Sendler, da nubile Irena Krzyżanowska, (Varsavia, 15 febbraio 1910Varsavia, 12 maggio 2008), è stata un'infermiera e assistente sociale polacca, che collaborò con la Resistenza nella Polonia occupata durante la Seconda guerra mondiale.
Divenne famosa per avere salvato, insieme con una ventina di altri membri della Resistenza polacca, circa 2.500 bambini ebrei, facendoli uscire di nascosto dal ghetto di Varsavia, fornendo loro falsi documenti e trovando rifugio per loro in case al di fuori del ghetto.

Indice

Biografia

Gioventù


Irena Sendler all'età di 32 anni
Irena Sendler nacque in una famiglia polacca di orientamento politico socialista, nella periferia operaia di Varsavia. Il padre, Stanisław Krzyżanowski, era medico; egli morì di tifo nel febbraio 1917, avendo contratto la malattia mentre assisteva ammalati che altri suoi colleghi si erano rifiutati di curare. Molti di questi ammalati erano ebrei: dopo la sua morte, i responsabili della comunità ebraica di Varsavia si offrirono di pagare gli studi di Irena come segno di riconoscenza. Pur essendo di confessione cattolica, la ragazza sperimentò fin dall'adolescenza una profonda vicinanza ed empatia con il mondo ebraico. All'università, per esempio, si oppose alla ghettizzazione degli studenti ebrei, e come conseguenza venne sospesa dall'Università di Varsavia per tre anni.
Terminati gli studi, cominciò a lavorare come assistente sociale nelle città di Otwock e Tarczyn.

Durante la Seconda Guerra Mondiale

Trasferitasi a Varsavia, già da quando i nazisti occuparono la Polonia (1939) cominciò a lavorare per salvare gli Ebrei dalla persecuzione: con altri collaboratori, riuscì a procurare circa 3.000 falsi passaporti per aiutare famiglie ebraiche.

Manifesto nazista in tedesco e polacco, che minacciava di morte i polacchi che avessero aiutato gli ebrei
Nel 1942 entrò nella resistenza polacca, che al suo interno presentava forti contrasti fra la componente nazionalista e cattolica e la componente comunista, contrasti che a volte si ripercuotevano anche nelle fasi decisionali. Il movimento clandestino non comunista di cui faceva parte la Sendler, la Żegota, incaricò la donna delle operazioni di salvataggio dei bambini ebrei del Ghetto.
Come dipendente dei servizi sociali della municipalità, la Sendler ottenne un permesso speciale per entrare nel Ghetto alla ricerca di eventuali sintomi di tifo (i Tedeschi temevano che una epidemia di tifo avrebbe potuto spargersi anche al di fuori del Ghetto stesso). Durante queste visite, la donna portava sui vestiti una Stella di Davide come segno di solidarietà con il popolo ebraico, come pure per non richiamare l'attenzione su di sé.
Irena, il cui nome di battaglia era "Jolanta", insieme ad altri membri della Resistenza, organizzò così la fuga dei bambini dal Ghetto. I bambini più piccoli vennero portati fuori dal Ghetto dentro ambulanze o altri veicoli.
In altre circostanze, la donna si spacciò per un tecnico di condutture idrauliche e fognature: entrata nel ghetto con un furgone, riusciva a portarne fuori alcuni neonati nascondendoli nel fondo di una cassa per attrezzi, o alcuni bambini più grandi chiusi in un sacco di juta. Nel retro del camion teneva anche un cane addestrato ad abbaiare quando i soldati nazisti si avvicinavano, e a coprire così il pianto dei bambini.
Fuori dal Ghetto, la Sendler forniva ai bambini dei falsi documenti con nomi cristiani, e li portava nella campagna, dove li affidava a famiglie cristiane, oppure in alcuni conventi cattolici come quello delle Piccole Ancelle dell'Immacolata a Turkowice e Chotomów. Altri bambini vennero affidati direttamente a preti cattolici che li nascondevano nelle case canoniche.


Bambini ebrei nel Ghetto di Varsavia
Irena Sendler annotava i veri nomi dei bambini accanto a quelli falsi e seppellì gli elenchi dentro bottiglie e vasetti di marmellata sotto un albero del suo giardino, nella speranza di poter un giorno riconsegnare i bambini ai loro genitori.
« Avrei potuto fare di più. Questo rimpianto non mi lascia mai. »
(Irena Sendler, in una conversazione con Marek Halter a proposito del suo impegno nella Resistenza polacca)
Nell’ottobre 1943 la Sendler venne arrestata dalla Gestapo: fu sottoposta a pesanti torture (le vennero spezzate gambe e braccia, tanto che rimase inferma a vita), ma non rivelò il proprio segreto. Condannata a morte, venne salvata dalla rete della resistenza polacca, che riuscì a corrompere con denaro i soldati tedeschi che avrebbero dovuto condurla all'esecuzione. Il suo nome venne così registrato insieme con quello dei giustiziati, e per i mesi rimanenti della guerra visse nell'anonimato, continuando però a organizzare i tentativi di salvataggio di bambini ebrei.
Terminata la guerra e l'occupazione tedesca, i nomi dei bambini vennero consegnati ad un Comitato Ebraico, che riuscì a rintracciare circa 2.000 bambini, anche se gran parte delle loro famiglie erano state sterminate a Treblinka e negli altri lager.

Gli anni successivi al conflitto

Dopo la guerra, subì alcune minacce anche dal regime comunista per i suoi contatti con il Governo polacco in esilio e l'Armia Krajowa. D'altra parte, pur essendo stata partigiana, la Sendler non condivise mai la politica del Partito Comunista polacco.

La memoria storica dell'opera di Irena Sendler


La Sendler con alcune persone da lei salvate quando erano bambini (Varsavia, 2005)
Nel 1965, Irena Sendler venne riconosciuta dallo Yad Vashem di Gerusalemme come una dei Giusti tra le nazioni. Soltanto in quell'occasione il governo comunista le diede il permesso di viaggiare all'estero, per ricevere il riconoscimento in Israele.
La storia della vita della Sendler venne riscoperta nel 1999 da alcuni studenti di un college del Kansas (v. www.irenasendler.org), che hanno lanciato un progetto per fare conoscere la sua vita e il suo operato a livello internazionale.
Nel 2003, papa Giovanni Paolo II le inviò una lettera personale lodandola per i suoi sforzi durante la guerra. Il 10 ottobre 2003 essa ricevette la più alta decorazione civile della Polonia, l'Ordine dell'Aquila Bianca, e il premio Jan Karski "Per il coraggio e il cuore", assegnatole dal Centro Americano di Cultura Polacca a Washington, D.C..
Nel 2007 l'allora Presidente della Repubblica di Polonia Lech Kaczyński, avanzò la proposta al Senato del suo Paese perché fosse proclamata eroe nazionale. Il Senato votò a favore, all’unanimità. Invitata all'atto di omaggio del Senato il 14 maggio dello stesso anno, all'età ormai di 97 anni non fu in grado di lasciare la casa di riposo in cui risiedeva, ma mandò una sua dichiarazione per mezzo di Elżbieta Ficowska, che aveva salvata da bambina.
« Ogni bambino salvato con il mio aiuto è la giustificazione della mia esistenza su questa terra, e non un titolo di gloria »
(Lettera al Parlamento polacco)
Il nome di Irena Sendler venne anche raccomandato dal governo polacco per il premio Nobel per la pace, con l'appoggio ufficiale dello Stato di Israele espresso dal suo primo ministro Ehud Olmert (anche se queste nomine dovrebbero essere mantenute segrete). Alla fine tuttavia, il premio venne assegnato a Al Gore.

Onorificenze

Croce di Comandante dell'Ordine della Polonia Restituta - nastrino per uniforme ordinaria Croce di Comandante dell'Ordine della Polonia Restituta

— 12 giugno 1996
Croce di Comandante con Stella dell'Ordine della Polonia Restituta - nastrino per uniforme ordinaria Croce di Comandante con Stella dell'Ordine della Polonia Restituta

— 7 novembre 2001
Dama dell'Ordine dell'Aquila Bianca - nastrino per uniforme ordinaria Dama dell'Ordine dell'Aquila Bianca

— 10 novembre 2003
Dama dell'Ordine dell'Ecce Homo - nastrino per uniforme ordinaria Dama dell'Ordine dell'Ecce Homo


Dama dell'Ordine del Sorriso - nastrino per uniforme ordinaria Dama dell'Ordine del Sorriso

dicembre 05, 2012

Nicolas De Chamfort

“La società è composta di due grandi classi: quelli che han più roba da mangiare che appetito,
e quelli che han più appetito che roba da mangiare”  (N.De Chamfort )



novembre 21, 2012

Quanti ancora?

Omofobia, un ragazzo di 15 anni si impicca, a Roma: i compagni lo prendevano in giro a scuola e sul web

Insulti A Scuola
Si chiamava Davide, ma i compagni, per offenderlo, lo chiamavano il "ragazzo dai vestiti rosa". Aveva 15 anni, e a scuola lo prendevano in giro da più di un anno. Martedì si è tolto la vita. E’ tornato nella sua casa romana, dopo essere stato ripreso da un'insegnante per aver usato uno smalto per le unghie, e si è impiccato, con la sciarpa. Davanti al fratellino piccolo. Lo ha trovato il padre, quando ormai non c’era più niente da fare. Inutile chiamare i soccorsi.
Davide è morto di omofobia, ieri pomeriggio. Si è ucciso poco dopo le 17. Non ce l’ha più fatta a sopportare quegli insulti che lo perseguitavano da troppo tempo. I compagni lo denigravano da quando si era iscritto al liceo. A scuola. Ma anche sul web. Avevano creato una pagina Facebook, in cui lo prendevano continuamente in giro per i suoi modi di fare e anche per l’abbigliamento. Quella pagina era là, visibile a tutti, da dodici mesi. E questo Davide (il suo nome è di fantasia) lo sapeva bene. Ma, forse, aveva cercato di rassegnarsi. "Ragazzi ho scoperto di avere una canottiera rosa", scrivevano sul social network qualche mese fa, in riferimento al suo look. Avevano anche fornito indicazioni sulla zona in cui abitava e pubblicato sue foto - sicuramente senza il suo permesso. E martedì, quando si è presentato a scuola - in questi giorni occupata dai ragazzi di sinistra - con lo smalto, alcuni lo avrebbero anche chiamato "frocio". “Una professoressa lo ha ripreso”, raccontano alcuni suoi amici. Quel che è certo, è che Davide voleva solo essere se stesso. Così, una volta tornato a casa, nella zona della Colombo, ha preso la sciarpa e ha deciso di togliersi la vita. Il fratellino, che ha assistito alla scena, è sotto choc e viene ora seguito da una psicologa.
Il caso è affidato alla polizia, che, d'intesa con la magistratura, ha già iniziato ad indagare sul profilo Facebook che porta il nome della giovane vittima. L’ipotesi di reato potrebbe essere quella di istigazione al suicidio. Per questo si dovrà accertare chi abbia deciso di aprire quella pagina, nel novembre del 2011, al solo scopo di umiliare un ragazzo.
Secondo alcuni compagni di scuola Davide aveva anche problemi a casa. “I genitori non lo capivano”, ha detto qualcuno. Nel suo liceo, si è presentato ancheFabrizio Marrazzo, portavoce del Gay Center, che da tempo è impegnato nel contrasto all’omofobia nelle scuole della capitale. “Una notizia del genere, purtroppo, non mi stupisce – commenta all'HuffPost – Casi di questo genere sono tutt’altro che rari e ci sono scuole dalle quali riceviamo numerose segnalazioni di insulti omofobi. Peccato che non tutti i presidi collaborino con noi. La formazione dei ragazzi è tutto”. "Al nostro numero verde (800-713713) chiamano, ogni anno, 20mila persone: di queste, il 60% è rappresentato da giovani sotto i 26 anni. Tutte persone che lamentano discriminazioni a scuola, all'università o in famiglia", fa notare Marrazzo. "Di questa vicenda - sottolinea infine - mi ha colpito il metodo scelto per togliersi la vita. Davide voleva farla finita e non voleva in nessun modo essere salvato. Alcuni suoi compagni si sentivano in colpa per non aver capito la situazione di disagio che stava vivendo".


(tratto da: http://www.huffingtonpost.it/2012/11/21/omofobia-si-impicca-studente-romano-15enne_n_2174031.html#postComment)

Vocazioni

- Don Ivan -

“Dovevo dire di no sull’altare. Quando il vescovo mi ha chiesto di promettere rispetto e obbedienza. Io gli ho risposto “lo pro
metto” e invece dovevo dirgli la verità, dovevo dirgli che non ero pronto a promettere niente. Che a trent’anni Dio è stato l’unico a prospettarmi un futuro, qualcosa che non fosse uno stage di sei mesi a rimborso spese. E ci sto provando in tutti i modi a credergli. A credere a quello che dico in questa chiesa e a farlo credere alle persone che mi ascoltano. Ma io non lo so cosa sia meglio per loro. Non lo so davvero. Io non sono un capo popolo, sono un prete, e quando mi tolgo la veste non sono più nemmeno quello. La mia unica religione è quella di stare qui e fare e ripetere la stessa cosa tutti i giorni. Ma sarebbe stato lo stesso rimanere a casa e lavorare ogni giorno a un’unica scrivania, o svegliarsi tutte le mattine affianco alla stessa donna. Che poi alla fine Giulia l’ho lasciata perché un giorno l’ho baciata e mi sono accorto che non sopportavo più il sapore di fumo nella sua bocca. Solo per questo. Non perché la tradivo, non perché litigavamo. Solo perché quella costanza quotidiana non avevo più la disciplina per sopportarla. - Ho speso diecimila euro per un master. Non li ho spesi io ovviamente, ma i miei genitori. Poi un anno in un’agenzia di pubbliche relazioni, poi sei mesi in una televisione privata, poi nell’ufficio stampa di una multinazionale che fa cioccolato.
Tornavo a casa e non ero nemmeno triste.
Ero venuto qui per l’isola e il vento, invece è sparito anche quello. Ho trentacinque anni e mi sembra già tardi per tutto.
I miei amici non li sento più. Uno si è sposato, l’altro si è trasferito in Cina. Uno ha fatto il calciatore, un altro si è suicidato.
L’anno prima di entrare in seminario mi hanno rubato due volte il motorino. Lo stesso. La prima volta l’ho ritrovato senza ruote, la seconda non lo più trovato. Ho iniziato a chiudere a chiave tutto.
Ho deciso di entrare in seminario in estate. L’estate non è un bel periodo. C’è troppa luce. Non si può stare con tutta quella luce a guardarsi in giro. Mi piaceva stare in seminario, si stava in pace.
Ma ho avuto paura di dire no. Ho paura di deludere chiunque con quello che faccio, con quello che dico. Vado da un’analista di nascosto, ho paura di deludere anche solo perché non sto bene. Speriamo che si alzi un po’ di vento che magari mi passa.
Potrei tornare da Giulia, forse non la tradirei più e magari lei ha anche smesso di fumare. Altrimenti rientro in seminario e ci rimango. Potrei fare il bibliotecario, mi piacciono i libri e ho buona memoria.
E dire che io da bambino volevo solo essere un supereroe.
Il legno scricchiola di nuovo. Ivan fa un respiro, o un sospiro, non lo so. Mi asciugo piano una goccia di sudore sulle tempie. La sua faccia scompare dalla grata. Sento che si alza e si allontana.
Io sono un lago di sudore, aspetto che i passi siano lontani poi apro appena la tenda viola. Ivan è già in fondo alla navata principale, si ferma davanti alla porta, si aggiusta l’abito lisciandolo con le mani e poi la apre.
Un’onda di luce lo illumina come un fulmine e una folata di vento gli fa volare la veste.".

(Il nostro fuoco è l'unica luce - Matteo Caccia)

Disattenzione


DISATTENZIONE
[di-sat-ten-zió-ne]:

Sostantivo femminile

Atteggiamento, abituale o episodico, di mancanza di partecipazione, di impegno, di interesse




  • 1 Mancanza di concentrazione SIN distrazione: fare qlco. con d.
  • 2 estens. Omissione, svista, lacuna o errore dovuti a distrazione: una d. che poteva costare cara; atto maleducato, privo di riguardo: commettere disattenzioni che offendono qlcu.
     
    •  (in un lavoro) distrazione; dimenticanza.



    Sbadataggine, negligenza.

    Esempio: fa molti errori di disattenzione  

    Sinonimi: imprevidenza, leggerezza.
    'disattenzione'
    Imprevidenza - sbadataggine - sbaglio - sventatezza - svista - distrazione - noncuranza - incuria
    Contrari: attenzione, diligenza, applicazione, precisione, scrupolo, zelo


ETIMO Derivato di attenzione, col prefisso dis-

DATA sec. XVII.


novembre 16, 2012

novembre 13, 2012

Ah, la crisi!


Farsi trascinare...



1     Lucignolo era il ragazzo più svogliato e più birichino di tutta la scuola, ma
Pinocchio gli voleva un gran bene. Di fatti andò subito a cercarlo a casa per
invitarlo alla colazione e non lo trovò: tornò una seconda volta, e Lucignolo
non c’era; tornò una terza volta, e fece la strada invano.
Dove poterlo ripescare? Cerca di qua, cerca di là, finalmente lo vide nascosto
sotto il portico di una casa di contadini.
– Che cosa fai costì? – gli domandò Pinocchio avvicinandosi.
– Aspetto la mezzanotte per partire.
– Dove vai?
– Lontano lontano lontano.
– E io che son venuto a cercarti a casa tre volte!…
– Che cosa volevi da me?
– Non sai il grande avvenimento? Non sai la fortuna che mi è toccata?
– Quale?
– Domani fi nisco di essere un burattino e divento un ragazzo come te e
come tutti gli altri.
– Buon pro ti faccia.
– Domani, dunque, ti aspetto a colazione a casa mia.
– Ma se ti dico che parto questa sera.
– A che ora?
– Fra poco.
– E dove vai?
– Vado ad abitare in un paese… che è il più bel paese di questo mondo:
una vera cuccagna!
– E come si chiama?
– Si chiama il Paese dei balocchi. Perché non vieni anche tu?
– Io? No davvero!
– Hai torto, Pinocchio! Credilo a me che, se non vieni, te ne pentirai. Dove
vuoi trovare un paese più sano per noialtri ragazzi? Lì non vi sono scuole, lì
non vi sono maestri, lì non vi sono libri. In quel paese benedetto non si studia
mai. Il giovedì non si fa scuola, e ogni settimana è composta di sei giovedì e
di una domenica. Figurati che le vacanze dell’autunno cominciano col primo
di gennaio e fi niscono con l’ultimo di dicembre. Ecco un paese come piace
veramente a me! Ecco come dovrebbero essere tutti i paesi civili!

(Le avventure di Pinocchio di Carlo Collodi).

novembre 10, 2012

La Corte dei Miracoli

Giacomo Ceruti "Tre mendicanti"
Si trovava effettivamente in quella temibile Corte dei Miracoli, dove mai nessun uomo onesto era penetrato a quell'ora della notte; cerchio magico dentro al quale gli ufficiali dello Châtelet e le guardie della prevostura che vi si avventuravano scomparivano in briciole; città dei ladri, orrenda verruca sulla faccia di Parigi; cloaca dalla quale traboccava ogni mattina, e nella quale veniva a ristagnare ogni notte quel torrente di vizi, di mendicità e di vagabondaggio che sempre straripa nelle vie della capitale; mostruoso alveare dove di sera rientravano con il loro bottino tutti i calabroni dell'ordine sociale; falso ospedale in cui lo zingaro, il monaco
spretato, lo studente perduto, i farabutti di tutte le nazioni, spagnoli, italiani, tedeschi, di tutte le religioni, ebrei, cristiani, maomettani, idolatri, coperti di finte piaghe, mendicanti di giorno, si trasformavano di notte in briganti; in una parola, immenso spogliatoio dove si vestivano e si svestivano a quell'epoca tutti gli attori di quell'eterna commedia che il furto, la prostituzione e l'assassinio recitano sul selciato di Parigi.
Era una vasta piazza, irregolare e mal lastricata, come tutte le piazze di Parigi a quel tempo. Vi brillavano qua e là dei fuochi intorno ai quali formicolavano strani gruppi. Era tutto un andare, venire, gridare. Si sentivano risate acute, vagiti di bambini, voci di donne. Le mani, le teste di quella folla, nere sullo sfondo luminoso, vi stagliavano mille gesti bizzarri. A tratti, sul suolo, dove tremolava il bagliore dei fuochi misti a grandi ombre indefinite, si poteva veder passare un cane che somigliava ad un uomo, un uomo che somigliava ad un cane. I limiti delle razze e delle specie sembravano dissolversi in questa città come in un pandemonio. Uomini, donne, animali, età, sesso, salute, malattia, tutto sembrava essere in comune tra quella gente; tutto andava insieme, mischiato, confuso, sovrapposto; là ognugno era partecipe di tutto.

Tratto da "Notre Dame de Paris" di Victorio Hugo

Dubbi...

AI è il dittongo? Sì.

novembre 08, 2012

A proposito di Babilonia...


I was born in a system That doesn't give a fuck about you nor me nor the life. Don't be a victim of things I do to survive Because I've always knew Any good you Babilonians are. I was born in a system That doesn't give a fuck about you nor me nor the life. Don't be a victim of things I do to survive Because I've always knew Any good you Babilonians are. B-A-B-I-L-O-N-I-A