novembre 13, 2011

Profumi domenicali

Con un sol gesto (100 euro! E daje...) ho accalappiato, è il caso di dirlo, due veri e propri cimeli. Durante la passeggiata-sciogli-grasso della domenica, ovvero 4 km a piedi da casa mia a Porta Nuova ad andare e 4 km a tornare, mi sono imbattuto, in occasione della "Turin Marathon" odierna, in una sorta di fiera, che partiva da piazza Statuto con in banchi della Coldiretti & contadini in genere, in uno stand di profumeria. Bene. Senza saper né leggere e né scrivere ho chiesto alla signora se, per uno strano caso del destino, avesse "Minotaure" di Paloma Picasso (uscito nel 1992), visto che erano esposte antichità e reperti dell'anteguerra eccezionali, come "Marte" di Battistoni o il primo "Gianfranco Ferré" da uomo. Profumi della mia adolescenza insomma. Ed ecco spuntare dal nulla l'ultimo esemplare al mondo di un profumo irreperibile, addirittura online, da 75 ml a "soli" 50 euro. Non potevo perdere la favolosa opportunità, così l'ho acquistato senza colpo ferire. In realtà se mi avessero dato una coltellata non sarebbe uscita una goccia di sangue, tuttavia non potevo farmi scappare l'occasione di possedere quello che è stato in assoluto il mio primo profumo, quello che mi ha traghettato dall'infanzia all'età adulta, il passaggio dai deodoranti tipo "Axe", "Malizia", "Denim" ai profumi griffati, di un certo
calibro e spessore, di importanza maggiore. "Minotaure" è stato il primo profumo, quello della crescita, dei primi amori, delle prime discoteche la domenica pomeriggio. Era la fine degli anni '80 e non esisteva una mole di fragranze, soprattutto maschili, così esagerata; non uscivano nuovi flaconi quasi mensilmente o da boom pre-natalizio come succede adesso, negli ultimi anni. Non è mai piu stato creato un profumo che mi piacesse in questo modo. Solo recentemente ho avuto una rimembranza odorosa con "One Million" di Paco Rabanne che lo ricordava vagamente. Ho pensato subito al post da scrivere e l'ho comprato. Aguzzando la vista ho potuto notare anche un'altra chicca, fuori commercio da non so quanti anni, "Bel ami" di Hermès, lanciato nel 1986, non più disponibile neppure nelle boutique monogriffe, pressoché introvabile, almeno in Italia o almeno in quella di via Roma, e ho preso pure quello, un classico senzatempo (cardamomo, l'ambra, il patchouli e il cuoio) che esprime da sempre lo spirito del vero gentleman.




Morale della favola: questa domenica di spensieratezza mi è costata 110 euro. Neanche troppo se consideriamo l'affare, o il fatto che non siano più reperibili, o che comunque costerebbero naturalmente di più in negozio; troppo se penso al cospicuo numero di fragranze che fanno capolino sul mio comò in camera da letto. La signora mi ha visto in difficoltà e mi ha fatto uno sconto di 10 euro, facendomi anche la ricevuta fiscale! Che dite, la scarico nel 730?

2 commenti:

G.M. ha detto...

A scuola dovrà farceli sentire ;)

Biagio ha detto...

Ne avrete certamente occasione!