novembre 15, 2011

Magda Olivero

E' necessario, quasi indispensabile direi, che io includa in questa rubrica, "Les grandes dames", Magda Olivero.
Non voglio passare da esperto saccente o come quello che si intende di musica classica, né di chi si vanta perché conosce quel particolare personaggio di nicchia, perciò racconterò sinceramente come mi sono imbattuto in questa donna grandiosa.
Due anni fa circa, in occasione del seminario di Letteratura a Villa Groppella (Al), che ho frequentato con Andrea per due anni, in una stanza di albergo, preparandomi prima di recarmi all'incontro mattutino, abbiamo acceso la televisione e, del tutto casualmente, stavano trasmettendo, di prima mattina,"Loggione" su Canale 5, un'intervista alla cantante lirica Magda Olivero. Non la conoscevo.
Quel mattino guardavo la televisione senza particolare interesse, come faccio di solito appena mi alzo dal letto; alcuni passaggi, tuttavia, ci colpirono così tanto che ci soffermammo ad ascoltare le parole con crescente attenzione. Innanzitutto l'aspetto che subito ci incuriosì fu quello della regione di nascita, il Piemonte, e che la signora Olivero avesse avuto nella sua vita professionale e privata molti legami con la nostra città, Torino. Disse l'età e non stentavamo a credere alle nostre orecchie: oltre i novant'anni. Sullo schermo, davanti a noi vedevamo una donna che aveva al massimo 70 anni sia nello spirito, che nell'eloquio, che nella lucidità mentale. Non poteva essere vero. Un'eleganza eccezionale: nei modi, raffinati e mai snob; regale e colta, eppure mai fredda o stucchevolmente aristocratica, anzi, quasi una tenera nonna con la quale avresti voluto passare del tempo a bere dela cioccolata calda e a chiacchierare di vita vissuta. Una mole infinita di saggezza ed esperienza offerta soavemente al pubblico, non ostentata, anche quando spiegava le arie di composizioni liriche, anche rare, che aveva interpretato durante la sua carriera, come la "Iris" di Mascagni, opera per me allora sconosciuta, interpretata con una bravura senza pari. O quando parlò di Maria Callas: lo fece con una levità e delicatezza unici di chi ha conosciuto il mito senza paragonarsi inutilmente ad esso, riconoscendone a più riprese le doti insuperate ed insuperabili.
Ho rivisto con più calma l'intera intervista su Youtube (che tutti dovrebbero vedere almeno una volta per comprendere il significato stesso della vita), inclusi tutti gli altri spezzoni che la riguardano, e ho capito, da profano, che sicuramente il livello della signora Olivero si avvicinava di molto a quello della mia begnamina.
Fino ad quel momento per me nella lirica, in maniera un po' ottusa, esisteva soltanto Maria, o avevo letto incidentalmente le decantate doti canore di chi aveva preceduto la Callas, Maria Malibran e Giuditta Pasta, ovvero le più grandi cantanti della storia. Ho dovuto ricredermi.
E' stato un incontro (seppur indiretto e filtrato dal medium) molto importante che mi ha permesso di cambiare quell'atteggiamento, lo ammetto, fin troppo fanatico nei confronti della soprano greca. Un amore smisurato, unico, incomprensibile, talora inspiegabile che da quel giorno ho diviso con un'altra donna del mio secolo.
Abbiamo imparato molto dalle sue parole, siamo arrivati in ritardo al seminario. Ma ne è valsa davvero la pena.
Grazie Magda.






 


Aggiornamento: oggi, 8 settembre 2014, è scomparsa all'età di 104 anni la signora Magda.
E' nella Storia e nei nostri cuori.

- http://en.wikipedia.org/wiki/Magda_Olivero

- http://it.wikipedia.org/wiki/Magda_Olivero

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