gennaio 06, 2011

Talleyrand e i trattati firmati in punta di forchetta





Charles-Maurice de Talleyrand (1754-1838)
Charles-Maurice de Talleyrand (1754-1838): "Mostratemi un altro piacere pari alla cena che possiamo gustare ogni giorno per un'ora"
Re Luigi XVIII (1755-1824)
Re Luigi XVIII (1755-1824)

Charles-Maurice de Talleyrand uomo della Rivoluzione e della Restaurazione, ministro di Napoleone e poi dei Borbone, fu soprattutto un tempista eccezionale nello sfruttare, oltre i limiti del cinismo, le debolezze degli uomini. E dove mai l'uomo è più debole e indifeso che a tavola? Perciò Talleyrand, cui si deve l'invenzione del parmigiano grattugiato sulla minestra, si portò al congresso di Vienna il più grande cuoco del tempo, Antonin Carême . Con le sue creazioni Talleyrand sedusse i diplomatici delle potenze ex nemiche, e manovrò con tanta abilita, che nessuno trovò scandaloso che la Francia dello sconfitto Napoleone, sedesse al tavolo della pace tra le grandi potenze. Re Luigi XVIII suo re (fratello minore di Luigi XVI), che voleva impartirgli istruzioni, ricevette questa risposta da Talleyrand: "Sire, ho più bisogno di casseruole che di istruzioni". Il suo motto era: quando un negoziato va male, bisogna dare un pranzo. Se l'ospite era superiore di rango, porgeva lui il piatto: " Posso avere l'onore di servirvi? ". Agli eguali diceva: " Mi concedete il piacere di servirvi? ". Agli inferiori: " Volete servirvi? La magnificenza dei banchetti obbediva a un calcolo preciso: stupire gli invitati, perché lo stupore apre la strada alla simpatia e al consenso. Un giorno, nel suo palazzo di Parigi, fece cuocere due grossi salmoni, fatti venire dal Reno, grazie a numerosi corrieri e al ghiaccio predisposto a ogni stazione di posta. Ma in sala da pranzo ne fu portato uno solo. Per disposizione di Talleyrand, il maggiordomo fece il giro della tavolata strappando ai commensali grida d'ammirazione: "Un salmone fresco, a Parigi!". Dopodiché il maggiordomo, sempre secondo copione, finse di inciampare e lasciò cadere a terra il salmone, tra la costernazione degli invitati che videro tanta grazia di Dio andare perduta. L'unico a non scomporsi fu il padrone di casa che ordinò, con aria distratta: "Portatene un altro!"


Biancomangiare di Careme





Marie Antonin Careme
(Marie Antonin Careme)

Ingredienti:
Mandorle – zucchero – acqua – latte – vaniglia – colla di pesce – liquore

Preparazione:
In un mortaio pestare abbondanti mandorle pelate con un po’ di zucchero ad ottenere una poltiglia, avendo cura di bagnare di tanto in tanto con un cucchiaio di acqua fresca.
Nel frattempo, in una casseruola portare ad ebollizione del latte, zucchero e aroma di vaniglia.
Togliere dal fuoco ed aggiungere la poltiglia di mandorle, mescolare delicatamente, coprire e tenere in infusione per un po’ di tempo.
Filtrare il tutto servendosi di un colino a maglie piccole, porre di nuovo sul fuoco unendo della colla di pesce, e mescolare accuratamente fino ad ebollizione.
Versare il composto in una ciotola, unire del liquore a piacere e far raffreddare.
Servire il biancomangiare decorato di mandorle sbriciolate.

(tratto da: http://www.taccuinistorici.it/ita/news/contemporanea/bpersonaggi/Talleyrand-e-i-trattati-firmati-in-punta-di-forchetta.html)

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