settembre 30, 2009

Drag me to hell

La visione di "Drag me to hell", ieri sera al Warner Village di Beinasco, mi ha lasciato molto perplesso. Film a tinte forti e a tratti splatter, come il sangue impiegato a profusione, i vermi viscidi e bavosi che escono dalle bocche, mosche cangianti blu-verde che entrano nel naso durante il sonno alla protagonista ed escono dalla bocca la sera dopo, un'orbita oculare viva che fa capolino da una fetta di torta, fa molta paura. Non mi succedeva più di spaventarmi così dai tempi del primo esorcista. Il genere horror non è proprio tra i miei preferiti, spesso perchè questi film più che farmi paura mi fanno ridere. Non mi piacciono gli effetti speciali, soprattutto nei film dell'orrore.
Il film in questione ne è quasi privo ed è incentrato sul gioco di ombre, come insegna Murnau, soprattutto nel suo "Nosferatu", della presenza invisibile, delle apparizioni improvvise che incutono terrore...E sarà perché ho sgranocchiato 1 kilo di pop corn, una vaschetta di nachos con salsa al formaggio e poi ho annaffiato il tutto con un litro di coca-cola, ma un dolore alla pancia mi è venuto sul serio!
Christine, la protagonista, impiegata presso un istituto di credito si attira la maledizione (la Lamia) dell'anziana gitana Sylvia Ganush, alla quale rifiuta, umiliandola, una reiterazione di rimborso prestito. Il vero male è rappresentato, in realtà, da una figura di secondo piano, il viscido direttore di Christine che in qualche modo, ricattandola moralmente (la mette alla prova, promettendole una promozione a vice-direttore, per verificare quanto "dura", inflessibile e senza scrupoli possa essere) e lascia a lei la decisione di proroga all'anziana signora che rischia di perdere la casa e finire in mezzo a una strada. Ovviamente la ragazza, da subito, è impietosita e vorrebbe assecondare le richieste della Ganush, ma messa alle strette (il direttore le affianca un collega che potenzialmente potrebbe soffiarle il posto di vice) è obbligata a negare la proroga. Da quel momento iniziano i guai, i veri guai. La scalata alla poltrona di vice-direttore diventa, così, una minuzia. La vera emergenza è salvarsi dai demoni malvagi con sembianze di capra che l'assediano di giorno e soprattutto di notte, da sveglia o nel sonno, lo spirito della vecchia zingara (che nel frattempo muore senza lasciare la possibilità alla protagonista di salvarsi chiedendole perdono) che compare, forse in sogno, nel letto di Christine. Insomma, un vero incubo dal quale è difficile uscire. Capisce, però, che il sortilegio segue un oggetto maledetto dalla Ganush, (il bottone del suo cappotto), e che è sufficiente regalare quel bottone a qualcun altro per trasferire la maledizione. Quindi scava la fossa nel cimitero di notte, sotto una pioggia battente fino a raggiunge la bara della zingara, si riempie di fango, anzi nuota nel fango che ormai riempie la buca, scivola, viene colpita dalla grossa croce di pietra, annega, si risolleva, ma, alla fine, riesce ad infilare il bottone nella bocca della morta per cedere il maleficio.
L'incubo sembra finito, cambio scena e luminosità: mattino, sole, luce, stazione. Christine si incontra, dunque, col fidanzato per partire per un viaggio ristoratore. Eppure tra i binari del treno si apre una voragine che la risucchierà, trascinandola inevitabilmente e per sempre all'inferno. Qualcosa non ha funzionato?

settembre 23, 2009

La carta delle acque minerali

Da qualche tempo, in alcuni ristoranti di un certo livello, viene proposta, come ulteriore elemento di valorizzazione della nostra gastronomia, la "carta delle acque minerali". In linea con la filosofia slow food i ristoratori hanno ampliato l'offerta non limitandosi più alle sole due liste canoniche, ovvero la "carta delle vivande" e "la carta dei vini". Oggi non è raro infatti incontrare anche "carte degli oli" e "carte degli aceti" che completano la proposta ristorativa. Superata come fenomeno alla moda, la "carta delle acque" è una realtà concreta, tanto che è nata anche una "Associazione Degustatori Acque Minerali"(A.D.A.M.), degna dello stesso interesse riservato alla carta dei vini da parte di quei consumatori attenti alle caratteristiche e ai sapori dei diversi tipi di acqua. E' certamente un fenomeno tutto italiano, considerando il fatto che il nostro paese è ricchissimo di fonti, terme, sorgenti, montagne dalle quali sgorgano tipi di acque con proprietà curative e medicamentose. Tralascerei tutto il dibattito intorno alla salubrità dell'acqua del rubinetto, ovvero dell'acquedotto, controllata periodicamente, rispetto a quella imbottigliata, magari da tempo e con controlli meno frequenti. O del problema relativo agli addolcitori e/o apparecchi di filtraggio (dalle caraffe agli erogatori di acqua microfiltrata) che rilasciano minerali nocivi per l'organismo. I pareri sono discordanti proprio per questo è necessario informarsi, a tal proposito aggiungo sotto alcuni siti illuminanti, e farsi un'idea personale.

Le acque più importanti sono:
- San Pellegrino: è la più famosa acqua minerale italiana del mondo. Si trova in tutte le tavole dei più esclusivi ristoranti newyorkesi. Hollywood, spesso, l'ha celebrata, riprendendo la bottiglia nei film, ultimo dei quali è senz'altro "Il diavolo veste Prada".
http://it.wikipedia.org/wiki/Sanpellegrino
- Lurisia: è presidio Slow Food ed è anche stata scelta come acqua ufficiale di Eataly.
http://www.lurisia.it/index.php?method=section&id=182
- Sant'anna: http://it.wikipedia.org/wiki/Acqua_Sant
- Lauretana: http://www.lauretana.it/home/index.htm
- San Bernardo: http://www.sanbernardo.it/
- Fiuggi: http://www.acquafiuggi.com/
- Evian: http://www.evian.com/us/index.php
http://www.evianliveyoung.com/
- Sangemini: http://www.sangemini.it/
- Ferrarelle: la caratteristica che ha reso famosa Ferrarelle è indubbiamente la sua effervescenza naturale. Un litro di acqua Ferrarelle soddisfa il 33% del fabbisogno giornaliero di calcio senza aumentare l’apporto di calorie. Oltre al calcio, che insieme al bicarbonato e all’anidride carbonica ha un’influenza positiva sulla digestione, Ferrarelle contiene altri elementi essenziali come il potassio, il magnesio, la silice e il fluoro, indispensabili per il buon funzionamento biologico dell’organismo. http://it.wikipedia.org/wiki/Ferrarelle
- Gaudianello: http://www.gaudianellomonticchio.it/
- Lete: http://www.acqualete.it/
- Uliveto: http://www.uliveto.it/
- Voss: Naturale e Frizzante Residuo fisso 22 - Norvegia
Tra le rocce e i ghiacci del sud della Norvegia giace la falda acquifera dell'acqua VOSS (il nome significa "cascata") che, grazie al secolare processo di filtraggio naturale, è resa così povera di sodio e completamente priva di minerali da acquisire un sapore leggero assolutamente inimitabile (contiene la più bassa percentuale di solidi disciolti conosciuta al mondo: 22 mg/l TDS - Total Dissolved Solids). La bottiglia cilindrica dell'acqua VOSS è stata disegnata da un ex direttore creativo di Calvin Klein e Ralph Lauren. Per il suo design elegante e minimalista e per le sue caratteristiche di purezza, la VOSS è diventata l'acqua preferita di molte celebrità e uomini di successo come Madonna e Giorgio Armani. Abbinamenti: eccellente come complemento ai migliori vini, si abbina a piatti a base di pesce (antipasti, primi e secondi), nonché a secondi di carne bianca.
http://www.vosswater.com/
- Ty Nant: http://www.biscaldi.com/prodotti/tynant.html
http://www.tynant.com/default.aspx
- Royal Deeside: http://www.r2m.it/shop/it/gastronomia/acqua/royal-deeside-acqua-speciale-per-whisky-frizzante-12-bottiglie-.asp
- Filette: http://www.acquafilette.it/
- Finé: http://www.finejapon.com/#

Siti:
- http://www.finewaters.com/
- http://www.degustatoriacque.com/anteprima.html
- http://www.enospugi.it/produttori/Acqua%20concept/ACQUA.HTM
- http://www.ristorantepresident.com/carta_acque_abbinamenti.html
- http://www.ristorantepresident.com/carta_acque_president.html
- http://www.altroconsumo.it/caraffe-con-filtro-s186063/nm-newsletter-p107570/prm_id_c/3091.htm
- http://www.beppegrillo.it/listeciviche/forum/2009/05/avete-mai-sentito-parlare-delle-caraffe-filtranti.html
- http://www.danilopalermo.it/wp/2008/01/18/caraffa-filtrante-brita-per-proteggersi-contro-linquinamento-di-treviglio/
- http://www.mondohightech.com/accessori/meno-bottiglie-di-plastica-con-le-caraffe-filtranti-brita/
- http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20090903021555AAWSNMp
- http://peperosso.libero.it/2005/forte_disagio_da_sadler_oltre_100_euro_d/

settembre 15, 2009

Risvegliarsi dal letargo estivo

Ricomincia la scuola non senza qualche problema: tagli ai finanziamenti pubblici (ci siamo abituati ormai), organico docenti incompleto, la nostra scuola, il Giolitti, in ristrutturazione almeno fino a Natale con tanto di muratori, polvere, trapani che martellano il cervello e via dicendo in giro per l'istituto. Dal torpore estivo ci siamo svegliati (per fortuna?) grazie ad un abbassamento di temperatura eccezionale di questi ultimi due giorni, ad un clima uggioso, ad un cielo plumbeo e ad un sole alla "Chi l'ha visto?".
Il messaggio di inizio anno scolastico voglio darlo raccontando la storia di un mio ex allievo, uno dei primi, che ebbi nel 1996 e che oggi dirige il reparto pasticceria in Oriente. Quando l'ho conosciuto in classe, 2° A all'istituto "Albert" di Lanzo Torinese, di certo non avrei mai potuto immaginare che un giorno sarebbe diventato l'executive chef di un ristorante chic in un grattacielo di Shangai. Era un allievo svogliato, irascibile e indisciplinato come ce ne sono tanti, tuttavia è riuscito con tanta passione e fatica ad incanalare tutta quell'energia nella realizzazione di un sogno.
Dalla Cina mi ha spedito alcune foto in anteprima di sue realizzazioni e mi ha dato il permesso di pubblicarle sul mio blog.
Una sua idea mi ha colpito in particolar modo, il progetto inedito di un menu, che proporrà questo autunno nei ristoranti nei quali offre la sua collaborazione, cioè la spiegazione del piatto con bozze di disegno a matita, molto originali.
Di seguito inserisco una minibiografia in inglese tratta dal suo blog e le foto più significative.
Grazie Andrea.















PS: A tutti i miei allievi auguro un ottimo anno scolastico 2009/2010, nella speranza che ognuno sia in grado di sognare e capace di raggiungere il proprio traguardo.

"ANDREA BONAFFINI:
I was born in Torino, Italy on March 24th 1982. I love cooking since I was a kid. As I watched my mom cooking for my family everyday, I was always glad to help her. As a kid,
I was a very bad student, but I was number one in my cooking class, I graduated from professional cooking school after 5 years studying and I won a national competition in Italy when I was a student. I won the first place which made me even sure that I was born to be a chef.

I started to work when I was 14. It was a small family restaurant but it was a priceless experience because I started to know how to make authentic Italian dishes. I studied in the weekdays and worked during the weekends. In this restaurant I found my interest in pastry which made me today. Ever since I graduated, I travelled around the world to enrich my experience in pastry. I went to London, France, Japan, China, Korea and Brazil not for pleasure but pressure. My best experience so far is when I worked for the Flipot (Piedmont, Italy) and Sadler
(Milan, Italy). These 2 restaurants received the Michelin Stars - the award for oldest or best-known European restaurants - which brought me a certain pride to be able to work with two top restaurants in Europe.
Working with top restaurants is like a door-opening for me, it did not stop me at one point but made me even crave for more and more excitements such as; I was in charge of pastry for Olympic Opening Ceremony in Torino, 2006, I taught cooking classes at ICIF - Italian Culinary Institute for Foreigners, and I was also in charge of pastry in Japan International Expo 2006. Now I am working as an executive pastry chef at Y’s table, it is a fancy title I have to say, along with the title also comes a bigger responsibility. Do not take me wrong, it is not a pressure for me but an excitement. I am always excited to do more and more art in my job because it is not merely a cake I make, it is a masterpiece.
However, after all I have been through, for me my best teacher is my mother, she taught me not only the basic cooking skills but also to be who I am today, to be passionate in what I do. Simplicity is my concept in every creation I make, I call it ‘The Conquest of Simplicity’ ".."..









luglio 17, 2009

Finger food!


Ho rinvenuto dopo tanto (pensavo di averlo smarrito per sempre), un biglietto incartapecorito e macchiato, che scrissi una ventina di anni or sono sotto dettatura della nonna di amici di famiglia che aveva preparato tutto il pranzo, in un'antica magione toscana, un cascinale nei pressi di Firenze. Il ritrovamento del tanto anelato documento mi ha dato la stessa emozione che avrebbe potuto darmi toccare un manoscritto medievale!

Questi gustosi crostini, ottimi per l'aperitivo, venivano chiamati "Frustine casalinghe".

La ricetta è molto semplice:


- 1 baguette

- 1 scatoletta di tonno

- Maionese

- Burro

- Prezzemolo

- Cetriolini sott'aceto

- Pasta di acciughe

- Sale e pep q.b.


Scavare la baguette eliminando la mollica. Riempire col composto precedentemente preparato in una bowl con tutti gli ingredienti tritati a mano, tonno, prezzemolo e cetriolini, amalgamati con pasta di acciughe, maionese, burro. A questo punto avvolgere in maniera ermetica la baguette con il cellophane e lasciare riposare un'ora in frigo e mezz'ora in freezer. Togliere il cellophane e tagliare a rondelle della stessa grandezza e servire.


PS: Il mio amico Domenico ha apportato una leggera modifica aggiungendo un trito di olive verdi e nere.

giugno 04, 2009

La piccola colazione

La colazione in albergo viene chiamata, utilizzando una terminologia, Piccola (o prima) colazione, che deriva dal francese, , ovvero "Petit déjeuner"; in inglese "Breakfast"; in spagnolo “desayuno”.
Le tipologie di piccole colazioni che si possono incontrare sono due: “Continental Breakfast” e “English Breakfast” la colazione Continentale è il giusto compromesso tra la corposa colazione di stampo anglosassone e la più frugale colazione di tradizione Mediterranea. Anche se negli ultimi anni il gusto degli italiani a riguardo si sta evolvendo, questi continuano principalmente A consumare cappuccino e brioche.
Bisogna tenere presente tuttavia che la colazione continentale è servita generalmente in quasi tutti gli alberghi, e l’ offerta dei prodotti è tanto più amplia quanto più l'abergo è di categoria elevata.
È opportuno ancora aggiungere che il metodo di servizio più gradito dalla clientela, per le piccole colazioni, è il buffet. La mise en place del buffet può essere predisposta dal maître, oppure può dipendere dalla catena alberghiera, che impone a tutti gli hotel lo stesso stile. In genere è necessario che sul buffet vengano predisposti in ordine i seguenti elementi:

- bicchieri (tumbler);
- spremuta d'arance;
- succhi di frutta (ananas, ace, pompelmo, ecc.);
- acqua naturale e frizzante (nelle apposite glacettes);
- caraffa con latte freddo;
- carosello di cereali (rice crispies, cornflakes, müesli...);
- vari tipi di pane (pane dolce, pane integrale, pancarré);
- fette biscottate e/o pane tostato;
- marmellata, confettura (anche in versione "light"), miele, burro e nutella in confezioni monodose;
- vassoio di brioche, croissant, pain au chocolat, pain au raisins (per gli ignoranti "saccottino");
- varie torte (crostata, torta margherita...);
- yogurt (intero e magro)
- tagliere o vassoio di formaggi e salumi (Emmenthal, Asiago, prosciutto cotto, salame...)
- cesto di frutta fresca di stagione
- macedonia di frutta fresca o, alla peggio, sciroppata.

Il cameriere prenderà l'ordinazione e servirà al tavolo le bevande calde:

- caffè espresso
- cappuccini
- cioccolata calda
- latte e caffè
- marocchino
- tè
- latte macchiato

NB: È necessario sottolineare che quanto finra elencato rappresenta il servizio delle piccole colazioni in un albergo di livello medio-alto. Più si aumenta l'offerta dei prodotti da servire, più si accontenta un maggior numero di clienti stranieri. D'altro canto se si scenderà di livello anche i prodotti saranno più modesti. In alcuni casi potrebbe anche non essere previsto il servizio ai tavoli da parte del cameriere a favore di thermos o apparecchi automatici per il latte o per il caffè sul buffet.
Per contro, salendo di categoria, fino agli alberghi di lusso, la piccola colazione sarà più simile a quella inglese, la quale è composta da tutti i prodotti elencati sopra più i seguenti piatti:

- porridge;
- uova: bacon and eggs, omelette, à la coque, sode, poached on toast;
- aringa affumicata
- bistecca
- insalata
- würstel

Sitografia:
- http://www.alberghiera.it/page.asp?idc=481&Ad-ogni-ora-il-suo-servizio#piccola-colazione-o-prima-colazione

- http://images.google.it/images?hl=it&rlz=1W1SNYK_it&q=english+breakfast&um=1&ie=UTF-8&ei=75MtSqmNBsiW_Ab2yI3nCg&sa=X&oi=image_result_group&resnum=1&ct=title

- http://it.wikipedia.org/wiki/Full_breakfast

- http://en.wikipedia.org/wiki/Full_breakfast

- http://www.youtube.com/watch?v=GOOPOjY5mEI

- http://www.youtube.com/watch?v=trCaBhZTN6s&feature=related

- http://www.youtube.com/watch?v=c4WGVcDLw-M

giugno 01, 2009

La cioccolata calda

Preparare la cioccolata calda in tazza è semplicissimo, tuttavia bisogna partire da ingredienti di finissima qualità. La ricetta è la seguente:

- 2 cucchiai da dessert colmi di cacao amaro
- 2 cucchiaini da tè di zucchero
- una tazza di latte

Miscelare al cacao e allo zucchero, opportunamente amalgamati, il latte (meglio se caldo) lentamente fino ad ottenere un composto omogeneo privo di grumi. Scaldare con la lancia-vapore (tubo erogatore di vapore) fino (più si fa bollire e più la cioccolata diventerà densa) ad ottenere una crema corposa e profumata.

NB: Una cioccolata esageratamente densa, simile ad un budino, non è sinonimo di bontà o di risultato eccezionale, tutt'altro.
Per risparmiare sul quantitativo di cacao alcuni aggiungono la punta di un cucchiani da caffè di fecola, o maizena, ma il risultato non è sempre dei migliori.

Il cacao si ottiene da una pianta classificata come "Theobroma cacao" che cresce in paesi dal clima caldo, dalle abbondanti pioggie e dall'elevata umidità come in Africa, Guatemala, Ecuador, Brasile e Messico. Può raggiungere l'altezza di 10 metri, produce frutti lunghi fino a 20 centimetri e del peso di 500 grammi circa (simile ad un melone, viene detta "Cabosse").
Dopo la raccolta si passa ad una lavorazione che prevede le seguenti fasi:
- FERMENTAZIONE: i frutti vengono fatti fermentare in modo tale che semi e polpa si separino e che il loro gusto amaro si attenui;
- ESSICAZIONE: i semi vengono esposti al sole per circa 15 giorni con un'operazione che può essere anche eseguita all'interno di appositi essiccatoi ad aria calda;
- TORREFAZIONE: i semi vengono tostati ad una temperatura di 120° per un'ora all'interno di appositi cilindri;
- LIBERAZIONE: i semi vengono privati dell'involucro esterno;
- MACINAZIONE: per ottenere una pasta ffluida;
- PRESSATURA: in questa ultima fase si elimina il burro di cacao, cioè i grassi, che possono raggiungere il 50% del totale e ottenere così la polvere di cacao.

A seconda del tipo di cioccolato solido che si vuole produrre si possono aggiungere al cacao in polvere: burro di cacao, saccarosio, latte e la lecitina. La pasta che si ottiene è sottoposta a vari trattamenti successivi:
- CONCAGGIO: la pasta di cacao viene sbattuta e rimescolata con vari aromi che ne migliorano il sapore, fino a ottenere un rodotto dall'apparenza vellutata;
- TEMPERAGGIO: consiste nel raffreddameto della pasta in mod che il burro di caca contetnuto in essa si cristallizzi;
- MODELLAGGIO: si fa colare la pasta in appositi stampi, il trattamento deve avvenire ad una temperatura inferiore ai 30° C e la pasta viene sottoposta a ripetute vibrazioni, in modo tale da togliere le bolle d'aria che potrebbe contenere;
- RAFFREDDAMENTO: gli stampi vengono fatti passare in un tunnel di raffreddamento, per ottenere un cioccolato solido che, una volta incartato sarò pronto per essere venduto.


Sitografia:
- http://it.wikipedia.org/wiki/Cioccolata_calda
- http://atavolaconsemplicita.blogspot.com/2008/05/voglia-di-cioccolata-calda.html
- http://www.lagazzettaweb.it/Pages/art_port/tutti/portfolio/caffesto.html
- http://www.mondodelgusto.it/2009/01/28/merenda-reale-a-torino-e-provincia--il-rito-della-cioccolata-calda-e-biscotti-regala-un-tuffo-nel-settecento/
- http://turismo.stile.it/articoli/2001/11/15/215332.php
- http://www.conoscereilcioccolato.com/news/archives/000014.html
- http://www.ilnostrotempo.it/archiviopdf/2008/tempo_41/ILNTEMPO041G1K_017.pdf

Strawberry extreme

 Cocktail inventato dai ragazzi delle III M sala/vendita: 4 cl di vodka 4 cl di purea di fragola 1,5 di succo di limone 1,5 di succo di aran...