settembre 01, 2011

Alla ricerca del peperone perduto



Per un motivo o per l'altro, non riesco quasi mai a partecipare alle fiere di paese che, principalmente d'estate, si svolgono nella nostra nazione. Mi giustifico dicendo che non ho tempo, invece, secondo me, la verità è che non lo so ordinare. Così anche quest'anno mi sono perso la 62° sagra del Peperone di Carmagnola che si tiene sempre verso la fine di agosto e i primi di settembre, cittadina che offre la sua consueta ospitalità, trasformandosi in un travolgente e variopinto spettacolo di mercati, concerti in piazza, laboratori enogastronomici, eventi artistici, percorsi culturali e spazi commerciali.
Rossi, gialli, verdi, i peperoni di Carmagnola sono ormai conosciuti in tutta Italia e vengono celebrati con dieci giorni di festa grande. Sono delle manifestazioni paesane che fanno sentire il sapore dell'aggregazione e della convivialità tra le persone, aspetto che nella grande città va sempre più perdendosi. Si riscoprono alimenti che stanno avendo, soprattutto in questi ultimi anni, una rinnovata popolarità, grazie anche alla filosofia Slow Food e ai suoi presidi, tipo Eataly al Lingotto di Torino (più una sede a New York). Sono prodotti chiamati spesso "a chilometro zero" e a Denominazione di Origine Protetta, l'equivalente della DOC per i vini o ad Indicazione Geografica Protetta: oltre al famoso ortaggio testé menzionato, se ne possono annoverare un'infinità, come la sagra del Tartufo bianco e del Fungo porcino di Alba, gli asparagi di Santena, il bue grasso di Carrù, tanto per rimanere in ambito regionale. Ma anche il pistacchio di Bronte o la mozzarella di bufala campana. E queste sono le più famose. Ce ne sono centinaia, in tutta Italia, sparsi in qualsiasi borgo, peraltro di altissimo interesse storico e artistico, visitabile e godibile durante l'escursione. La mia amica Mariangela mi ha parlato di una "via del vino" al confine tra la Toscana e l'Umbria che parte da Montepulciano, paesino di origine etrusca arrocato sulle dolci colline senesi. Quello di quest'estate, a detta della mia amica, si è rivelato essere un itinerario incantevole, alla scoperta di cantine che aprono all'assaggio, sovente gratuito, di vini rossi importanti e cibi deliziosi. Uno dei tantissimi percorsi che condensano molteplici peculiarità, l'enogastronomia, la storia e l'arte, completando e arricchendo il viaggio stesso. Mi ha portato in regalo una preziosa bottiglia di Vino Nobile di Montepulciano, DOCG: per la serie "se non vado a Montepulciano, Montepulciano viene da me!
Il mio amico Fabrizio invece mi ha donato alcuni peperoni di Carmagnola, da fotografare domani prima di mangiarli, crudi e alla griglia. Sono enormi, coloratissimi e dalle forme curiose: rotondeggianti, una sorta di zucca o grosso pomodorone, quadrato e oblungo tipo corno di bue. Insomma una delizia per gli occhi prima che per il palato.

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