febbraio 01, 2011

Rivisitazioni...

Approfittando dell'assenza del mio collega Ricci e della classe IIIB di cucina (in esterna a Chieri; farà un RVM con la deliziosa professoressa Zandonadi!), domani mi cimenterò nella riproduzione riveduta e corretta (sic!) in chiave "Dieta a Zona" di 3 piatti classici, fondamentali, intramontabili, della cucina francese: la "Salade Niçoise", la "Ratatouille" e il "Coq au vin".
Poveri studenti.
L'insalata nizzarda, vorrei, innanzitutto, renderla più gustosa rispetto al mio solito piatto serale: "Fagiolini, tonno al naturale e pomodori ciliegia", aggiungendo qua e là qualche acciughina o alice, degli albumi sodi (dimenticatevi il tuorlo...) e qualche cappero, se lo troviamo nella dispensa. Zero patate ovviamente.
Per la Ratatouille pensavo invece di tagliare tutte le verdure a rondelle della stessa misura (sì, ciao, credici!) e metterle in coquottes monoporzione, annaffiarle solo con un po' di olio extravergine e del Barbera d'Alba, spolverandole di Herbs de Fauchon, e ficcare tutto in forno. Anche perché le verdure spappolate della Ratatouille mi fanno venire i nervi; la versione "vomito digerito" mi fa svenire. Dunque, sopporto solo la presentazione della vivanda come da film omonimo di Walt Disney. Certo, ci sarebbe la versione più casareccia, tipo Caponata, tagliata a tocchetti, che non sarebbe male...Beh, domani si vedrà.
Il "Coq au vin", tornato di moda e letteralmente riscoperto dal mondo del cinema: prima con una splendida Meryl Streep nei panni della pioniera della gourmanderie francese negli States, Julia Child, nel film (davvero delizioso e imprescindibile visione per chi volesse lavorare o anche che avesse solo la passione per il mondo della cucina) "Julie & Julia", dopo con la instancabile tuttofare, l'elegantissima Bree Van De Kamp di "Desperate Housewives che lo prepara in uno degli ultimi episodi della settima serie, ora in onda negli USA.
Di sicuro, per mancanza di tempo, non farò marinare il galletto nel vino rosso per tutta la notte, ma io e i miei studenti abbiamo optato per una durata massima di due ore e mezza, ancora più sicuro sarà il fatto che non metteremo quintalate di burro che, come dice (nella presentazione di un altro caposaldo, il "Boeuf Bourguignon") una gentile signora francese su youtube, corrisponderebbe ad una "jolie morceau de beurre" tranne poi adagiarne comodamente una quintalata nella casseruola, alla faccia del colesterolo...
Essere a dieta è bello, però è anche strano. Voglio dire: non faccio fatica ad esserlo, mi serve e ho ottenuto ottimi risultati che vorrei mantenere ancora per molto, tuttavia sogno in continuazione piatti succulenti, sapori del passato, intingoli fortemente calorici. Ci penso e ci ripenso, poi, per fortuna questo desiderio mi passa di mente. E torno a concentrarmi sulla mia bresaola con asparagi al vapore, sui miei fedelissimi fagiolini con tonno e pomodorini, sulle mie insaltatone e pollo alla piastra.
Guardando il film, l'altra sera, sembrava quasi di sentirli uscire attraverso il monitor, tutti quei profumi. E non mi ha per nulla sconvolto la domanda che si pone Julie nel suo blog: "C'è qualcosa di più buono al mondo del burro?". Posso rispondere io?
Bene. No, non c'è.


2 commenti:

Roberto ha detto...

Ah caro Biagio...adoro l'eleganza con cui scrivi questi post..sarà il francese, sarà che leggere qualcosa in italiano corretto sta diventando sempre piu difficile, sarà che l'argomento cucina è una mia passione..insomma, adoro i tuoi post.
Sempre in bocca al lupo con la dieta e...bon appetit!

Roberto

Biagio ha detto...

Grazie gioia.

PS: Da quando ho visto il film dico "Bon Appetit" con la stessa intonazione, a ripetizione, come uno scemo!

Bon Appetit!