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ottobre 01, 2016

La veritable Tarte Tatin?




Io e la mia smania di cercare sempre la verità mi hanno spinto ad approfondire il discorso sulla Tarte Tatin.
Preparata, oggi, in mille modi: rivisitata, appesantita, arricchita, in una parola "Snaturata".
Ma è possibile sapere esattamente quale fosse la ricetta, con tanto di grammature, di Caroline e Stephanie (Fanny) Tatin, proprietarie dell'omonimo hotel-ristorante 
a Lamotte-Beuvron, alla fine dell'Ottocento o, a volte, nella vita, è meglio lasciare alcuni argomenti avvolti nel mistero?
La mia curiosità mi spingerebbe persino a intavolare una seduta spiritica per parlare direttamente con le due anziane signore pur di conoscere, con precisione, come hanno inventato (più che altro è uno dei più famosi casi di "Serendipità") uno dei dessert più famosi di Francia, anche in carta da "Chez Maxim" a Parigi, per citarne uno.
Nella mia forsennata, eppur parziale, ricerca, ho trovato uno scritto a mano di una loro amica Marie Souchon, che nel suo "Cahier" annota ingredienti e procedimento. Ci si accorge così che l'autentica torta nasce da ingredienti semplici: non ci sono uova, tanto per cominciare, e le mele non sarebbero né le Golden né le Gala, ma quelle autoctone della zona, forse le Renette o la Reine des Renettes.
Pasta brisé con farina, burro e acqua. Le mele caramellate con zucchero e burro, forse addirittura non sbucciate...
Ebbene: non amo i dessert, non ho mai ordinato la tarte tatin al ristorante, però nelle ultime due settimane ne ho già preparate tre (di cui una in chiave vegan "light" con farina integrale, olio di girasole e zucchero di canna) e sono molto soddisfatto dei risultati.
Eccole!








dicembre 27, 2015

Semplicemente Marlene

Il 27 Dicembre 1901 nasceva una delle grandi icone del cinema: Marlene Dietrich.
Un vero mito formatosi grazie alla complicità di pochi film (L'angelo azzurro, Marocco, Capriccio spagnolo, Shanghai Express, L'imperatrice Caterina, Disonorata, La taverna dei sette peccati, Venere bionda, Paura in palcoscenico), alle immagini fotografiche, alla voce ammaliante e sensuale con la quale interpretò canzoni memorabili, alla bisessualità dichiarata e alla contrapposizione creata ad arte dalla majors con la "rivale" Garbo. Era atea e fortemente antinazista: Hitler (che la corteggiò a lungo) avrebbero voluto che diventasse una delle grandi rappresentanti del nazismo, lei rifiutò sempre ogni proposta in tal senso. 
Amava l'Italia, dove soggiornava per brevi vacanze lontana da tutti; in seguito ad una visita in quei luoghi, nel 1937 fece appello per la valorizzazione della diramazione a trazione ippica Mano-Roccabianca della tranvia Parma-San Secondo-Busseto. Ad Aversa, allora comune autonomo alle porte di Verona, trascorse un periodo da una sua amica artista alla fine degli anni Trenta. A breve distanza una dall'altra, fra il 1979 e il 1984, pubblicò due autobiografie, la seconda delle quali intitolata laconicamente Marlene D.. È stata la prima donna a farsi assicurare le gambe, stipulando un contratto con la società londinese Lloyd's.















febbraio 07, 2015

Durante l'ora-buca

"Abbiamo un piccolo orto: della verdura, degli ortaggi, degli alberi da frutto. Abbiamo anche le galline; ma le governa mio marito, io non le tocco: mi fanno schifo, per carità. Ecco: le susine, quelle che si chiamano da noi "Ramasìn", non hanno bisogno di trattamenti chimici, ma prova con le mele o le pere! Non raccogli niente. Le mele poi, magari dal di fuori sembrano belle, dentro: vuote! È così l'uva...Devi per forza buttarci qualcosa, altro che 'Bio'. Ah, ma dici "Una volta c'era l'aria pura, non c'erano i gas di scarico, l'inquinamento...". Sì, ma la gente moriva a 30 anni! Io mangiavo tante di quelle caramelle colorate artificiali, e anche i miei genitori, altro che cibo sano. Una signora che conosco io, ti dico nome e cognome, da 60 anni fa cicli di cortisone perché a 30 anni soffriva di asma. Ora ha 90 anni e non ha più l'asma! Non è vero che le medicine fanno male...Prova a non prendere niente se ti viene un coccolone, se hai il coraggio. Conosco un quantitativo di ultra centenarie spaventoso. Alcune hanno il diabete alto e prendono medicine da una vita, altre con la pressione alta assumono pastiglie per l'ipertensione da anni...Mia suocera ha 95 anni: è in piedi, cucina e guida la vettura. Suo padre non l'ha conosciuto: è morto di 'Spagnola' durante la prima guerra mondiale. Non è vero che le medicine ti ammazzano...
Quando io sono andata a Mosca un po' di anni fa, avevo trovato l'aria di Mosca davvero irrespirabile: noi non eravamo più abituati a sentire i gas di scarico; sentivi una puzza di 'sto gasolio, perché effettivamente noi qui abbiamo delle benzine più raffinate...Quindi non pensiamo che quella fosse l'età dell'Eldorado...Ma anche su Facebook...Scrivono tante stupidaggini....In fondo non abbiamo ancora raschiato il barile; secondo me in Grecia non lo leggono più tanto...
Quelli dell'ISIS...Ora Obama dovrebbe attaccare, ma c'è la solita contraddizione: se loro attaccano, colpiscono anche la popolazione civile. La cosa sconvolgente è che i paesi occidentali non possano andare a bombardare perché altrimenti qualche pirla si alza e dice 'Lì, avete bombordato, avete colpito i civili...". Ecco, allora io direi che c'è qualcosa che non quadra perché 'sti stronzi dove prendono le armi? Chi dà i Kalashnikov? Lo sai che gli italiani producono un casino di armi...Ma perché, quell'idiota di Vittorio Emanuele, non vendeva armi?
Quindici giorni! Ti preciso questo: se tu vuoi andare e farti solo una settimana al mare devi andare a Playa del Carmen, molto meglio di Cancun; perché a Cancun trovi solo grattacieli, ecc, all'americana, mentre Playa del Carmen è più europea, quindi hai resort bassi...è pieno di italiani! E' carino anche fare il tour del Chiapas, allora lì devi prevedere un viaggio organizzato e devi fare quindici giorni.
Adesso vado quattro giorni a Madrid per Carnevale, ho preso il biglietto: allora, partiamo da Milano, perché da Torino non c'è niente. L'aereoporto di Caselle è cimito, manco più per Londra, a degli orari del cavolo...Costa sui cento e qualche euro, andata e ritorno. L'anno scorso siamo andati a Lisbona...le stradine...sì, sì, sì, niente di che. Sempre a Carnevale.
Tu sei andato ad Istanbul? No? Ma che paura! Fatti furbo, ma fatti furbo! E' una città bellissima. Quello merita. Se puoi andare, vai adesso, a Carnevale. Te lo posso dire? Quello merita. Tra tutte le capitali, l'unica è Istanbul. Anzi se non ci sei andato, vacci! La moschea blu è fantastica. E' fantastica! Allora, ti dico: vai ad Istanbul, poi quando torni mi dici 'Guarda, sono stato contento, grazie, ci sono stato benissimo!'. Tra l'altro i turchi sono gentilissimi. Gentilissimi. Ci stai benissimo. Gentilissimi. Non costa neanche tanto. Pulito. Comunque da Milano, vabbé...Quattro giorni ti vanno bene per fare il weekend a Istanbul; vacci, perché merita proprio. Vacci, prendi il biglietto! Sono andati dei nostri amici due mesi fa. No, a Pasqua costa di più...Vestiti eh se vai! Vestiti perché fa freddo, non fa tanto caldo. E' incredibile. Pensa che noi eravamo andati vestiti leggeri, pirla, perchè pensavamo che ad Istanbul facesse caldo! Quando siamo arrivati lì, eravamo vestiti leggeri, "vabbé, insomma, ci è andata bene"; la guida ci ha guardati e fa "Uhm, la settimana scorsa ha nevicato!". Siamo rimasti cimiti...Noi siamo andati con la giacchetta! Comunque vacci, guarda, è bellissima Istanbul, merita decisamente di più rispetto a...Io ho visto anche Copenhagen...Guarda il Corno d'oro è bellissimo. Ti dico proprio: te la consiglio. Ti consiglio di andare ad Istanbul. Se riesci a combinare con qualcuno, vacci. Quando torni poi mi dirai "Grazie"...".

dicembre 02, 2013

Maria Callas

In occasione del novantesimo anniversario, oggi Google onora con il suo "doodle" Anna Maria Cecilia Sophia Kalogeropoulou (soprano greco).
Per tutti conosciuta semplicemente come "La divina".
(New York, 2 dicembre 1923Parigi, 16 settembre 1977)




Per un primissimo ascolto: https://play.spotify.com/user/warnerclassics/playlist/4UUKCUca8MVJqgqWGnVhVe

Per i fans più incalliti, la discografia completa: https://play.spotify.com/artist/0bjdfjE8XbLa2Odstu6E1E


giugno 29, 2013

Margherita Hack: una vita tra le stelle

Stamane, poco prima delle luci dell'alba, ci ha lasciato una grande scienziata.
Una persona eccezionale. Negli ultimi anni andavo a caccia di una sua partecipazione a Torino per potermi fare una foto con lei da mettere poi sul mio profilo facebook. Una delle poche donne da stimare, dopo mia mamma, la mia amica Patrizia, Magda Olivero e Ilda Boccassini.
Non solo perché considerata una divulgatrice e astrofisica apprezzata, punto di riferimento mondiale, ma soprattutto perché è stata una mente libera, senza timore di esprimere le sue idee, contrarie a quelle atrofizzate della massa, spesso scomode, tanto che, in un paese di mediocri e servi, questo comportamento è andato troppo al di là dell'omologazione per non essere, più volte, censurato. Ultimo atto, se vogliamo considerarlo (noi) importante (non Margherita ), di ingratitudine di questa nazione è stato, attraverso i suoi vari presidenti della Repubblica, quello di non aver voluto, pur avendolo fatto con cani e porci, nominarla senatrice a vita. Una vergogna, presto dimenticata, che si unirà alle tante altre collezionate dall'Italia negli ultimi anni.
Ripercorrere i suoi scritti, le sue frasi, le sue interviste è come bere un bicchiere di acqua fresca e limpida di sorgente in una giornata afosa di agosto, respirare una boccata di aria pura in una mefitica palude dantesca.
Addio cara professoressa, ora insegni agli angeli e a Dio che non esistono.



















 


 


L'inte


maggio 29, 2013

Addio Franca

"Franca ed io abbiamo scritto quasi sempre i testi del nostro teatro insieme. Io mi prendevo l’onere di mettere giù la trama quindi gliela illustravo e lei proponeva le varianti, spesso li recitavamo a soggetto, all’improvvisa, come si dice... Questo era il metodo preferito ma non sempre funzionava. Si discuteva anche ferocemente, si buttava tutto all’aria e si ricominciava da capo. In verità mi trovavo a dover riscrivere di nuovo il testo da solo. Poi lo si discuteva con più calma e si giungeva ad una versione che funzionasse e che andasse bene a tutt’e due.
Anche Franca è stata l’autrice unica di alcuni testi. Ci sono opere, come per esempio “Parliamo di donne”, che furono stese da lei completamente a mia insaputa. Quando mi ha dato da leggere questa commedia già ultimata sono rimasto un po’ perplesso... e seccato! Ma come ti permetti?!? No, scherzavo...
Io ho proposto qualche variante ma di fatto si trattava di un’opera del tutto personale.
Pochi lo sanno ma la gran parte degli spettacoli che trattavano di questioni prettamente femminili è stata Franca ad averli scritti, elaborati e poi li ha recitati al completo spesso anche da sola. E io mi sono trovato a collaborare solo per la messa in scena.
Vi dirò di più: testi quali Mistero Buffo e Morte Accidentale di un Anarchico - che io avevo realizzato come autore unico - hanno avuto grande successo anche all’estero con centinaia di allestimenti dall’America all’Oriente, per non parlare dell’Europa.
Ma dei nostri lavori quello che ha battuto tutti i record di messa in scena è Coppia Aperta, Quasi Spalancata che è stato replicato con diverse regie per più di 700 edizioni nel mondo. Ebbene l’autrice unica di questo testo è Franca. L’ho sempre tenuto nascosto!
C’è in particolare un lavoro o meglio, un monologo, che Franca ha recitato solo qualche volta quest’anno, e di cui bisogna che io vi parli perché è fortemente pertinente alla situazione a dir poco drammatica che io sto in questi giorni vivendo.
Da tempo Franca aveva scoperto l’esistenza di alcuni testi apocrifi dell’Antico Testamento nei quali la Genesi è raccontata in termini e linguaggio molto diversi da quelli cosiddetti canonici.
Attenti, non sto parlando dei Vangeli apocrifi, ma dell’Antico Testamento... Apocrifo!
Ebbene da uno di questi testi Franca ha tratto un racconto che vi voglio far conoscere, quasi in anteprima. Eccovelo!


Siamo nel Paradiso terrestre. Dio ha creato alberi, fiumi, foreste animali e anche l’uomo. O meglio il primo essere umano ad essere forgiato non è Adamo ma Eva, la femmina! Che viene al mondo non tratta dalla costola d’Adamo ma modellata dal Creatore in un’argilla fine e delicata. Un pezzo unico, poi le dà la vita e la parola. Il tutto “prima” di creare Adamo; tant’è che girando qua e là nel paradiso Eva si lamenta che... della sua razza si ritrovi ad essere l’unica, mentre tutti gli altri animali si trovano già accoppiati e addirittura in branco. Ma poi eccola incontrare finalmente il suo “maschio”, Adamo, che la guarda preoccupato e sospettoso. Eva vuol provocarlo e inizia intorno a lui una strana danza fatta di salti, capriole e grida da selvatica... quasi un gioco che Adamo non apprezza, anzi prova timore per come agisce quella creatura... al punto che fugge nella foresta a nascondersi e sparisce; ma viene il momento in cui il Creatore vuole parlare ad entrambe le sue creature, umane. Manda un Arcangelo a cercarli. Quello li trova e poi li accompagna dinnanzi a Dio in persona.
L’Eterno li osserva e poi si compiace: “Mica male! mi siete riusciti... E dire che non ero neanche in giornata... ! Voi non lo sapete perché ancora non ve l’ho detto ma entrambi siete i proprietari assoluti di questo Eden! E sta a voi decidere cosa farne e come viverci. Ecco la chiave. E gliela getta. Vedete, qui ci sono due alberi magnifici (e li indica), uno – quello di sinistra – dà frutti copiosi e dal sapore cangiante. Questi frutti, se li mangiate, faranno di voi due esseri eterni. Sì, mi rendo conto che ho pronunciato una parola che per voi non ha significato: eternità... Significa che avrete la stessa proprietà che hanno gli angeli e gli arcangeli, vivrete per sempre, appunto in eterno! A differenza degli altri animali non avrete prole, perché, essendo eterni, che interesse avreste di riprodurvi e generare uomini e donne come voi, della vostra razza? L’altro albero invece produce semplici mele, nutrienti e di buon sapore. Ma attenti a voi, non vi consiglio di cibarvene! E sapete perché? Perché non creano l’eternità... ma in compenso, devo essere sincero, grazie a loro scoprirete la conoscenza, la sapienza e anche il dubbio.
Ancora vi indurranno a creare a vostra volta strumenti di lavoro e perfino macchine come la ruota e il mulino a vento e ad acqua. No, non ho tempo di spiegarvi come si faccia, arrangiatevi da voi. ... tutto quello che scoprirete; e ancora queste mele, mangiandole, vi produrranno il desiderio di abbracciarvi l’un l’altro e di amarvi... non solo, ma grazie a quell’amplesso, vi riuscirà di far nascere nuove creature come voi e popolare questo mondo. Però attenti, alla fine ognuno di voi morirà e tornerà ad essere polvere e fango. Gli stessi da cui siete nati.
Pensateci con calma, mi darete la risposta fra qualche giorno. Addio.

No. Non c’è bisogno di attendere, Padre Nostro! – grida subito Eva – Per quanto mi riguarda io ho già deciso, personalmente scelgo il secondo albero, quello delle mele. S devo essere sincera, Dio non offenderti, a me dell’eternità non interessa più di tanto, invece l’idea di conoscere, sapere, aver dubbi, mi gusta assai! Non parliamo poi del fatto di potermi abbracciare a questo maschio che mi hai regalato. Mi piace!!! Da subito ho sentito il suo richiamo e mi è venuto un gran desiderio di cingermi, oh che bella parola ho scoperto cingermi!, cingermi con lui e farci... come si dice?! Ah, farci l’amore! So già che questo amplesso sarà la fine del mondo! E ti dirò che, appresso, il fatto che mi toccherà morire davanti a tutto quello che ci offri in cambio: la possibilità di scoprire e conoscere vivendo... mi va bene anche quello. Pur di avere conoscenza, coscienza, dubbi e provare amore... ben venga anche la morte!
Il Padreterno è deluso e irato quindi si rivolge ad Adamo e gli chiede con durezza: “E tu? ...che decisione avresti preso? Parlo con te, Adamo sveglia! Preferisci l’eterno o l’amore col principio e la fine?” E Adamo quasi sottovoce risponde: “ Ho qualche dubbio ma sono molto curioso di scoprire questo mistero dell’amore anche se poi c’è la fine"."  


Dario Fo

dal blog di Beppe Grillo

marzo 23, 2013

Alice Herz-Sommer

Una grande donna. Ancora viva all'eta di 110 anni ormai. Racconta in questo videodocumento come riuscì a superare la terribile permanenza nei campi di sterminio nazisti. Grazie alla musica: che dona forza, coraggio, voglia di vivere e felicià.
Sorridendo costantemente al figlioletto; per proteggerlo innanzitutto, dall'orrore di quell'inferno.
Questa grande donna ci insegna che dobbiamo ringraziare sempre per tutto quello che abbiamo nella vita, che è necessario imparare tanto, conoscere tutto il possibile ed essere curiosi.
http://www.enciclopediadelledonne.it/index.php?azione=pagina&id=36



Campo di concentramento:
di Theresienstadt: http://it.wikipedia.org/wiki/Campo_di_concentramento_di_Theresienstadt






gennaio 11, 2013

Mariangela Melato

All'alba di questa mattina ci ha lasciati un'immensa diva e, allo stesso tempo, una donna semplice, Mariangela Melato. Grande attrice di teatro, ha dato il meglio di sé (e il grande pubblico la conosce per questo) nelle tragi-commedie agrodolci di Lina Wertmuller:

- Notte d'estate con profilo greco, occhi a mandorla e odore di basilico
- Mimì metallurgico ferito nell'onore
- Film d'amore e d'anarchia - Ovvero "Stamattina alle 10 in via dei Fiori nella nota casa di tolleranza..."

  
Riusciva a dare ad ogni donna interpretata un complesso caleidoscopio di sfumature: poesia, ingenuità e tristezza (Dimenticare Venezia, di Franco Brusati - 1979). Un vasto campionario di umanità, rilevante soprattutto dal punto di vista antropologico: diventava signora milanese industriale snob sfacciata e volgare, fintamente di classe, oppure sapeva calarsi nei panni di una triviale prostituta in una casa-chiusa di Roma, o trasformarsi in una giovane cantilenante e petulante sottoproletaria di Gallarate, trasferitasi a Torino per lavorare durante il boom economico e la Fiat degli anni '60.
Nel pantheon delle grandi attrici del passato ha, senza dubbio, un posto in primo piano, insieme a Silvana Mangano, Alida Valli e Anna Magnani.
Ci mancherai tanto Mariangela, R.I.P.














dicembre 11, 2012

Irena Sendler

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera:



Irena Sendler nel 2005
Irena Sendler, da nubile Irena Krzyżanowska, (Varsavia, 15 febbraio 1910Varsavia, 12 maggio 2008), è stata un'infermiera e assistente sociale polacca, che collaborò con la Resistenza nella Polonia occupata durante la Seconda guerra mondiale.
Divenne famosa per avere salvato, insieme con una ventina di altri membri della Resistenza polacca, circa 2.500 bambini ebrei, facendoli uscire di nascosto dal ghetto di Varsavia, fornendo loro falsi documenti e trovando rifugio per loro in case al di fuori del ghetto.

Indice

Biografia

Gioventù


Irena Sendler all'età di 32 anni
Irena Sendler nacque in una famiglia polacca di orientamento politico socialista, nella periferia operaia di Varsavia. Il padre, Stanisław Krzyżanowski, era medico; egli morì di tifo nel febbraio 1917, avendo contratto la malattia mentre assisteva ammalati che altri suoi colleghi si erano rifiutati di curare. Molti di questi ammalati erano ebrei: dopo la sua morte, i responsabili della comunità ebraica di Varsavia si offrirono di pagare gli studi di Irena come segno di riconoscenza. Pur essendo di confessione cattolica, la ragazza sperimentò fin dall'adolescenza una profonda vicinanza ed empatia con il mondo ebraico. All'università, per esempio, si oppose alla ghettizzazione degli studenti ebrei, e come conseguenza venne sospesa dall'Università di Varsavia per tre anni.
Terminati gli studi, cominciò a lavorare come assistente sociale nelle città di Otwock e Tarczyn.

Durante la Seconda Guerra Mondiale

Trasferitasi a Varsavia, già da quando i nazisti occuparono la Polonia (1939) cominciò a lavorare per salvare gli Ebrei dalla persecuzione: con altri collaboratori, riuscì a procurare circa 3.000 falsi passaporti per aiutare famiglie ebraiche.

Manifesto nazista in tedesco e polacco, che minacciava di morte i polacchi che avessero aiutato gli ebrei
Nel 1942 entrò nella resistenza polacca, che al suo interno presentava forti contrasti fra la componente nazionalista e cattolica e la componente comunista, contrasti che a volte si ripercuotevano anche nelle fasi decisionali. Il movimento clandestino non comunista di cui faceva parte la Sendler, la Żegota, incaricò la donna delle operazioni di salvataggio dei bambini ebrei del Ghetto.
Come dipendente dei servizi sociali della municipalità, la Sendler ottenne un permesso speciale per entrare nel Ghetto alla ricerca di eventuali sintomi di tifo (i Tedeschi temevano che una epidemia di tifo avrebbe potuto spargersi anche al di fuori del Ghetto stesso). Durante queste visite, la donna portava sui vestiti una Stella di Davide come segno di solidarietà con il popolo ebraico, come pure per non richiamare l'attenzione su di sé.
Irena, il cui nome di battaglia era "Jolanta", insieme ad altri membri della Resistenza, organizzò così la fuga dei bambini dal Ghetto. I bambini più piccoli vennero portati fuori dal Ghetto dentro ambulanze o altri veicoli.
In altre circostanze, la donna si spacciò per un tecnico di condutture idrauliche e fognature: entrata nel ghetto con un furgone, riusciva a portarne fuori alcuni neonati nascondendoli nel fondo di una cassa per attrezzi, o alcuni bambini più grandi chiusi in un sacco di juta. Nel retro del camion teneva anche un cane addestrato ad abbaiare quando i soldati nazisti si avvicinavano, e a coprire così il pianto dei bambini.
Fuori dal Ghetto, la Sendler forniva ai bambini dei falsi documenti con nomi cristiani, e li portava nella campagna, dove li affidava a famiglie cristiane, oppure in alcuni conventi cattolici come quello delle Piccole Ancelle dell'Immacolata a Turkowice e Chotomów. Altri bambini vennero affidati direttamente a preti cattolici che li nascondevano nelle case canoniche.


Bambini ebrei nel Ghetto di Varsavia
Irena Sendler annotava i veri nomi dei bambini accanto a quelli falsi e seppellì gli elenchi dentro bottiglie e vasetti di marmellata sotto un albero del suo giardino, nella speranza di poter un giorno riconsegnare i bambini ai loro genitori.
« Avrei potuto fare di più. Questo rimpianto non mi lascia mai. »
(Irena Sendler, in una conversazione con Marek Halter a proposito del suo impegno nella Resistenza polacca)
Nell’ottobre 1943 la Sendler venne arrestata dalla Gestapo: fu sottoposta a pesanti torture (le vennero spezzate gambe e braccia, tanto che rimase inferma a vita), ma non rivelò il proprio segreto. Condannata a morte, venne salvata dalla rete della resistenza polacca, che riuscì a corrompere con denaro i soldati tedeschi che avrebbero dovuto condurla all'esecuzione. Il suo nome venne così registrato insieme con quello dei giustiziati, e per i mesi rimanenti della guerra visse nell'anonimato, continuando però a organizzare i tentativi di salvataggio di bambini ebrei.
Terminata la guerra e l'occupazione tedesca, i nomi dei bambini vennero consegnati ad un Comitato Ebraico, che riuscì a rintracciare circa 2.000 bambini, anche se gran parte delle loro famiglie erano state sterminate a Treblinka e negli altri lager.

Gli anni successivi al conflitto

Dopo la guerra, subì alcune minacce anche dal regime comunista per i suoi contatti con il Governo polacco in esilio e l'Armia Krajowa. D'altra parte, pur essendo stata partigiana, la Sendler non condivise mai la politica del Partito Comunista polacco.

La memoria storica dell'opera di Irena Sendler


La Sendler con alcune persone da lei salvate quando erano bambini (Varsavia, 2005)
Nel 1965, Irena Sendler venne riconosciuta dallo Yad Vashem di Gerusalemme come una dei Giusti tra le nazioni. Soltanto in quell'occasione il governo comunista le diede il permesso di viaggiare all'estero, per ricevere il riconoscimento in Israele.
La storia della vita della Sendler venne riscoperta nel 1999 da alcuni studenti di un college del Kansas (v. www.irenasendler.org), che hanno lanciato un progetto per fare conoscere la sua vita e il suo operato a livello internazionale.
Nel 2003, papa Giovanni Paolo II le inviò una lettera personale lodandola per i suoi sforzi durante la guerra. Il 10 ottobre 2003 essa ricevette la più alta decorazione civile della Polonia, l'Ordine dell'Aquila Bianca, e il premio Jan Karski "Per il coraggio e il cuore", assegnatole dal Centro Americano di Cultura Polacca a Washington, D.C..
Nel 2007 l'allora Presidente della Repubblica di Polonia Lech Kaczyński, avanzò la proposta al Senato del suo Paese perché fosse proclamata eroe nazionale. Il Senato votò a favore, all’unanimità. Invitata all'atto di omaggio del Senato il 14 maggio dello stesso anno, all'età ormai di 97 anni non fu in grado di lasciare la casa di riposo in cui risiedeva, ma mandò una sua dichiarazione per mezzo di Elżbieta Ficowska, che aveva salvata da bambina.
« Ogni bambino salvato con il mio aiuto è la giustificazione della mia esistenza su questa terra, e non un titolo di gloria »
(Lettera al Parlamento polacco)
Il nome di Irena Sendler venne anche raccomandato dal governo polacco per il premio Nobel per la pace, con l'appoggio ufficiale dello Stato di Israele espresso dal suo primo ministro Ehud Olmert (anche se queste nomine dovrebbero essere mantenute segrete). Alla fine tuttavia, il premio venne assegnato a Al Gore.

Onorificenze

Croce di Comandante dell'Ordine della Polonia Restituta - nastrino per uniforme ordinaria Croce di Comandante dell'Ordine della Polonia Restituta

— 12 giugno 1996
Croce di Comandante con Stella dell'Ordine della Polonia Restituta - nastrino per uniforme ordinaria Croce di Comandante con Stella dell'Ordine della Polonia Restituta

— 7 novembre 2001
Dama dell'Ordine dell'Aquila Bianca - nastrino per uniforme ordinaria Dama dell'Ordine dell'Aquila Bianca

— 10 novembre 2003
Dama dell'Ordine dell'Ecce Homo - nastrino per uniforme ordinaria Dama dell'Ordine dell'Ecce Homo


Dama dell'Ordine del Sorriso - nastrino per uniforme ordinaria Dama dell'Ordine del Sorriso

febbraio 12, 2012

Just Whitney...

Ho fatto passare un po' di tempo prima di scrivere di Whitney. Dovevo metabolizzare. Come quando ti manca una persona cara, all'inizio non vuoi crederci, hai una reazione spropositatamente ed inspiegabilmente calma. L'ho saputo sabato scorso, passata abbondantemente la mezzanotte, mentre ero in discoteca. L'annuncio al microfono: morta. Le cause erano chiare a tutti e nel più perfetto cliché dello star system: deceduta nella vasca di una camera d'albergo di Beverly Hills, prima di presenziare alla notte dei Grammy. Copione molto simile al film che la consacrò nel 1992 stella di assoluta grandezza, "Bodyguard".
Le decine di condivisioni di link, video o articoli di giornale da parte di stupidi "bimbominchia" qualunque, su Facebookm mi hanno dato il colpo di grazia. Ed eccomi qui a fare chiarezza su alcuni aspetti dell'esistenza che mi stanno particolarmente a cuore.
Facebook rappresenta un nuovo canale di reperimento e circolazione della notizia, è vero. E' dunque uno strumento utile, veloce, "giovane" ed aggiornato. Ma è anche una fucina di banalità, di sciocchezze, di pensieri comunicati insopportabilmente senza filtro, da adolescenti con la smania di apparire, esprimendosi senza ponderare prima le conseguenze. Questo modo "sincero a tutti i costi", che denota anche, per certi versi, maleducazione, è tuttavia la cartina di tornasole della loro personalità foriera di sentimenti bassi e vili: repressione sessuale, frustrazione e invidia verso chi ha avuto maggior fortuna nella vita.
Come per Amy Winehouse (e Michael Jackson), si è messo in moto una macchina del fango sfoga-cattiveria e qualcuno ha scritto che chi ha fama, ricchezza, felicità e assume droghe si merita di fare questa fine: il cinismo a buon mercato che non risparmia neanche un sentimento umano innato come il rispetto della morte.
Un altro principio che molti fanno fatica a ricordare è che "chi è senza peccato scagli la prima pietra", come ebbe a dire qualcuno 2000 anni fa. Eppure lo sport preferito, soprattutto dagli italiani, sembra proprio essere la critica, il chiacchiericcio, il pettegolezzo. Cosa significa accostare un'immagine della cantante a quella di bambini stremati dalla fame in Africa, in un momento come questo? Mistero. Si vuole parlare di tutto per parlare di niente, per banalizzare ogni cosa. Come quando si parla dei lager nazisti e subito se ne esce uno che dice: "Sì, però le Foibe...!". Ecco, un modo di replicare, di giustificare, che è nato proprio col la nascita del Revisionismo storico. Si accavallano gli argomenti per creare confusione e per non far capire più niente a nessuno. Un argomento alla volta, please, andiamo con ordine.Trattiamo dei bambini che muoiono di fame in Africa tutto l'anno, oggi è morta Whitney Houston, parliamo di lei. E' strano come un personaggio lontano da noi anni luce lo si possa sentire parte della nostra famiglia. E' il potere evocativo della musica, il linguaggio universale che esprime e i sentimenti che ci accomunano nelle canzoni, ma il nostro/la nostra beniamina diventa amica e alleata, ci accompagna per anni con la sua voce attraverso le cuffiette del nostro iPod, diventa parte di noi. Forse non sarà una nostra parente, è chiaro, ma quando ti muore una persona cara non ti interessa che qualcuno ti dica "pensa ai bambini dell'Africa", in quel momento non ci pensi proprio.
L'accanimento verso un personaggio famoso, ricco, bello è senza senso. Si può essere invidiosi di chi si è tolto il bene più prezioso, ovvero la vita? No, nessun prezzo è sufficiente. Non si riesce ad andare oltre e capire che le miserie di una grande diva sono le miserie di tutti noi? Che i sentimenti, le emozioni, le sofferenze, le paure, le depressioni, le angosce sono universalmente simili sia per lo spiantato che per il multimilionario? Si può invidiare la fragilità di una donna che per amore ha distrutto la sua vita dall'oggi al domani, passando da icona pop (ed esempio di brava ragazza) a donna maltrattata che si autodistrugge e si infligge, attraverso le droghe, una inevitabile condanna a morte? Sono tutti bravi a fare i conti con la vita degli altri e ad occultare la propria, a nascondere le proprie debolezze, incertezze e paure attraverso una pseudo sicurezza ed un finto atteggiamento fiero.
Senza alcuna retorica o patetismo, posso dire che mi dispiace vedere un'altra cantante di successo andarsene così. Ha smesso di soffrire ed è libera finalmente, questo sì. Libera da quei demoni che l'hanno oppressa e avvicinata alla droga e all'alcol (come accade a tutti quelli che entrano in questo tunnel e non ne escono più) inevitabilmente per sopportare il male di vivere o provare a vincere l'infelicità. D'altronde la droga non ha per lei neppure contribuito, come spesso è accaduto a moltissime rockstar morte così, ad alimentare il mito; il disfacimento fisico e mentale non ha avuto quel seducente appeal che  frequentemente ammanta personaggi famosi, degradandoli/elevandoli a rango di "genio e sregolatezza" al quale tutto è permesso. Il suo talento non aveva bisogno di altro. Fin dagli esordi si era chiara la grandezza sovraumana della sua meravigliosa voce.
Il suo grande errore (ma chi non lo commette?) è stato quello di innamorarsi del suo carnefice. Quando esattamente 5 anni fa, durante i giochi Olimpici invernali di Torino la vidi in piazza Castello, buttata letteralmente sul palco da quel marito-produttore-aguzzino Bobby Brown, completamente drogata di crack, inverosimilmente afona, completamente stonata, già quella notte, sotto la neve ho pianto la sua morte artistica.  Era finita. A poco è servito ripulirsi e tornare sulle scene con l'ultimo album "I look at you" qualche tempo dopo.
Quella voce unica, cristallina ed irripetibile, capace di incantare platee di tutto il mondo, di fare alzare il pubblico di Sanremo nel 1987 per chierdere il "bis" di quell'esecuzione magistrale che è stata "All at once", o quando semplicemente con una nota iniziale all'Arena di Verona fece zittire in un silenzio surreale i fans trepidanti nell'attesa che incominciasse il concerto, ha venduto 170 milioni di dischi in tutto il mondo. Il suo album omonimo di debutto (in foto) è entrato nel Guinness dei Primati come l'album più venduto di una cantante esordiente (quasi 29 milioni di copie).
Per me rimane una delle 10 voci più belle di musica popolare del Novecento e degli anni Duemila, in una mia ipotetica, per quanto limitativa, classifica: 

1) Ella Fitzgerald
2) Billie Holiday
3) Nina Simone
4) Mina
5) Etta James
6) Joan Baez
7) Edith Piaf
8) Barbra Streisand
9) Whitney Houston
10) Mariah Carey

Non sono riuscito a far rientrare alcune degnissime cantanti tra le prime dieci, ma le posso menzionare e sono: Erykah Badu, Bjork, Jodi Mitchel, Sarah Vaughan, Judy Garland, Dinah Washington, Ymac Sumac, Patsy Cline...

novembre 15, 2011

Magda Olivero

E' necessario, quasi indispensabile direi, che io includa in questa rubrica, "Les grandes dames", Magda Olivero.
Non voglio passare da esperto saccente o come quello che si intende di musica classica, né di chi si vanta perché conosce quel particolare personaggio di nicchia, perciò racconterò sinceramente come mi sono imbattuto in questa donna grandiosa.
Due anni fa circa, in occasione del seminario di Letteratura a Villa Groppella (Al), che ho frequentato con Andrea per due anni, in una stanza di albergo, preparandomi prima di recarmi all'incontro mattutino, abbiamo acceso la televisione e, del tutto casualmente, stavano trasmettendo, di prima mattina,"Loggione" su Canale 5, un'intervista alla cantante lirica Magda Olivero. Non la conoscevo.
Quel mattino guardavo la televisione senza particolare interesse, come faccio di solito appena mi alzo dal letto; alcuni passaggi, tuttavia, ci colpirono così tanto che ci soffermammo ad ascoltare le parole con crescente attenzione. Innanzitutto l'aspetto che subito ci incuriosì fu quello della regione di nascita, il Piemonte, e che la signora Olivero avesse avuto nella sua vita professionale e privata molti legami con la nostra città, Torino. Disse l'età e non stentavamo a credere alle nostre orecchie: oltre i novant'anni. Sullo schermo, davanti a noi vedevamo una donna che aveva al massimo 70 anni sia nello spirito, che nell'eloquio, che nella lucidità mentale. Non poteva essere vero. Un'eleganza eccezionale: nei modi, raffinati e mai snob; regale e colta, eppure mai fredda o stucchevolmente aristocratica, anzi, quasi una tenera nonna con la quale avresti voluto passare del tempo a bere dela cioccolata calda e a chiacchierare di vita vissuta. Una mole infinita di saggezza ed esperienza offerta soavemente al pubblico, non ostentata, anche quando spiegava le arie di composizioni liriche, anche rare, che aveva interpretato durante la sua carriera, come la "Iris" di Mascagni, opera per me allora sconosciuta, interpretata con una bravura senza pari. O quando parlò di Maria Callas: lo fece con una levità e delicatezza unici di chi ha conosciuto il mito senza paragonarsi inutilmente ad esso, riconoscendone a più riprese le doti insuperate ed insuperabili.
Ho rivisto con più calma l'intera intervista su Youtube (che tutti dovrebbero vedere almeno una volta per comprendere il significato stesso della vita), inclusi tutti gli altri spezzoni che la riguardano, e ho capito, da profano, che sicuramente il livello della signora Olivero si avvicinava di molto a quello della mia begnamina.
Fino ad quel momento per me nella lirica, in maniera un po' ottusa, esisteva soltanto Maria, o avevo letto incidentalmente le decantate doti canore di chi aveva preceduto la Callas, Maria Malibran e Giuditta Pasta, ovvero le più grandi cantanti della storia. Ho dovuto ricredermi.
E' stato un incontro (seppur indiretto e filtrato dal medium) molto importante che mi ha permesso di cambiare quell'atteggiamento, lo ammetto, fin troppo fanatico nei confronti della soprano greca. Un amore smisurato, unico, incomprensibile, talora inspiegabile che da quel giorno ho diviso con un'altra donna del mio secolo.
Abbiamo imparato molto dalle sue parole, siamo arrivati in ritardo al seminario. Ma ne è valsa davvero la pena.
Grazie Magda.






 


Aggiornamento: oggi, 8 settembre 2014, è scomparsa all'età di 104 anni la signora Magda.
E' nella Storia e nei nostri cuori.

- http://en.wikipedia.org/wiki/Magda_Olivero

- http://it.wikipedia.org/wiki/Magda_Olivero

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