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dicembre 24, 2014

Messa di Natale, Chiesa di Maria Ausiliatrice e Presepe











Dopo la messa, una passeggiata per il centro di Torino ci ha condotti davanti ad una triste e desolata piazza Castello, spenta.





Anche le luci natalizie di via Garibaldi spente la notte di Natale. Magari, poi, le accenderanno a Carnevale, chi lo sa!
 http://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Bosco

 http://it.wikipedia.org/wiki/Margherita_Occhiena

http://it.wikipedia.org/wiki/Santuario_di_Maria_Ausiliatrice

dicembre 22, 2014

Pacchettini


L'UOMO DAL FIORE: Eh, ben legati, me l'immagino: con quell'arte speciale che mettono i giovani di negozio nell'involtare la
roba venduta...
Che mani! Un bel foglio grande di carta doppia, rossa, levigata... ch'è per se stessa un piacere vederla...
cosí liscia, che uno ci metterebbe la faccia per sentirne la fresca carezza... La stendono sul banco e poi con
garbo disinvolto vi collocano su, in mezzo, la stoffa lieve, ben piegata. Levano prima da sotto, col dorso
della mano, un lembo; poi, da sopra, vi abbassano l'altro e ci fanno anche, con svelta grazia, una
rimboccaturina, come un di piú per amore dell'arte; poi ripiegano da un lato e dall'altro a triangolo e
cacciano sotto le due punte; allungano una mano alla scatola dello spago; tirano per farne scorrere quanto
basta a legare l'involto, e legano cosí rapidamente, che lei non ha neanche il tempo d'ammirar la loro
bravura, che già si vede presentare il pacco col cappio pronto a introdurvi il dito.
L'AVVENTORE: Eh, si vede che lei ha prestato molta attenzione ai giovani di negozio.
L'UOMO DAL FIORE: Io? Caro signore, giornate intere ci passo. Sono capace di stare anche un'ora
fermo a guardare dentro una bottega attraverso la vetrina. Mi ci dimentico. Mi sembra d'essere, vorrei
essere veramente quella stoffa là di seta... quel bordatino... quel nastro rosso o celeste che le giovani di
merceria, dopo averlo misurato sul metro, ha visto come fanno? se lo raccolgono a numero otto intorno al
pollice e al mignolo della mano sinistra, prima d'incartarlo.
Pausa
Guardo il cliente o la cliente che escono dalla bottega con l'involto appeso al dito o in mano o sotto il
braccio... Li seguo con gli occhi, finché non li perdo di vista... immaginando... - uh, quante cose
immagino! Lei non può farsene un'idea.


(Luigi Pirandello, "L'uomo dal fiore in bocca" - 1923)

novembre 28, 2014

Casa di Giulietta

Vera o fasulla, mito o finzione, leggenda o realtà: questa è la sua casa.
Poco importa che Giulietta vi abbia ivi dimorato, quello che a noi interessa è che essa è il simbolo dell'amore.
Dell'amore con la A maiuscola, appassionato, sofferto, ostacolato, travolgente, contrastato, impossibile, che (va a sapere perché) deve finire, da che mondo è mondo, in tragedia.
Milioni di amanti di tutto il pianeta hanno raggiunto Verona per alzare il mento verso il balconcino che tanto ha fatto sospirare i lettori del capolavoro shakespeariano e toccato il seno della statua di Giuly; io non potevo essere da meno.
Anzi, sono entrato nel palazzo per una breve visita e ho mandato addirittura una email a Giulietta,  affinché vegli per me da lassù, sappia che la capisco e comprendo benissimo il suo gesto estremo e disperato.
Insomma: Giulietta una di noi!
E questa che cos’è?... Tra le sue dita
stringe una fiala il mio fedele amore?

Veleno!... È stato questo la sua fine.
Cattivo! L’hai bevuto fino in fondo,
senza lasciarmene una goccia amica
che m’avrebbe aiutato!...
Bacerò le tue labbra: c’è rimasto
forse un po’ di veleno, a darmi morte
come per un balsamico ristoro.
(Lo bacia)
Come son calde ancora le tue labbra!
O fidato speziale!... Le tue droghe
sono davvero rapide d’effetto...
Così, in un bacio, io muoio...
Pugnale benedetto!... Ecco il tuo fodero...
(Si colpisce al petto)
qui dentro arrugginisci,
e dammi morte!
BENVOLIO: Via, amico mio, un fuoco con le sue fiamme consuma l'altro, un dolore è attenuato dall'angoscia in cui ci mette un altro; quando a girare in un senso ti prende il capogiro, ti passa girando nel senso contrario; una disperazione si cura col languore d'un'altra; fa' bere al tuo occhio avvelenato dall'amore un nuovo veleno e sarà distrutta l'azione inveterata di quello antico.

GIULIETTA -
Non giurare,
ho detto: benché tu sia la mia gioia,
gioia non mi riesce di trovare
nell’impegno scambiatoci stanotte:
troppo improvviso, troppo irriflessivo,
rapido, come il fulmine, che passa
prima che uno possa dir “Lampeggia!”.
Buona notte, dolcezza.
Questo bocciolo d’amore, schiudendosi
all’alito fecondo dell’estate,
potrà, al nostro prossimo incontrarci,
dimostrarsi un bel fiore profumato.
Buona notte. La pace ed il riposo
discendano soavi sul tuo cuore,
come soave è tutto nel mio petto.

GIULIETTA -
La mia voglia di dare è come il mare,
sconfinata, e profondo come il mare
è l’amor mio: più ne concedo a te,
più ne possiedo io stessa,
perché infiniti sono l’una e l’altro.

GIULIETTA: Anch'io vorrei che tu lo fossi o caro: ma avrei paura di ucciderti per il troppo bene. Buona notte, buona notte! L'addio che ci separa è un dolore così dolce, che ti direi "buona notte" fino a domattina.

MONNA MONTECCHI: Molte mattine è stato veduto là, che accresceva con le sue lacrime la fresca rugiada del mattino, che aggiungeva nubi alle nubi coi suoi profondi sospiri; ma non appena il sole, che tutto rallegra, comincia nelle più lontane plaghe d'oriente a tirare le fosche cortine del letto dell'Aurora, l'oppresso mio figlio, fuggendo la luce, corre a nascondersi in casa, si imprigiona nella sua camera, serra le finestre, chiude fuori la bella luce del giorno, e si crea una notte fittizia. Questo umor tetro gli sarà fatale, se qualche buon consiglio non riesce ad allontanarne la cagione.



Mab va cavalcando,
la notte, pei cervelli degli amanti,
e allora questi sognano d’amore;
o per le rotule dei cortigiani 
 che sognan subito salamelecchi;
o sulle dita d’uomini di legge
che sognan subito laute parcelle;
talvolta sulle labbra delle dame,
e queste sognano d’esser baciate,
e spesso sulle loro labbra Mab
irritata dai loro fiati guasti
pei troppi dolci, lascia delle pustole.







O gentile Romeo,
se m’ami, dimmelo con lealtà;
se credi ch’io mi sia lasciata vincere
troppo presto, farò lo sguardo truce
e, incattivita, ti respingerò,
perché tu sia costretto a supplicarmi...



Juliet: Wilt thou be gone? it is not yet near day.
It was the nightingale, and not the lark,
That pierc'd the fearful hollow of thine ear;
Nightly she sings on yond pomegranate tree.
Believe me love, it was the nightingale.

Giulietta: Te ne vuoi già andare? Non è ancora giorno:
era il canto di un usignolo e non di una allodola
che ti ferisce il trepido orecchio.
Di notte l'usignolo canta su quel melograno;
credi a me, amore, era l'usignolo.

Romeo « Era l'allodola, la messaggera del mattino, non l'usignolo... »

 (Canto dell'usignolo)




Occhi, miratela un’ultima volta!
Braccia, carpitele l’estremo amplesso!
E voi, mie labbra, porte del respiro,
suggellate con un pudico bacio
un contratto d’acquisto senza termine
con l’eterna grossista ch’è la Morte!
Vieni, amarissima mia scorta, vieni,
mia disgustosa guida.

O mia Giulietta,
perché sei ancora tanto bella, cara?

GIULIETTA - E così te ne vai, amore mio,
mio signore, mio sposo, mio amico,
mio tutto!

MONNA CAPULETI -
Il duolo è segno di profondo affetto
se contenuto; ma quando è eccessivo,
mostra piuttosto poca forza d’animo.






ROMEO: Ohimè! le ore tristi sembrano eterne. Era mio padre quello che se n'è andato di qua cosi in fretta?
BENVOLIO: Sì, era lui. Quale afflizione fa così lunghe le ore di Romeo?
ROMEO: Non aver quello il cui possesso le renderebbe brevi.
BENVOLIO: Sei innamorato?
ROMEO: Non sono...
BENVOLIO: Non sei innamorato?
ROMEO: Non sono nelle grazie di colei che amo.
BENVOLIO: Ohimè, perché amore, il quale ha un aspetto così gentile, deve essere, alla prova, così tiranno e villano!
ROMEO: Ohimè, perché amore, il quale è sempre bendato, deve vedere, senza gli occhi, i sentieri che menano al suo desiderio!




CAPULETI - Non posso che ripetervi il già detto:
la mia figliola è ancora nuova al mondo,
non ha compiuti i suoi quattordici anni;
lasciamo ancora che appassisca in lei
il rigoglio di altre due estati,
prima che la si possa dir matura
per essere una sposa.

ROMEO - È la crudele legge dell’amore.
Già le pene del mio pesano troppo
sul mio cuore, e tu vuoi ch’esso trabocchi
coll’aggiungervi il peso delle tue:
giacché quest’affettuosa tua premura
altro non fa che aggiunger nuova ambascia
a quella che m’opprime, ch’è già troppa.
L’amore è vaporosa nebbiolina
formata dai sospiri;
se si dissolve, è fuoco che sfavilla
scintillando negli occhi degli amanti;
s’è ostacolato, è un mare alimentato
dalle lacrime degli stessi amanti.
Che altro è più? Una follia segreta,
un’acritudine che mozza il fiato,
una dolcezza che ti tira su.

ROMEO - Mala notte, puoi dire, mille volte,
se mi viene a mancare la tua luce!
L’amore corre ad incontrar l’amore
con la gioia con cui gli scolaretti
fuggon dai loro libri; ma l’amore
che deve separarsi dall’amore
ha il volto triste degli scolaretti
quando tornano a scuola...


Strawberry extreme

 Cocktail inventato dai ragazzi delle III M sala/vendita: 4 cl di vodka 4 cl di purea di fragola 1,5 di succo di limone 1,5 di succo di aran...