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settembre 29, 2017

Vanilla Creams & Fruits

Finalmente ci siamo passati! 
Stasera siamo andati alla scoperta di una gelateria nel centro di Torino, precisamente in via Palazzo di Città. Il proprietario di "Vanilla Creams & fruits", Bruno, ci accoglie con una gentilezza e un sorriso d'altri tempi, come accade nei locali pubblici ormai sempre più raramente, anzi è sempre più frequente  imbattersi in proprietari di bar e ristoranti, commesse di boutique o cassiere di supermercati, imbronciati e annoiati per i quali il cliente è quasi un impiccio.
Il locale è piccolino, ma l'attenzione per gli arredamenti, il colore alle pareti e l'illuminazione lo rendono piacevolmente confortevole.
Bruno ha abbandonato un lavoro di successo e ben remunerato per realizzare il suo sogno e perseguire una sua antica passione. E ha fatto benissimo.
Un maestro del gusto che sa coniugare con creatività innovazione e tradizione: i suoi gelati sono dei veri e propri dessert freddi; gli incredibili sorbetti e le granite strepitose sono mantecate ad arte tanto da farle assomigliare a veri e propri gelati, ma senza latte, ovviamente. Il gusto "Uva fragola", ci spiega, nasce lavando con attenzione i grappoli, centrifugando gli acini e aggiungendo una percentuale irrisoria di zucchero, tanto da conferire al prodotto finale un sapore inconfondibile intenso pur non risultando mai stucchevole. Cosa dire del "Mele cotte e cannella"? Da farsi le flebo dalla mattina alla sera. Fantastico.Tuttavia, essendo io un tradizionalista, ahimè, non potevo che finire con i miei gusti preferiti prendendo una coppetta cioccolato Black dream extra fondente, nocciola, gianduiotto e bûnet. 
Che scelta azzeccatissima!




La passeggiata con Guido è continuata, tra le strade semi desertiche, fino alla piazzetta della omonima e splendida chiesa del "Corpus Domini".





Ci avviamo verso le Porte Palatine dove avevamo parcheggiato l'auto e Guido mi mostra la casa di Torquato Tasso!
Non la conoscevo: in 46 anni, non ci avevo mai fatto caso.
Non sapevo che il Tasso fosse passato dalla mia città...
Quanto sono ignorante?








dicembre 16, 2016

Château Mouton Rothschild


Sono riuscito a realizzare un sogno: entrare da Mouton.

Ma andiamo per gradi: è stato solo l'epilogo a lieto fine di una storia triste, molto triste.
Intanto, dopo una settimana di corso intensivo di francese presso l'Alliance française di Bordeaux, sono stato così tanto frastornato da fidarmi di una stagista dell'office du tourisme che, non è stata scortese, questo no, ma abbastanza inetta o, quanto meno, superficiale nel presentarmi le potenziali visite. Allora ci sono tornato la settimana successiva, martedì, e ho scoperto (purtroppo in ritardo), grazie ad un'addetta (questa volta sì, molto disponibile e soprattutto capace) che sarei potuto entrare in tutti gli chateaux che volevo, proprio in quanto professore di sala/bar/enologia. Gratis.
Non solo, ha chiamato direttamente l'azienda e mi ha preso un appuntamento per le 9:30 di stamattina per una visita privata in lingua francese.
Per mancanza di tempo, tuttavia, sono sfumati gli almeno altri 6/7 marchi che avrei voluto visitare in vita mia. Spero, dunque, di ritornarci, prima o poi.
 Bene: mi alzo all'alba, arrivo alla fermata del bus in anticipo, aspetto, arriva, faccio la coda, salgo, cerco di pagare. L'autista imbronciata e poco disponibile, non avendo il resto da darmi, mi ha intimato di andare al bar a comprare il bigletto e di fare in fretta! Corro al bar, entro, la signora non aveva né biglietti né cambio per il mio pezzo da 50 euro, torno quasi in lacrime sul pullman (non potendolo assolutamente perderlo...), la conducente sembra irremovibile. Un uomo di colore seduto primi sedili, apre il portafogli e paga al posto mio 5 euro, peraltro, non so perché la donna al volante emette un biglietto A/R...Il mio salvatore! Lo ringrazio più volte; scende al paese prima del mio lo ringrazio ancora e, stringendomi la mano, mi dice "Faites toujours du bien, pas du mal".
Rimaniamo soli, io e la vipera. Facciamo pace. Si scusa per non aver ben capito la situazione e sottolineamo ancora quanta fortuna avessi avuto io a trovare sulla mia strada quel buon uomo. Forse sentendosi in colpa, forse per una ritrovata bontà, esce dal percorso stabilito, allungando di circa due chilometri, e mi porta proprio davanti all'entrata dell'azienda per non farmi tardare troppo.
La visita è stata emozionante, la hostess che ci accompagnava, preparatissima. Ho assaggiato la vendemmia nuova, 2015!

Curiosità: "Mouton" (pecorone) è un termine che deriverebbe dall'antico occitano che indicava un dosso, una collinetta, un poggio, insomma un terreno di più alta qualità, così come "Lafitte" e "Haut".
Il pomeriggio ho camminato lungo tutto il Médoc, immerso nelle vigne, da Pauillac a Margaux, per un totale di 20 km circa, ancora elettrizzato e commosso...


















Info: http://www.chateau-mouton-rothschild.com/?lang=fr

Strawberry extreme

 Cocktail inventato dai ragazzi delle III M sala/vendita: 4 cl di vodka 4 cl di purea di fragola 1,5 di succo di limone 1,5 di succo di aran...