marzo 16, 2012

Bread passion

E' stata una settimana intensa di panificazione questa. Il segreto è non avere la farina in casa, non comprarla affatto. Ma c'è, la si deve usare: è poco, ma sicuro. Questo tipo, a marca "Spadoni", poi è fenomenale. Il lievito secco in bustina è incluso nella confezione e ha una scadenza lunghissima, suppongo; così non è necessario avere il canonico panetto di lievito di birra nel frigo, pronto, che poi spesso lo si fa scadere.
Ieri sera ho impastato in casa, dentro una grande ciotola di plastica, con l'ausilio del frullatore ad immersione provvisto di pale impastatrici, ho raggiunto la consistenza esatta dosando solo acqua, lievito (entrambe le bustine) e il chilo di farina, di "Farro e Grano Saraceno con semi di lino", questa volta. Zero olio o grassi. Dopo averla fatto lievitare di consueto due ore (vedi foto), ho fatto delle palline dalla pasta e ho aspettato fino al momento del loro raddoppio. Le ho messe in forno a 200 gradi; quando ho sentito sprigionarsi il classico profumo di pane per la stanza, ho iniziato a controllare il forno, fino a leggera doratura raggiunta.
Lo assaggio e lo faccio mangiare anche a mio fratello e a Fabrizio: una nuvola, soffice, buonissimo. Un panino di pasticceria, lasciatemelo dire. Un croissant!





marzo 13, 2012

In pillole? Perle ai porci? No, in scaglie, di saggezza.

La felicità si raggiunge quando ognuno di noi si sente davvero libero di scegliere, senza restrizioni o censure. La libertà va di pari passo con l'apprendimento. Essa rende gli uomini meno frustrati e repressi o scontenti, ma più soddisfatti e rilassati. Un tempo non era facile raggiungere questo traguardo. Solo chi si poteva permettere di accedere al sapere, aveva i mezzi economici e poteva andare a scuola, forse, era in grado di ambire ad una migliore prospettiva di vita. Oggi, se non si è pigri, informarsi non costa niente. Si accende il pc e si hanno a portata di mano miliardi di informazioni: una notizia rimanda ad un'altra e un hyperlink ti fa approfondire un argomento: entusiasmante gioco di scatole cinesi infinite in cui perdersi.  E' difficile accettare giustificazioni all'arretratezza mentale, nel Duemila. Con tutta la pena che posso provare per questa tipologia di persone, non è a loro che mi rivolgo questa volta. Il post non fa per voi!
Questa sera ho assaggiato per la prima volta a casa mia, da solo, dopo averlo fatto all'Educational Tour organizzato dal "Gran Trofeo d'Oro della Ristorazione" di Brescia, durante una lezione di cucina alternativa di cui ho già parlato qui, il Lievito alimentare in scaglie (marca: Baule Volante) insaporitore di mille pietanze vegane, spesso utilizzato al posto del formaggio grattugiato; ed è vero, il sapore lo ricorda molto.
Questa esperienza mi ha portato a riflettere su quanto anche l'alimentazione sia un fatto culturale e legato all'istruzione. E per contro, il pregidizio -ovvero un parere prematuro e parziale, basato su argomenti insufficienti- sia sempre il frutto di una non conoscenza. Nessuno può conferire al pregiudizio di qualsiasi tipo una valenza positiva, ne sono certo. Proprio dalla stupidità, dall'ottusità, dalla limitatezza umana, sovente scaturisce la violenza, la sopraffazione, l'arroganza con cui si soggioga il più debole, spesso il più ignorante. In maniera del tutto disumana. Se un aspetto ci differenzerebbe dalla ferocia delle bestie meno mansuete, questo dovrebbe essere proprio il cervello che fa la differenza, permettendoci di immagazinare nozioni, creare opere d'arte e vivere civilmente gli uni accanto agli altri. Sappiamo bene, purtroppo, che non è così. Intolleranze e guerre, inquinamento e sterminio di animali, devastano il pianeta in una catena di avvenimenti nefasti incotrollabili, a circolo vizioso, e l'uomo appare impotente davanti a questo degrado, sempre più allarmante. Vivere per noi è sopravvivere ormai; siamo coscientemente delle comparse inermi. Vorremo vivere in un pianeta verdeggiante, colorato di fiori, pulito, salubre, mangiare cibi non inquinati, invece, sembra che la Terra sia l'inferno di un altro pianeta.
Allora, visto che non mi piacciono molto le contrapposizioni, soprattutto quelle finte, tanto per perdere tempo e non dire niente; considerando che non gradisco le evangelizzazioni, le arroganze che spingono una fazione a crederere presuntuosisticamente di detenere il dogma assoluto della Verità e le guerre ideologiche, tanto di moda in Italia fin dai tempi dei Guelfi e dei Ghibellini, ma che, lo ribadisco sempre, la verità sta nel mezzo, allora questo mezzo è un limbo fatto di conoscenza e approfondimento.
Come trovare la certezza che una teoria sia più giusta dell'altra? Che una tesi sia più sicura e l'altra no? Alcuni studi dicono che le proteine animali sono cancerogene, altri che ad attivare i processi tumorali potrebbero essere i carboidrati. Non si sa che pesci (è il caso di infilarceli!) prendere. Non sono vegano, non sono vegetariano, non sono animalista, d'accordo. Posso dunque essere inconsapevolmente uno sterminatore ? Responsabile della mattanza che ogni anno vede perire per mano degli uomini 14 miliardi di esseri viventi? Onnivoro in maniera scriteriata rischiando sulla salute? Nessuna di queste strade sembra percorribile. Per quale recondito motivo non dovrebbe essere giusto porsi delle domande? Cercare delle risposte?
L'unica che mi sembra accettabile è quella della conoscenza e dello studio. Dell'apertura e dell'agilità mentale, questa strada sì, la consiglierei vivamente. Si scoprono altri mondi, senza andare sulla Luna.
E' così anche per il veganesimo. Perché avere un pregiudizio idiota nei confronti di uno stile di vita diverso dal nostro se possiamo imparare qualcosa?
Io, stasera, ho assaggiato un cibo che non conoscevo.
Ho imparato qualcosa in più, che non conoscevo. Troppo comodo mettersi a preparare il ragù alla bolognese, se lo so già fare !
In palestra, ad esempio, se voglio aumentare muscolarmente il mio corpo non faccio tutti i giorni il medesimo esercizio, vero? Diversifico e cerco di aumentare, giorno dopo giorno, il peso da sollevare. Solo in questo modo posso avere dei miglioramenti visibili, giusto? Accade allo stesso modo col cervello: onde evitare di atrofizzarlo anzitempo, meglio addentrarsi in terreni impervi e inesplorati, sforzandosi di sperimentare e arricchire il proprio bagaglio di nozioni. E' anche questo che potrebbe renderci preziosi.



PS: Basta dare semplicemente una rapida occhiata al link Wikipedia alla voce "cucina vegana" e subito ci si apre un mondo di alimenti nuovi e da provare. Perché no? Chi ce lo vieta?  Trovatemi un motivo logico e sensato ad un aprioristico rifiuto alla conoscenza. Meglio rimanere beatamente ignoranti?

Bocconcini ai 7 cereali

"Massì", stamane ho pensato, "mi porto la farina a scuola e me la impasto". Al Giolitti abbiamo l'impastatrice professional, gli alunni che imparano a manipolare farine alternative e, la complicità dell'assistente tecnico, Willy. Detto fatto. Farina ai 7 cereali (come da foto): 1 kg. Pochissimo sale, acqua, zero olio. Impastata alle 16, riposta in frigo in appositi contenitori di plastica fino alla 17 (orario di uscita), preso la metropolitana e, arrivato a casa, ho fatto le pallottole di 30 gr cadauna. Mezz'ora dopo nel forno aperto, dopo averlo acceso a 50 gradi per 15 minuti, sono diventate il doppio. Venti minuti di cottura, forse qualcosa in più, a 200 gradi e il gioco è fatto. Ma quanto sono buoni e leggeri questi bocconcini? Di solito trovo sempre qualche difetto in tutto quello che faccio, però questa volta sono davvero fantastici, perfetti direi. Soddisfazione maxima. Unica "pecca": il prezzo. Con 2 euro di farina ho ricavato un chilo di pane, 26 bocconcini da 50 gr. circa l'uno! 





marzo 12, 2012

Il servizio del tè

Un'altra passione che mi logora l'anima è la fotografia delle mises en place, molto britsh, legate al servizio del . Quelle raffinate porcellanerie fragilissime e delicate; i lini, bianchi e candidi finemente ricamati utilizzati come tovagliato in vari runners, coprimacchia o tavaglie che vestono completamente il tavolo; le alzate! Ah, quelle alzatine, mi fanno impazzire.
Ogni volta che torno da Londra porto con me ricordini acquistati al mercato di Portobello, di solito i portatoast in argento. La prossima volta che ci riandrò -non scappa- cercherò fino alla nausea un'alzata in argento per i miei set fotografici, sarà una missione da portare a termine! A meno che non spulci prima, da capo a fondo, il Balôn o i vari mercatini dell'usato locali.


http://valdirose.blogspot.com/

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Strawberry extreme

 Cocktail inventato dai ragazzi delle III M sala/vendita: 4 cl di vodka 4 cl di purea di fragola 1,5 di succo di limone 1,5 di succo di aran...