febbraio 06, 2013

Una trilogia cinese

Della Cina  si dice tanto, ma si conosce poco. Si criticano determinati aspetti, partendo spesso da dei pregiudizi che nascono proprio dalla non sufficiente conoscenza di un popolo così antico e complesso.
Ci sono, come è ovvio, in tutte le culture, degli aspetti controversi che fanno nascere stereotipi negativi su una nazione in grado di conservare gelosamente i propri segreti.
Il primo passo per conoscere questa civiltà millenaria e misteriosa è sicuramente quello di guardare 3 film indispensabili: tripudio di colori, perfezione delle forme, la ricercatezza dei particolari, arte sopraffina degli interni, sontuose scene corali e paesaggi mozzafiato. Mi riferisco, in ordine cronologico di uscita, a tre film del genere wuxiapian in cui si racconta di personaggi mitici ed eroi epici della tradizione cinese, di cavalieri erranti e spadaccini volanti:

- Hero (2002)
- La foresta dei pugnali volanti (2004)
- La città proibità (2006)

In realtà, bisognerebbe annoverare un altro fondamentale capolavoro, peraltro unico del genere ad aver vinto 4 premi oscar, ovvero "La tigre e il dragone" del 2000.
Le quattro pellicole sono un tripudio unico di colori e un delicato piacere per gli occhi. Imperdibili.







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