dicembre 07, 2011

Confessioni di un ex obeso (parte terza)

Ho appena finito di guardare "Porta a porta" purtroppo, di solito non lo faccio, solo perché era ospite Barry Sears e si parlava ovviamente della "Dieta a Zona". L'hanno attaccato su tutti i fronti, e senza mezzi termini, in difesa della Dieta Mediterranea e della pasta. Uno spettacolo indecoroso.
Mi sono arrabbiato come poche volte nella mia vita.
Ancora una volta Bruno Vespa ha dimostrato di essere un giornalista asservito alla cultura stantia e di potere, accademica e stupidamente arrocata su posizioni conservatrici, poco propensa ad accogliere innovazioni, tanto più se arrivano dall'America.
I dottori Giorgio Calabrese e Alberto Fidanza si sono comportati in maniera presuntuosisticamente ignorante, a tratti insultando, con una supponenza e un'arroganza senza pari, il biochimico americano, il quale avrà pensato di essere sbarcato in Albania e non in Italia, o in un paese del terzo mondo, di sicuro. Tutto questo per che cosa? Per non dispiacere le lobbies alimentari del Belpaese? Per non far torto ai macellai? Ai panificatori? Ai produttori di pasta?

Nessuno dei presenti in trasmissione ribatteva alle tesi di Sears motivando in maniera scientifica, ma è stato fatto, con la classe che ci contraddistingue, alzando la voce, come se le opinioni migliori fossero quelle urlate.
Senza contare il tono canzonatorio dell'attore Stefano Masciarelli che si relazionava con l'illustre scienziato statunitense come se parlasse con la vicina di pianerottolo o con la lattaia. Insomma, c'era davvero di che innervosirsi e cambiare canale dopo 10 minuti.
L'atteggiamento di attacco dei nutrizionisti nostrani (categoria che ho evitato sempre e che continuerei ad evitare) rifletteva solamente la paura di essere delegittimati in un colpo solo. Infatti il prof. Fidanza della Sapienza di Roma ha esordito, con la delicatezza che lo controddistingue, dopo che Vespa ha mostrato i suoi studi (due libercoli del tutto trascurabili, inutili e sottilissimi) in difesa della "Dieta mediterranea", con queste testuali cortesi parole, : "...Questa "Dieta a Zona" è un'eresia. Io, veramente, sono inorridito aver sentito delle dichiarazioni su questo argomento, perché dire che c'è l'infiammazione causata dagli alimenti è un'assurdità, non è vero per niente, lo nego nel modo più assoluto, come fisiologo, come professore da più di 60 anni dell'Università "La Sapienza" di Roma e credo che proprio noi dobbiamo respingere con forza queste dichiarazioni!"..."Vorrei sapere quale Università del mondo ha frequentato il dottore...". Dichiarazioni che si commentano da sé. Vergognose. Irrispettose. Senza contare il significato che la necessità continua di sottolineare di essere un professore possa avere.
Tanto più che Barry Sears è membro del Mit e presidente della Research Inflammation Foundation e non ha avuto il bisogno di ostentarlo, ma l'ha detto solo perché Vespa glielo ha chiesto...
Nessuno ha esordito dicendo che (e io non lo metto in dubbio) in condizioni ottimali di fisico perfetto, di metabolismo nella norma, di ormoni stabilizzati mangiare in maniera leggera, a basso contenuto calorico, utilizzando la dieta mediterranea e consumando pasta e pane, sia la cosa giusta da fare. Quando però si è obesi, con gli ormoni sballati, con un organismo infiammato per molti decenni, con un metabolismo dormiente, in qualche modo bisognerà pur agire.
La causa della devastazione e del disfacimento del mio fisico è da far risalire certamente all'abuso di pane e di pasta, e dei farinacei in genere, pizza, hamburger, patatine, panini prosciutto, mozzarella e maionese... perpetrato per anni. Ho mangiato per una buona parte della mia esistenza solo carboidrati raffinati.
Ingrassare è facilissimo, livellare e modellare il corpo, trasformando il grasso in massa muscolare è un procedimento faticoso e lunghissimo. Assottigliare centimetro dopo centrimetro il fisico è come uscire da una matrioska che ti ha tenuto prigioniero per troppo tempo.
Io sono la prova che la strategia alimentare del dottor Sears funziona. Anche se non l'ho seguita, come avrei voluto fare, alla precisione, al grammo, alla lettera. Ho cambiato radicalmente stile di vita, questo sì. Ed è vero che ci si sente bene nel fisico e nella mente.

PS: Non ho potuto non notare come, in un periodo di crisi gravissima ed eccezionale, come quello in cui stiamo vivendo adesso con famiglie che non riescono ad arrivare alla fine del mese e spesso non hanno i soldi per mangiare, la Rai e Vespa decidano di parlare di diete e di dimagrimento...E' assurdo.



dicembre 06, 2011

"Fidelio" di Beethoven al Teatro Regio di Torino (6 dicembre 2011)












L'unica opera lirica di Beethoven, in scena dopo anni di oblio, non veniva rappresentata sui palcoscenici italiani dal 1984. Quindi stasera l'occasione era particolarmente ghiotta e sentita proprio perché eccezionale. Non conoscendo il tedesco, la lettura del traduttore elettronico, in qualche modo, distraeva e deconcentrava dall'immedesimazione. Ci si trovava calati, però, in un'ambientazione "vecchio stile", seppur abbastanza minimal, dalla scenografia mastodontica e immutabile, per i due atti dell'intera recita. La storia si svolge in un milieu livido e grigio che ricorda una fabbrica o una miniera. Mentre è, in realtà, una prigione: memorabile e attesissimo il "Coro dei prigionieri".
Verso la fine del secondo atto, durante la liberazione del marito, la scena si sposta sulla sinistra e si concentra, con un gioco di fari puntato sulla grata, sulla liberazione del marito della protagonista. Per poi concludersi di nuovo al centro del palco per il gran finale.
Trionfa la giustizia; la forza d'animo che, non scevra dall'aiuto tangenziale della Provvidenza e di Dio-guida e spinta propulsiva dell'uomo, ma mai protagonista della vicenda, conduce l'essere umano alla salvezza, smascherando e punendo il carnefice, definitivamente. Un eroismo che scaturisce da una vita normale.
Il "Fidelio", soggetto tratto da Léonore ou l'amour conjugal di Jean-Nicolas Bouilly, è un dramma di passione e libertà che, per Beethoven, fu una sorta di work in progress; se non che, il gioco di equivoci nato dai necessari mascheramenti en travesti della protagonista (Leonore vestita da Fidelio è amata da una donna, ma ama (ancora abbigliata con vestiti maschili un uomo, anche se quest'ultimo non la vede perché nascosto dalla penombra della cella) per liberare l'amato ingiustamente imprigionato, lo inscrivano a tutti gli effetti nell'alveo delle commedie dal retrogusto amaro, penoso e tragico, tuttavia a lieto fine.
Dal profondo del XVIII secolo, in cui il musicista compose l'opera con l'aiuto di Joseph Sonnleithner e Georg Friedrich Treitschke. i quali scrissero il testo, fino alla fine del 2011 la storia, più che mai attuale, sembra comunicarci che nulla è cambiato: le carceri sono sovraffollate, forse anche di innocenti, e piene di uomini che vivono in condizioni pietose e disumane.

"Oh, dolce, inesprimibile gioia!"
Leonore 

Confessioni di un ex obeso (parte seconda)

Stasera, dopo aver assistito alla prova generale del "Fidelio" di Beethoven al teatro Regio di Torino, il mio amico Giuseppe voleva offrirmi un caffé, anche per mostrarmi il bar attiguo in via Po, al "Caffé Regio". Era chiuso. Così abbiamo ripiegato su "Fiorio", invece, ahimé, sfortunatamente aperto.
E secondo voi cosa faccio? Entro da Fiorio e mi bevo un caffé amaro o dolcificato con ciclammato di sodio? Penso alla dieta e mi sento in colpa? Un po'...magari.
Per farla breve ci siamo anche seduti e io ho preso una coppa media da 4,5 + 1 euro di panna montata, crema e gianduja. Esiste al mondo un gelato più buono di quello di Fiorio? No, secondo me no.
L'insegna è un po' "anni '50"...

Ne ho assaggiati tanti, tutti buoni, per carità: Gromm, La Romana, Pepino e quello di centinaia di gelaterie di alto livello nella mia città, ma nessuno lo ha saputo in questi secoli eguagliare. "Secoli" sì, perché "Fiorio" è un caffetteria storica del capoluogo piemontese, dall'anno della sua apertura nel 1780 ad oggi delizia i nostri palati. Purtroppo l'accoglienza, da che mi ricordi io, è sempre stata fredda e sgarbata, snob e fintamente affettata, poco naturale e poco affabile. Il motivo di questo tipo di servizio scarso e fastidioso è stato per me sempre un mistero. Tuttavia, pur di assaggiare la magnifica delizia del palato, si è disposti a superare anche queste prove negative.
Uno sgarro ogni tanto per abbassare lo stress ci vuole, anche la mente deve gioire. Da domani però "piatto-rifugio" a tutta callara...!

dicembre 05, 2011

Nuovi stimoli

Oggi ho speso un po'. Sono passato dalla "Biobottega" sotto casa mia e ho comprato i seguenti alimenti, tutti altamente proteici. E ho avuto un regalo inaspettato, il miscelatore di proteine targato "Enerzona", un feticcio che non poteva mancare tra i miei mille shaker!


Nuovi prodotti Enerzona: le Chips, finalmente un po' di salato...
     


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Burger Seitan: proteine = 26,7 gr. carboidrati = 14,1 gr. grassi 1,8 gr. con pomodori neri di Sicilia


dicembre 03, 2011

Confessioni di un ex obeso

L'altro giorno mi è arrivata una email dalla newsletter della "Zona", in cui il dottor Perucci, nel forum della stessa, ha buttato giù un paio di considerazioni che mi hanno allarmato. Esse riguardavano il fatto che, secondo lui, bisognerebbe aggiornare il famoso regime alimentare messo in atto dal dott. Barry Sears a metà anni '90, svecchiandolo, con alcuni accogimenti che nascerebbero da studi recenti, proprio del medico italiano.

Ho riflettuto ricordando a me stesso che oltre al suo inventore, in Italia, l'unica autorizzata a parlare della dieta a Zona è la prof.ssa Gigliola Braga. Quindi, per me, le teorie del dottor Perucci non avevano, e non hanno, molto valore. Stranamente la curiosità nel leggere questo aggiornamento è scaturita soprattutto dai commenti positivi che ha ricevuto nel forum, nemmeno uno lo criticava. Strano.

Nessuno più di me può sapere, avendo perso 34 chili in un anno con il metodo perfetto di Sears, cosa sia bene fare e cosa non fare, quale comportamento alimentare scegliere e quale scartare. E soprattutto, chi meglio di me, può comprendere quanto sia importante la riuscita stessa della dieta? Dunque: perché cambiarla?
Un anno fa ero una palla di lardo di 110 chili; penso di non aver mai raggiunto nella mia vita (40 anni) un tal peso che ha rappresentato il picco massimo, il fondo del pozzo difficile da risalire. L'aumento esponenziale e inarrestabile di peso è avvenuto, seppur lentamente all'inizio, e bruscamente negli ultimi 4-5 anni, diciamo verso i 36 anni in poi; il mio peso forma prima di allora era intorno agli 80. Dunque ho raggiunto gli 85. E visto che sono alto 1,80, non si notavano neppure molto. Superata la soglia dei 90 già qualche campanellino d'allarme si faceva sentire. Mi iscrissi in palestra all'epoca. Volevo limitare i danni. Invano. Demoralizzato continuai a mangiare senza quasi accorgermene, senza quasi sentirmi in colpa per i danni che mi infliggevo. L'ultimo stadio è stato del tipo: "Visto che non riesco a dimagrire continuo a mangiare, peggio di così non si può diventare". Invece ci riuscii. Toccai i 110. Un numero imbarazzante, impressionante, impensabile. Portavo la 54 di jeans! Allucinante.
Diciamo che mi nutrivo prevalentemente di carboidrati. In maniera sregolata, non pensandoci, facendolo e basta. Come un tossico. Volevo solo pane, pasta, pizza e qualche croissants tanto per gradire. Questi i miei preferiti, ma di certo non disdegnavo il junk food, la maionese in dosi massicce nel panino al prosciutto, la panna, i formaggi grassi. Mangiavo tutto quello che mi capitava a tiro, senza criterio, facendo aumentare a dismisura la necessità stessa di mangiare di nuovo. Avevo sempre fame e sempre più bisogno di glucidi. A cena mangiavo piatti colmi di pasta, fino a quando non cadevo in uno stato catatonico sul divano a guardare la televesione, in coma glicemico. Fino a quando nell'estate 2010, prima di partire per la Spagna non comprai, all'aeroporto, "Magri per sempre" di Barry Sears. Una manna dal cielo per chi, come me, non ha mai creduto nei dietologi e, soprattutto, non si è voluto sottoporre alle loro cure.
Ora tutto questo non esiste più.
Il dimagrimento è stato lento, progressivo, difficoltoso, ma efficace. Non una smagliatura, non un segno mi è rimasto a ricordare l'abnorme pancia. L'effetto è stato come quello di una matriosca. Come se fossi uscito dal mio contenitore, dal mio sarcofago, come una mongolfiera quando si spegne il fuoco che l'alimenta e la gonfia. Il merito è tutto della Dieta a Zona. Ora, questo dottor Perucci ci/mi dice che bisogna cambiare?
Dopo che in un anno, a fatica, ho sperimentato su di me esattamente quali sono i cibi più adatti, ho scoperto i miei (pochi, purtroppo) piatti-rifiugio, come ad esempio la mia boule piena di fagiolini al vapore, tonno al naturale, pomodori e 1 frutto, dopo che ho verificato quanto e quando le conseguenze di una cena-sgarro settimanale, composta di pizza o lasagne, si facciano sentire?
Ebbene, il dottor Perucci nel forum parla in breve di (e si sapeva) eliminare i latticini, anche se magri, usare il tuorlo, cancellare quasi, o abbassare, il contenuto di fruttosio, quindi via la frutta, zero soia!
Innanzitutto, i prodottini-salvezza della Enerzona sono preparati quasi tutti con la soia, quindi mi deve spiegare come si possa dire una roba del genere. Il dottor Barry Sears, inoltre, ha scritto un libro intitolato "In Zona con la soia".
Io quasi non mangio i cereali, devo pure privarmi della frutta, tenuto conto che, sebbene non possa considerarmi un bodybuilder convinto, vado tutti i giorni in palestra facendo esercizio moderato, ma costante, e quando non ho impegni improrogabili di lavoro, anche 6 volte alla settimana? Non è facile scolpire, asciugare, perfezionare un fisico che è stato per troppo tempo martoriato dall'adipe. Raggiunto il traguardo prefissato, mi rendo conto che è il cervello che va stabilizzato. Bisogna rasserenarsi uscendo dalla nevrosi di voler dimagrire rapidamente, da ogni senso di colpa non appena si commette lo "sgarro" settimanale: il confine tra anoressia e bulimia è davvero molto labile, di questo ne ho la certezza; i problemi legati ai disturbi alimentari sono sempre, purtroppo, sottovalutati. Ma a volte possono essere il segnale di malesseri profondi legati addirittura al significato stesso della vita e al senso di irrealtà dell'esistenza che ci attanaglia nei momenti di fragilità o di depressione profonda, magari del tutto inconsciamente.
La lettura di quell'aggiornamento di Perucci mi ha lasciato con mille interrogativi insoluti. Speriamo che la dottoressa Braga mi possa consigliare al meglio.
Anche perché la fase certamente più complicata arriva adesso. Alla soglia del mio ipotetico peso-forma, ho il terrore di ingrassare anche solo di un etto, di tornare com'ero prima. Posso annullare la mia vita sociale perché mangiare fuori per me rappresenta una spaventosa insidia? Devo pensare di rimanere a dieta per tutta la vita? Forse no, forse sì.  Non posso, naturalmente, vanificare i sacrifici estremi fatti fin qui e tornare quello di prima. Questo è fuori discussione. D'altronde, nella prefezione dei libro "Magri per sempre" mi aveva proprio convinto il motto di Barry Sears: "Entra in zona e non uscirne più"!
Una cosa l'ho capita mio malgrado: nessuno sa niente di preciso. Chiunque inventa qualcosa pur non avendo le basi o studi adeguati. In palestra sono tutti pronti a darti consigli miracolosi, schede fitness e promesse di riuscita. Ognuno ha la propria ricetta dalla portentosa efficacia. Logorroici che si parlano addosso con convinzione estrema, dovrebbero tacere invece. Sono tutti presuntuosisticamente portatori del Verbo, hanno la verità in saccoccia, mentre l'unica cosa da fare è quella di sperimentare su se stessi per un lungo lasso di tempo, cosa ci faccia bene e cosa ci faccia male. Anche con l'attività fisica bisogna far da sé sperimentando, senza troppe schede già preconfezionate e tutte uguali, quali sono gli esercizi da ampliare per permettere al grasso di trasformarsi in muscolo, per dimagrire le parti difficili come l'addome, magari con l'attività "cardio" senza però perdere massa nelle gambe e nelle braccia. Conoscersi profondamente, sondare tutte le possibilità e desiderare ardentemente una rinascita per il fisico e per la salute. Ovviamente, se lo si vuole fare, se si ha la determinazione per farlo. Iniziare in maniera demotivata non serva a niente e a nessuno. La lotta all'adipe deve essere implacabile. Il cambiamento ha inizio quando muta il cervello, non si torna più indietro. Bisogna saper vivere per un periodo cambiando abitudini alimentari in maniera drastica, perdere il piacere della buona tavola, convincersi che il cibo è un farmaco: alcuni alimenti ci fanno molto bene, altri sono veleno puro. Il gusto non deve avere più importanza.  Ci sono momenti di scoraggiamento durante i quali si ha l'impressione di non riuscire, di voler abbandonare tutto, di non aver più voglia di andare in palestra. E' un cane che si morde la cosa, un circolo vizioso, una reazione a catena. Chi si ferma è perduto! Dunque il segreto è perserverare, perserverare, perseverare fino al raggiungimento dei propri obiettivi. Fino a conquistarne un altro, un successivo e un altro ancora. Bisogna essere pronti mentalmente, è un lavoro che bisogna fare sulla propria psiche, altrimenti è tutto tempo perso; meglio lasciar stare. Se la motivazione arriva ed è forte i risultati ci saranno, è fuori di dubbio. E la felicità è garantita!

dicembre 02, 2011

Chapitre Ordre de Champagne 2011 alla Reggia di Venaria: foto ufficiali













Il mio amico-collega Alessandro, già nominato "Chevalier" nel 2009









Ecco giunto, finalmente, il servizio completo (che mi riguarda) del fotografo ufficiale.
Le smorfie, le scucchie, i nidi di rondine del colletto della camicia sollevati, il papillon storto, i baci, la tensione, le magnum, gli occhi liquidi, lo champagne a fiumi...

dicembre 01, 2011

Colazione in Zona


Ecco cosa ho trovato ieri all'Ipercoop. In assenza del mio latte di soia preferito, "Sojasun", ho trovato questo a 2,19 euro con un contenuto considerevole di proteine e una sciocchezza di carboidrati. Bene: basta aggiungere un misurino di proteine in polvere alla vaniglia, 3/4 biscotti all'avena 15% di fibre, 3 caspule di omega 3 e la colazione è a posto.

Strawberry extreme

 Cocktail inventato dai ragazzi delle III M sala/vendita: 4 cl di vodka 4 cl di purea di fragola 1,5 di succo di limone 1,5 di succo di aran...