novembre 12, 2010

La Grande Dame by Veuve Clicquot

About Wine and Vintage Champagne: Veuve Clicquot

Ora saranno 29!

Trenta bottiglie di Veuve Clicquot risalenti al 1780

Scoperto il più antico Champagne
della storia in un relitto nel mar Baltico

I sub: «Ne abbiamo bevuta una: fantastica!». Forse era un dono di Luigi XVI alla casa regnante russa

Trenta bottiglie di Veuve Clicquot risalenti al 1780

Scoperto il più antico Champagne
della storia in un relitto nel mar Baltico

I sub: «Ne abbiamo bevuta una: fantastica!». Forse era un dono di Luigi XVI alla casa regnante russa

Un Veuve Clicquot attuale
Un Veuve Clicquot attuale
HELSINKI - Quando l'hanno stappato non ci volevano credere: «Un gusto fantastico, assolutamente favoloso. C'è ancora un fine perlage di bollicine». Un gruppo di subacquei senza saperlo ha scoperto un tesoro: 30 bottiglie di Champagne risalenti probabilmente al 1780, le più vecchie «ancora bevibili» al mondo. Ognuna, se messa all'asta, potrebbe partire da un prezzo di oltre 50 mila euro e se venisse confermato che... Ma raccontiamo tutta la storia.

SORPRESA - Una squadra di sommozzatori sta effettuando ricerche nel mar Baltico al largo delle isole Åland (finlandesi, ma abitate da una minoranza svedese) quando il 6 luglio scopre un relitto di una nave sconosciuta: sui resti non ci sono indicazioni per risalire al nome dell'imbarcazione. La visibilità sul fondo a 55 metri di profondità è bassissima: «Meno di un metro, non si vedeva niente. Allora ho trovato una bottiglia e l'ho portata in superficie, sperando che ci potesse dare un'indicazione», ha raccontato Christian Ekström, a capo della squadra di subacquei. «Sul tappo c'era il simbolo di un'ancora e, dopo alcune ricerche, la Moët & Chandon ci ha detto che un tempo la Veuve Clicquot usava questo simbolo per i suoi prodotti ed era l'unica marca di Champagne a utilizzarlo. Allora abbiamo chiamato un'enologa per vedere se era ancora bevibile. Non solo lo era, ma la conservazione perfetta (assenza di luce, temperature basse e costanti sul fondo del mare) gli ha permesso di mantenere tutte le sue caratteristiche».

PRODUZIONE - «La Veuve Clicquot cominciò la sua produzione nel 1772 e le prime annate sono state pronte una decina di anni dopo, quindi non più tardi del 1782», continua Ekström. «Ma queste bottiglie non possono essere datate dopo il 1788-1789, perché sappiamo che con la Rivoluzione francese si arrestò la produzione. Magari si tratta proprio delle prime bottiglie prodotte e sarebbe fantastico averle trovate». Sul tappo si riesce a leggere ancora la scritta «Juclar», i laghi di Andorra da dove proveniva il sughero. Finora il più vecchio Champagne «bevibile» è un Perrier-Jouet del 1825, stappato l'anno scorso da alcuni enologi in Gran Bretagna. «Di questo del Baltico ne ho conservato ancora un bicchiere che tengo in frigorifero e non riesco a staccarmi da lui: ogni cinque minuti vado là a inebriarmi con il suo aroma», ha confessato l'enologa Ella Grüssner Cromwell-Morgan, che ha assaggiato il vino e compiuto ricerche storiche. «Il suo colore è oro ambrato. Il profumo è molto intenso, con note di tabacco, ma anche di uva e di frutti bianchi, di rovere e idromele. Il boccato è veramente sorprendente, molto zuccherino ma allo stesso tempo con la giusta acidità. Lo si spiega con il fatto che a quel tempo lo Champagne era molto meno secco di oggi perché non si riusciva a gestire bene il processo di fermentazione», spiega l'enologa.

STORIA - Queste bottiglie però potrebbero avere un'importanza non solo enologica, ma anche storica. «Potrebbe addirittura trattarsi di un dono del re di Francia Luigi XVI alla casa regnante russa», spiega l'enologa. «Moët ha trovato documenti che parlano di una spedizione che non arrivò mai a destinazione. Se la data e la provenienza delle bottiglie ritrovate nel Baltico fossero confermate, si tratterebbe del più vecchio Champagne del mondo». E se fosse vero che si tratta proprio del vino che Luigi XVI mandò in Russia, altro che 50 mila euro a bottiglia... «Le bottiglie potrebbero valere diverse centinaia di migliaia di euro l'una», dice Grüssner Cromwell-Morgan. Lunedì alle isole Åland si terrà una riunione con le autorità locali per decidere a chi appartiene il contenuto del relitto: un vero tesoro.

Paolo Virtuani

Corriere della Sera
17 luglio 2010

novembre 10, 2010

Lettera di Oscar Wilde

Mio carissimo ragazzo,

questo è per assicurarti del mio amore immortale, eterno per te. Domani sarà tutto finito. Se la prigione e il disonore saranno il mio destino, pensa che il mio amore per te e questa idea, questa convinzione ancora più divina, che tu a tua volta mi ami, mi sosterranno nella mia infelicità e mi renderanno capace, spero, di sopportare il mio dolore con ogni pazienza. Poiché la speranza, anzi, la certezza, di incontrarti di nuovo in un altro mondo è la meta e l' incoraggiamento della mia vita attuale, ah! debbo continuare a vivere in questo mondo, per questa ragione. Il caro ***(Robbie Ross) mi è venuto a trovare oggi. Gli ho dato parecchi messaggi per te. Mi ha detto una cosa che mi rassicurato: che a mia madre non mancherà mia niente. Ho sempre provveduto io al suo mantenimento, e il pensiero che avrebbe potuto soffrire delle privazioni mi rendeva infelice. Quanto a te (grazioso ragazzo dal cuore degno di un Cristo), quanto a te, ti prego, non appena avrai fatto tutto quello che puoi fare, parti per l' Italia e riconquista la tua calma, e componi quelle belle poesie che sai fare tu, con quella grazia così strana. Non esporti all'Inghilterra per nessuna ragione al mondo. Se un giorno, a Corfù o in qualche isola incantata, ci fosse una casetta dove potessimo vivere insieme, oh! la vita sarebbe più dolce di quanto sia stata mai. Il tuo amore ha ali larghe ed è forte, il tuo amore mi giunge attraverso le sbarre della mia prigione e mi conforta, il tuo amore è la luce di tutte le mie ore. Se il fato ci sarà avverso, coloro che non sanno cos'è l'amore scriveranno, lo so, che ho avuto una cattiva influenza sulla tua vita. Se ciò avverrà, tu scriverai, tu dirai a tua volta che non è vero. Il nostro amore è sempre stato bello e nobile, e se io sono stato il bersaglio di una terribile tragedia, è perchè la natura di quell' amore non è stata compresa. Nella tua lettera di stamattina tu dici una cosa che mi dà coraggio. Debbo ricordarla. Scrivi che è mio dovere verso di te e verso me stesso vivere, malgrado tutto. Credo sia vero. Ci proverò e lo farò. Voglio che tu tenga informato Mr Humphreys dei tuoi spostamenti così che quando viene mi possa dire cosa fai. Credo che gli avvocati possano vedere i detenuti con una certa frequenza. Così potrò comunicare con te.
Sono così felice che tu sia partito! So cosa deve esserti costato. Per me sarebbe stato un tormento pensarti in Inghilterra mentre il tuo nome veniva fatto in tribunale. Spero tu abbia copie di tutti i miei libri. I miei sono stati tutti venduti. Tendo le mani verso di te. Oh! possa io vivere per toccare i tuoi capelli e le tue mani. Credo che il tuo amore veglierà sulla mia vita. Se dovessi morire,
voglio che tu viva una vita dolce e pacifica in qualche luogo fra fiori, quadri, libri, e moltissimo lavoro. Cerca di farmi avere tue notizie. Ti scrivo questa lettera in mezzo a grandi sofferenze ; la lunga giornata in tribunale mi ha spossato. Carissimo ragazzo, dolcissimo fra tutti i giovani, amatissimo e più amabile. Oh! aspettami! aspettami! io sono ora, come sempre dal giorno in cui ci siamo conosciuti, devotamente il tuo, con un amore immortale:
Oscar

novembre 09, 2010

Scheda sullo Champagne




Lo Champagne è un vino spumante prodotto col metodo champenoise, inventato da Dom Perignon, nella abbazia di Hautvillers alla fine del '600 prodotto nell'omonima regione chiamata Champagne-Ardenne. Altri personaggi hanno contribuito a migliorare il prodotto fino a farlo diventare il mito che è oggi nel mondo, come Dom Ruinart che collaborò con Dom Perignon e la vedova Clicquot-Ponsardin.
Le sottozone delimitate, decise dal CIVC alla sua nascita nel 1927, sono:
- Vallée de la Marne
- Montagnes de Reims
- Côte des blancs
- Côte des Bar (Vigne de l'Aube)
Le città epicentro della Champagne sono: Reims, Épernay e Aÿ attorno alle quali si dipanano una miriade di paesi e villaggi attorno alle vigne.
I vitigni maggiormente utilizzati sono prevalentemente 3:
- Pinot noir (39%, conferisce potenza e corpo)
- Pinot meunier (32%, dona rotondità)
- Chardonnay (29%, ideale per l'invecchiamento).
L'Arbanne, il Petit Meslier, il Pinot Blanc e il Pinot Gris (tutti a bacca bianca), sebbene anch'essi autorizzati, rappresentano meno dello 0,3 % del totale.
Il pinot noir viene coltivato nella Montagne di Reims e Cote des Bar; il pinot meunier nella Valle della Marne; lo chardonnay nella Cote des Blancs e Cote de Sézanne.
Il Pinot Meunier è caratterizzato da una foglia la cui parte inferiore è decisamente lanuginosa, tanto da sembrare imbiancata di farina (meunier in francese significa mugnaio).

Se si utilizzano solo uve dei vitigni a bacca nera (pinot noir e pinot meunier) si otterrà il Blanc de Noirs.
Nel caso, invece, di utilizzo di solo uva bianca (chardonnay) si otterrà il Blanc de Blancs.
Raramente si possono trovare vini ottenuti da 100% di Pinot Meunier o di Pinot Noir.

La vendemmia viene fatta con molta cura, in maniera rapida, in modo che non partano processi ossidativi indesiderati. I tempi di raccolta sono differenti da appezzamento ad appezzamento, a secondo della posizione della parcel, determinante per il giusto grado di maturazione delle uve che avviene, evidentemente, in momenti diversi.
L'uva viene pigiata in torchi, macchinari moderni molto capienti (foto) e il succo (mosto) ottenuto viene versato in silos altrettanto grandi (o nel caso di cuvéès particolari o millesimati in botti-barrique di 225-228 lt circa) per la fermentazione, prima fermentazione o fermentazione alcolica, che partirà quasi subito a causa dei lieviti naturali presenti sulle bucce. Per accelerare e migliorare la fermentazione si posso aggiungere ( « levurage » ) lieviti selezionati, di solito saccharomyces cerevisiae.
In realtà le spremiture sono 3 e si ottegono:
- la cuvée (il fiore, il succo di prestigio)
- la taille (non sempre utilizzata dalle grandi maison)
- la terza spremitura (di solito scartata), la "rebeche" viene spedita alle distillerie per la preparazione del Marc de Champagne, una grappa prodotta in questa regione o in altre aziende per farne aceto.

Da 4000 kg di uva si ottengono 2500 litri di cui 2050 cuvèe e 500 taille.

Dopo la fermentazione alcolica (tumultuosa nelle prime due settimane, lenta nelle due successive) avviene la fermentazione malolattica, portando alla temperatura di 20° circa i sylos, nel caso dello champagne-base o l’area di stoccaggio delle botti (foto) per i millesimati o cuvées speciali per accelerare la malolattica che, si badi bene, non è obbligatoria ma una scelta dello chef de cave, si possono aggiungere dei batteri (foto) che l’attivano. Quest'operazione trasforma l’acido malico in acido lattico e, di fatto, abbassa l’acidità del vino. Dura da 4 a 6 settimane. Prima di passare alla fase successiva dell'assemblaggio lo chef de cave e pochi altri addetti ai lavori assaggiano i vin clair, ovvero il vino fermentato, grezzo e torbido, che sarà in seguito imbottigliato. E’un momento molto importante e delicato poiché si scoprono in anteprima le caratteristiche e le sorti che il vino di quest'annata avrà; a volte, come nel caso di Bollinger (quello preferito da James Bond!) questi momenti riservati si trasformano in vere e proprie kermesse nelle quali giornalisti e compratori vengono invitati all'assaggio, degli show molto ambiti ai quali non dover mancare per nessun motivo. L'assemblaggio è una fase delicata e riguarda soprattutto la cuvées-base inventata dallo chef del cave il quale può arrivare a miscelare più di una dozzina di vins clairs diversi per creare uno champagne dal gusto sempre uguale, immutabile, costante di anno in anno che rappresenta il brand di fabbrica, l'anima rappresentativa della maison. E’ sbagliato e superficiale dunque paragonare le cuvées-base con i millesimati. Questi ultimi sono certo, insieme ad altre possibili cuvées speciali, i vini di prestigio, anche notevolmente costosi, i fiori all'occhiello dell'azienda, ma la cuvées-base, di solito considerate banali e di qualità inferiore, in definitiva, è la più complicata da realizzare ed è dipendente esclusivamente dalla bravura, dalla sua visione, dallo stie dello chef de cave. Si comprende quindi la grande rilevanza di quest’ultimo. Probabilmente il miglior “naso” sarà il più conteso e pagato, le ditte produttrici faranno a gara per accaparrarselo o per non farselo sfuggire!
La seconda fermentazione o la rifermentazione in bottiglia, cioè il metodo champenoise, consiste nell'aggiungere, dopo aver imbottigliato, il
liquer de tirage, composto di zucchero di canna e lieviti, che attiva immediatamente la prise de mousse, la "presa di spuma", ovvero la formazione della spuma e dell'effervescenza che rendono il vino, per l'appunto, "spumante". Trascorse dalle 6 alle 8 s
ettimane i lieviti hanno mangiato tutto lo zucchero, trasformandolo in alcol etilico, aumentato la gradazione alcolica di 1,5° circa e liberato l'anidride carbonica che rimanendo imprigionata nella bottiglia produce non meno di 3 bar di atmosfera. La bottiglia che ha visto la rifermentazione sarà quella definitiva destinata alla vendita. Da questo momento in poi, per legge, è vietato infatti fare travasi di qualsiasi tipo. I lieviti, esausti, si depositano sul bordo della bottiglia (vedi foto).
L'imbottigliamento può essere di due tipi:
Per la tipologia-base: chiuso con tappo a corona e messo "
sur latte", lastre che permettono alle bottiglie (champagnotte da 0,75 lt) di essere accatastate in orizzontale e invecchiate per un minimo di 15 mesi, di cui almeno 12 a contatto coi lieviti.
Per i
millesimés o vini di prestigio: chiuso con tappo di sughero (sur liege), fermato con una graffetta metallica (in champagnotte, spesso anche
in jeroboam da 3 lt) e invecchiati per un tempo non inferiore ai 3 anni.
Di fatto, qualsiasi tipo di champagne viene invecchiato (intendendo sempre "sur lies") un anno in più. E' chiaro che può esserci anche un invecchiamento dopo la commercializzazione e vendita del prodotto.
Dopo un lungo periodo di riposo bisogna rendere limpido il vino ed eliminare le fecce (foto). Ed è proprio con l'azione detta "Remuage" che tramite un movimento (manuale, svolto dal remueur in 6 settimane o meccanico con le gyropalettes in una settimana) di 1/4 di giro da una parte e 1/8 dall'altra per 4 volte, le bottiglie adagiate su pupitres (foto)
dalla posizione orizzontale si trovano in verticale (sur pointe) alla fine del remuage con le fecce depositatesi sul collo della bottiglia. Le bottiglie in verticale vengono immerse in una soluzione refrigerante, di solito azoto liquido, in modo che si ghiacci sottoforma di siluro la parte terminale della bottiglia con i lieviti.
Lo si elimina con l'operazione detta del "degorgement" (a mano si dice "à la volé"), durante la quale si stappa la bottiglia, il cilindro esplode via e subito un tubo di riabbocca inserisce il liquido perso: fase detta del "dosaggio". Questo liqueur d'expedition può essere composto solo da vecchi champagne o da champagne e zucchero di canna.
A seconda del quantitativo si avranno le seguenti tipologie:




  • Brut nature : zucchero inferiore a 3 grammi per litro
  • Extra-brut : tra lo 0 e i 6 grammi di zucchero per litro
  • Brut : inferiore ai 12 grammi per litro
  • Extra-dry : tra i 12 e i 17 grammi per litro
  • Sec : tra i 17 e i 32 grammi per litro
  • Demi-sec :tra i 32 e i 50 grammi per litro
  • Doux : se superiore ai 50 grammi per litro
Con l'habillage, a fase finale di produzione, si applicano le etichette e le controetichette, il tappo di sughero, la capsula e la gabbietta e infine messo in vendita.

Le bottiglie possono essere (alcune molto rare e messe in vendita solo su ordinazione):




  • la huitième: 9,4 cl (rara)
  • la mignonette: 18,75 o 20 cl: un quarto
  • la demi (mezza): 37,5 cl
  • la media: 60 cl (rara)
  • la bottiglia: 75 cl
  • la magnum: 1,5 l : 2 bottiglie
  • la jéroboam: 3 l: 4 bottiglie
  • la réhoboam: 4,5 l: 6 bottiglie
  • la mathusalem: 6 l: 8 bottiglie
  • la salmanazar: 9 l: 12 bottiglie
  • la balthazar: 12 l: 16 bottiglie
  • la nabuchodonosor: 15 l: 20 bottiglie
  • la salomon 18 l: 24 bottiglie
  • la souverain 26,25 l: 35 bottiglie
  • la primat 27 l: 36 bottiglie
  • la melchizédec 30 l: 40 bottiglie
Soltanto la mezza-bottiglia, la bottiglia e la magnum sono utilizzate per la seconda fermentazione; gli altri formati vengono generalmente riempiti con vino già fermentato.
Alcuni produttori hanno recentemente messo in commercio bottiglie di capacità superiore alla jéroboam (chiamati, ad eccezione del souverain e del primat, col nome di re biblici) come la salomon (18 litri) o la melchizédec (30 litri); tali formati sono poco usati, in quanto difficilmente maneggiabili, fragili e molto costosi da produrre.


Interessanti possono essere infine alcuni dati (anno 2009):

- 352 milioni di bottiglie
- immagazzinate nella regione:
1 344 milioni di bottiglie
-
FRANCIA


180 763 602 bottiglie (62 %) di cui:

96 616 352 di grandi marchi (53 %)
84 147 250 dai piccoli coltivatori e cooperative (47 %)
ETRANGER
112 560 454 bottiglie (38 %) di cui

96 931 909 delle grandi Maisons (86 %)
15 628 545 dei viticoltori e delle cooperative (14 %)


Le dieci maggiori nazioni importatrici (n° bottiglie)



1. REGNO UNITO 30 523 359
2. STATI UNITI 12 552 070
3. GERMANIA 10 947 967
4. BELGIO 8 168 385
5. ITALIA 6 803 419
6. GIAPPONE 5 113 802
7. SVIZZERA 4 846 500
8. SPAGNA 2 979 997
9. AUSTRALIA 2 931 941
10. OLANDA 2 735 858


Se vi volete divertire, qui di seguito, un elenco esaustivo di tutti i produttori in ordine alfabetico:

https://www.sciampagna.com/produttori-champagne 




Le principali etichette di Champagne.

 



Le grandi MAISONS:


MOËT & CHANDON

- MOËT et CHANDON
- POMMERY
- PIPER-HEIDSIECK  
- DEUTZ
- PHILIPPONNAT 
- DOM RUINART
- BRUNO PAILLARD 
ARMAND DE BRIGNAC 
- BOLLINGER
- KRUG 
- VIEILLE FRANCE 
- NICOLAS FEUILLATTE 
- DRAPPIER 
- POL ROGER 
- JACQUESSON 
- HENRIOT 
- GOSSET 
- JACQUART 
- THIENOT 
- DE VENOGE 
- MAILLY 
- PANNIER 
- DE CASTELLANE 
- AYALA 
- DEVAUX 
- VEUVE CLICQUOT
- TAITTINGER
- LANSON
- LAURENT-PERRIER
BOLLINGER
- G.H. MUMM & Cie
- BILLECART-SALMON
DEUTZ
- DE CASTELLANE
- POMMERY
- PHILIPPONNAT
- PIPER-HEIDSIECK
- PERRIER-JOUËT
- LOUIS ROEDERER
- SALON








(Maggiori informazioni sul sito ufficiale del CIVC in francese):
http://www.champagne.fr/

novembre 03, 2010

Viaggio nella Champagne




















Dopo due giorni fitti fitti di eventi, senza wireless in un hotel del centro di Reims (mi raccomando, pronuncia: "rens", con la R arrotata alla moda di Edith Piaf...), riesco a connettermi, con l'unico mezzo possibile, ovvero con il pc del mio ex studente Stefano, tramite cavo, e torno alla realtà...virtuale!
Siamo partiti da Torino martedì 02.11 alle 5 del mattino, after a big "levataccia", per Malpensa direzione Parigi. Al Charles De Gaulle ci aspettava un furgoncino Mercedes alla volta del cuore della regione Champagne-Ardenne, cioè Reims (mi raccomando la pronuncia, non voglio dirvelo più! RRRENS! Con la rincorsa...). Sistemazione in hotel e rendez-vous alle 16,30 presso Taittinger. Una entusiasta guida, Cristine, ci introduce ai segreti della maison e alle cantine di origine gallo-romaniche scavate nel gesso: delle piramidi sottorreanee: vere e proprie cattedrali nel sottosuolo. Finita la visita si comincia il "tour de force" con l'assaggio del primo vino, forse, per ora, il mio preferito, il "Prelude". Cena nello Chateau de la Marquetterie, un piccolo castello meravigliosamente elegante, sede di accoglienza rappresentativa (riservato davvero a pochissimi eletti). Al menu si accompagnavano 4 vini diversi di cui un rosso, il Coteaux-Champenois, con la carne, normalmente usato per creare gli champagnes rosé. Indimenticabile serata.
Durante la mattinata del 03/11 abbiamo partecipato ad un approfondimento + premiazione presso il CIVC di Epernay (degustazione di 3 champagnes diversi di cui, per la prima volta in assoluto, un 100% pinot meunier!), pranzo a "La Banque" con una magnum di "Charlemagne". Pomeriggio da Bollinger (3 champagnes). Tra le curiosità più appetitose emerge tra le righe, la notizia che questa maison è solita prepare un evento con giornalisti, compratori e addetti vari all'assaggio dei vins clairs come in un vero e proprio show! Cena da Philipponnat. Qui, grazie alla meravigliosa guida, ormai posso dire, amica Nicoletta, responsabile delle relazioni pubbliche della casa, abbiamo fatto un viaggio virtuale tra i segreti della regione, della produzione del vino e dei pettegolezzi sulla Champagne. L'aperitivo prevedeva due tipologie, la versione brut e pas dosé della Royale Cuvée di Philipponnat, ma visto che non eravamo sufficientemente provati dalla giornata degustativa e, poiché lo chef era leggermente in ritardo, la nostra brava Nicoletta ha pensato bene di aprire anche un rosé e farci servire del paté di foie-gras! La cena si è svolta successivamente con 4 portate e accompagnata da 4 rispettivi differenti champangnes, tra cui il mitico "Clos de Goisses". Fate un po' voi. E' sempre molto difficile salutare Nicoletta e la Philipponnat dopo un trattamento simile. La tristezza incombe pesantemente sulle nostre teste...
Ora si andrà a dormire perché nei prossimi due giorni i ritmi saranno i medesimi. Vi aggiornerò in seguito, se sopravviveremo a questa avventura.

04.11: Ormai abbiamo perso il conto di quanti champagnes abbiamo ingurgitato, alla fine del viaggio arriveremo senza dubbio a superare la trentina. Stamattina da Mailly, cooperativa sita in terroirs "Gran Crus", dopo la visita di prammatica alla catena di produzione e relativa cantina, abbiamo effettuato l'analisi sensoriale di 6 tipologie della casa. Certo, nessuno ci ha obbligato a berli, avevamo una sputacchiera a persona a disposizione, ma dal canto mio non me la sono sentita di sputare, troppo poco elegante. Meglio buttare giù!
Pomeriggio al "Le Phare" di Verzenay e relativo Museo della Vigna e degustazione presso un piccolo vigneron "Berenche & Fils". Il rampollo di famiglia ci ha accompagnato in una degustazione quasi al buio di 6 o 7 (non ricordo più...) vini di loro produzione. Erano tutti molto acidi, soprattutto perché, come ci ha confessato tronfio, non sono soliti far partire la fermentazione malolattica, quasi fosse una marca distintiva delle loro creazioni. E anche per differenziarsi, non so dire se in maniera snobistica o meno, dagli champagnes delle grandi case che sono tipici, tutti uguali e con un'effervescenza esagerata che, come sottolinea lui stesso, "ricorda la Sprite". Una lavorazione lenta, più artigianale, più naturale, porta alla produzione di, come preferiva chiamarli, non già Champagne, ma piuttosto VINI DELLA CHAMPAGNE. Serviti, anche qui non so se per fare l'originale o cosa, ad una temperatura più alta di almeno 4 gradi rispetto alla normale prassi. Troppo caldi e poi aperti un'ora prima, manco fossero dei Barolo o Brunello di Montalcino invecchiati 10 anni! A quel punto con un'acidità di stomaco senza pari ho deciso che io sono più per le grandi maisons. Punto e basta.
Interessante il 100% Pinot Meunier, appena lanciato sul mercato e purtroppo non in vendita, forse perché sold out. Tuttavia, il proprietario di "Bérèche et fils" ci ha detto che i suoi vini vengono serviti al Noma di Copenhagen! Scusate se è poco...
Domani mattina, per fortuna, il tour continuerà solamente tra le attrazioni storiche della città, soprattutto la Cattedrale di Reims e il Palazzo Tau. La basilica di Saint Remy, a volte fuori dagli itinerari "mordi e fuggi", (peccato perché è stupenda), l'abbiamo visitata appena arrivati.
Dopo una settimana circa di Champagne si ha quasi la nausea, ora prima di riprendere a berne, trascorreremo un mese di sola Coca-Cola, così, tanto per smaltire un po'!
Quest'anno siamo qui per la terza volta, in 7 edizioni del concorso "Cucina regionale italiana e Champagne", organizzato dal CIVC di Milano, poiché abbiamo vinto nuovamente (questa volta ex aequo con la scuola alberghiera di Cervia) il primo premio. Per loro, gli studenti Cristina ed Andrea, i colleghi Annalisa e Pierluigi, è stato davvero entusiasmante essendo la prima volta, ma anche per noi, Stefano, Paolo, il mio collega Alessandro ed io, Elena e Simone del CIVC di Milano che ci accompagnano, non lo è stato da meno, pur essendo veterani del luogo. Scopriamo sempre di più che il mondo dello Champagne è infinito, ogni volta impariamo cose nuove e sfumature prima non colte, e più si impara e più si diventa ignoranti in materia; scopriamo che la magia e la coltre di mistero che lo circonda è, forse, l'aspetto più interessante e che, in fondo, è meglio non sondarlo tanto a fondo e non farsi troppe domande.

Strawberry extreme

 Cocktail inventato dai ragazzi delle III M sala/vendita: 4 cl di vodka 4 cl di purea di fragola 1,5 di succo di limone 1,5 di succo di aran...