aprile 13, 2013

La felicità? Una sottrazione

Per molti di noi esiste un libro, uno solo, che durante l’adolescenza entra nei nostri pensieri e si incarica di rivelarci che la soluzione dei problemi non passa per una conquista ma per una rinuncia. Che la felicità non è un’addizione ma una sottrazione. 

Questa verità scomoda e sconvolgente si insedia nel nostro cervello con la potenza emotiva del racconto che l’ha trasmessa, e lì di solito fa la muffa per anni, in attesa di saltare fuori illesa, quando meno ce lo aspettiamo, per illuminarci il cammino…

Forse il più diffuso libro in materia è il Signore degli Anelli di Tolkien, dove l’impresa degli hobbit non consiste nel trovare un tesoro ma nel riuscire a liberarsene, gettandolo in un vulcano che simboleggia le forze oscure. Ma anche l’Italia ha saputo confezionare un piccolo gioiello sapienziale in forma di fiaba. Ne «La famosa invasione degli orsi in Sicilia» di Dino Buzzati si narrano le peripezie di un branco di orsi spinti a valle dalla fame. Conquisteranno la capitale del Granducato di Sicilia con forza e coraggio, ma gli agi del potere li trasformeranno in una Casta, attirando su di loro i vizi peggiori del materialismo umano. Flaccidi e debosciati, gli orsi arriveranno a coprirsi di pellicce e di ridicolo. Sul letto di morte il saggio re Leonzio li convincerà al grande passo indietro: «Tornate alle montagne, lasciate questa città dove avete trovato la ricchezza ma non la pace dell’animo… Sarà triste staccarvi da tante belle cose, lo so, ma dopo vi sentirete più contenti e diventerete anche più belli. Siamo ingrassati, amici miei, ecco la verità, abbiamo messo su pancia».

A scanso di equivoci, il benestante Buzzati non ha tessuto l’elogio del pauperismo. Come avrebbe potuto? Scrisse questa favola nel 1945, con davanti agli occhi le macerie e la miseria nera della guerra appena finita. Il suo è un messaggio più elevato, spirituale. E ricorda che a farci male non è il benessere necessario, ma il vizio, cioè il benessere esagerato.
Non è il giusto ma il troppo che inaridisce e involgarisce i cuori. Privarsene di propria volontà è l’atto più eroico che un essere umano possa compiere. Ogni tanto me ne dimentico. Ma ogni tanto me ne ricordo. Allora il mio pensiero corre agli orsi di Buzzati e alla meravigliosa maestra elementare che me li fece conoscere.

07/04/2013
Massimo Gramellini


La famosa invasione
degli orsi in Sicilia
di Dino Buzzati (1945) 

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