giugno 30, 2008

Menu romano di inizio '600

"Allungandosi la passeggiata, si finiva a desinare in una delle antiche osterie fuori porta dove ci si sedeva attorno a certe tavole lunghe lunghe, con tante altre persone che non si conoscevano tra loro: monsignori e venditori di terraglie, pellegrini e madri badesse, vescovi e barrocciai, briganti da strada e musicisti e pittori se ne stavano tutti insieme, senz'ombra di imbarazzo o di fastidio, a contatto di gomito; e ci fosse anche capitato un cardinale, o il Papa in persona, l'aiutante dell'oste gli avrebbe sciorinato, tra i nomi dei piatti pronti quel giorno, i cazzetti d'Angelo e le zinne di Sant'Orsola, i cojoni der Papa Re e la pagliata dell'Agnusdei, come aveva già fato con gli altri clienti; e poi ancora alla fine del pranzo gli avrebbe offerto in omaggio un bicchierino di vin santo, o i lagrima Christi: da bersi a la facciaccia, o a li mortacci, di chi eventualmente gli voleva male. Queste cose - pensava Bascapè - succedevano a Roma, e non avrebbero potuto succedere in nessun'altra parte del mondo. Soltanto in quel luogo consacrato dai millenni tutto ciò che c'è stato e ci sarà può convivere con tutto: l'alto e il basso, il vecchio e il nuovo, la religione e l'empietà, il fasto e la miseria, perfino Dio e il Diavolo sembravano aver trovato equilibrio stabile e duraturo in quella città, dove tutto è già accaduto, e mica una sola volta! Mille volte. Così anche in quelle osterie sperdute nella campagna laziale, lungo le antiche strade consolari infestate dai briganti, dove si poteva finir sgozzati ad ogni passo per pochi giulii... Ci si sedeva fuori sotto il pergolato e poi arrivavano gli stornellatori con i loro liuti a cantare l'amore, gli occhi di madonna, la primavera e il ponentino: e lì era Roma, come era Roma nella nebbia degli incensi e nel fragore dei canti gregoriani che facevano vibrare le colonne della nuova basilica di San Pietro, centro del mondo, anticamera di Dio..."

(da:"La chimera" di Sebastiano Vassalli)

giugno 23, 2008

Il libro di ricette...


La madre di Mike Delfino regala un libro di ricette di cucina a Susan esagerando coi commenti. E con un bell'accento del sud! Notare quando dice "I mean what I mean": fenomenale!
Puntata "Mother said", season 04 - episode 15. Lingua originale, sottotitoli in italiano.

giugno 22, 2008

Finalmente è scoppiata l'estate







Senza avvertimento, da un giorno all'altro, è arrivata l'estate! Quella vera, con l'afa, senza un filo di brezza, ancorchè serale, quella che sale anche di notte dall'asfalto arroventato dal sole del giorno: un forno crematorio. E i commenti sul caldo improvviso si sprecano...Siamo ai livelli di "non esiste più la mezza stagione" come luogo comune. Non ci va mai bene niente: prima troppa pioggia, ora troppo sole! Questa è un'altra fresca mise en place fatta in occasione degli esami di qualifica di due settimane fa circa.

giugno 17, 2008

Arriverà l'estate prima o poi...

...e nel frattempo, pur in una giornata plumbea di giugno, durante gli esami di qualifica, ho riproposto questa scenografia un po' mastodontica, è vero, ma di sicuro impatto, probabilmente più adatta ad un buffet espositivo, ad una vetrina, che ad un tavolo reale.
La mise en place marina è pronta.












































giugno 15, 2008

La donna della domenica (1975)



Lina Volonghi in un'interpretazione magistrale. E' stata una grandissima attrice del '900 e rappresenta per il nord quello che Titina De Filippo è stata per Napoli e per il sud. Ha recitato in teatri importanti con registi di grande levatura, però, secondo me, è in questi film, anche un po' leggeri o di genere, nei quali il suo carattere comico emerge in maniera eccelsa. Qui è la Contessa Tabusso ("contessa un par de balle") proprietaria di una casale "le bone père" (le buone pietre, in piemontese) situato nella collina torinese nel film giallo di Luigi Comencini "La donna della domenica" (1975).

La donna della domenica (2° contributo)

giugno 13, 2008

40 rose in 40 tumblerini

I bicchieri degli shot, delle tequile boom boom, dei "rum e pera" o come si dice in Spagna dei "chupito" diventano, in questa apparecchiatura del tavolo reale, insoliti contenitori per 40 rose dalle sfumature verdi. I fiori vengono tagliati quasi ad altezza bocciolo, i bicchierini, riempiti a metà di acqua, vengono disposti e allineati in fila su un runner di seta color champagne. Incorniciano, richiamandone il colore, delle biglie verdi in vetro lucide e opache. Il tipo di mise en place è certamente moderno/contemporaneo proprio perchè si è giocato su linee pulite e nuances delicate, non aggressive, utilizzando materiali, ad esempio il vetro o la seta lucida, i quali donano ovviamente un tocco glacial/avveniristico.




giugno 11, 2008

Un bombo sui miei limoni fioriti!




Sì. E' proprio un bombus, checchè ne dicano gli altri ai quali ho raccontato che stamattina se ne era posato uno miei fiori di limone. Come spesso accade però i miei "amici" mi hanno deriso asserendo che non ero in grado di comprendere, che probabilmente era un calabrone, bla bla bla... Ho trascorso così l'intero pomeriggio ad aggiornarmi sugli insetti imenotteri appartenenti alla famiglia delle apidae e (avevo ragione io questa volta) non c'è dubbio: è un bombo. Meno male che ho fatto delle foto che ora possono testimoniare.

giugno 04, 2008

Croissants: ricetta quasi definitiva...

Nel post precedente dedicato ai croissants rimandavo per la ricetta al sito Kucinare.it , da lì infatti ho tratto ispirazione. Devo ammettere che ho apportato delle piccole modifiche, e non è detto che ancora non ne apporti in futuro, fino ad approdare alla ricetta perfetta (che non esiste!). Il mio sogno è, come ho detto in precedenza, raggiungere il sapore di quelli che mangiavo da bambino al caffè Zucca di via Roma...Spero che con l'aiuto di tutti gli "espertoni" che passeranno dal mio blog e che vorranno lasciarmi preziosi consigli io riesca prima o poi a realizzarlo.

Ecco gli ingredienti:

400 g di farina 00
200 g di farina Manitoba
275 ml di latte (bisogna andare un po' ad occhio non versando tutto il contenuto di latte nella boule e smettere di versare se si è raggiunta la consistenza desiderata o viceversa)
80 g di zucchero
1 cucchiaino da caffè di sale
12 g di lievito di birra (metà panetto classico). N.B. : In qualche altra ricetta ho notato che in più si può aggiungere 7 g di lievito secco per dolci. In futuro proverò questa seconda versione e vi farò sapere. Forse il risultato non cambierà di molto o forse i croissants saranno ancora più soffici, come nuvole, che poi è la caratteristica alla quale noi tutti aneliamo!
1 uovo

500 g di burro (ammetto che ho usato un burro-base, non di marca, e che probabilmente per questo motivo i croissants risultavano leggermente sbriciolanti...Nel dubbio preferire i migliori Occelli o Brussino)

Per lucidare le brioche prima di infornare ho utilizzato acqua e zucchero.
Per il resto ho seguito passo passo il sito "kucinare" a proposito di croissants e pains au chocolat.




Citazione del giorno: "Non hanno pane? E allora mangino brioches!" («S'ils n'ont pas de pain, qu'ils mangent de la brioche!»

giugno 02, 2008

Apres moi le deluge...

Chi era già che diceva "dopo di me, il diluvio"? Ah, sì. Era Luigi XV...
Non se ne può più di questa pioggia. In questo momento ad esempio il cielo è nerissimo, c'è un vento da disastro imminente, piove a dirotto, roba da allagamento, cosa che mi spingerebbe a chiedere lo stato di calamità naturale e i danni all'agricoltura del mio terrazzo, eppure a volte fuoriesce qualche raggio di sole fortissimo e il tutto assume seriamente una sembianza apocalittica. Se aggiungiamo anche (si vedeno dalla mia finestra) uno stormo di corvi nerissimi depositarsi sulla gru (la casa è in via di ultimazione) e volteggiare sinistramente proprio come nel film di Hitchcock!
La sensazione è un po' quella che creò Vivaldi nell'Estate: tempesta iniziale e calura estiva!


da Wikipedia:
L'Estate è un concerto in Sol minore per violino, archi e clavicembalo. Il concerto per i suoi toni accesi e violenti riflette con maggiore efficacia rispetto gli altri la carica esplosiva della stagione. La tempesta viene descritta passo passo nella sua manifestazione al pastore: dapprima si avvicina da lontano nella calura estiva (allegro non molto allegro), quindi il pastore che si spaventa per l'improvviso temporale (adagio presto) e infine la virulenza sprigionata dalla tempesta in azione (presto).

Sonetto [modifica]
[Allegro non molto - Allegro]
Sotto dura Staggion dal Sole accesa
Langue l' uom, langue 'l gregge, ed arde il Pino;
Scioglie il Cucco la Voce, e tosto intesa
Canta la Tortorella e 'l gardelino.
Zèfiro dolce Spira, ma contesa
Muove Bòrea improviso al Suo vicino;
E piange il Pastorel, perche sospesa
Teme fiera borasca, e 'l suo destino;
Adagio e piano - Presto e forte
Toglie alle membra lasse il Suo riposo
Il timore de' Lampi, e tuoni fieri
E de mosche e moscon lo Stuol furioso.
Presto
Ah, che purtroppo i suoi timor Son veri!
Tuona e fulmina il Ciel e grandioso:
Tronca il capo alle Spiche ed a' grani alteri.



Al 13° minuto circa il violinista esegue l'Estate di Vivaldi:
http://www.rai.tv/mpplaymedia/0,,RaiTre-Chetempochefa%5E7%5E74787,00.html

Eccezionale!