marzo 06, 2015

Tornatevene al vostro paese!



Urge che io condivida con voi tutti una riflessione.
Di prima mattina, mentre mi recavo in metro, ho visto due scolari adolescenti con lo zaino in spalla: uno un po' alto, tipo statua, nero di carnagione (Senegal, Nigeria o Ivoriano); l'altro più basso, bianchissimo, occhiali, un po' nerd.
Allora, come spesso accade, mi incanto, fantastico; così ho subito pensato a quale prorompente genuinità spingesse (amici, amanti, compagni di classe) a stare insieme, a volersi bene, all'essersi incontrati, al "trovarsi bene insieme", ad andare d'accordo e alle alchimie di attrazione di quei due ragazzi che niente avevano apparentemente in comune. Un'incognita. Chissà, magari facevano solo il pezzo di strada da casa a scuola, non importa.
Lo stare insieme è anche l'incontro di due solitudini, riflettevo ancora, favorevolmente e gioiosamente colpito da quella amicizia in cui non c'era spazio per il razzismo, non aveva alcuna importanza o, addirittura, non esisteva.
Le sovrastrutture sono imposte da cattivi genitori, adolescenti insicuri e sbandati che si difendono  emulando comportamenti di adulti anaffettivi derivati da una pessima società retrogada, che sa trasmettere esclusivamente sentimenti negativi, aggiungevo all'analisi, come se questi fossero gli unici valori per vivere meglio nella giungla e difendersi dal predatore sempre in agguato. Il razzismo "alla Salvini" per intenderci, da chiusure frontiere o bombardamenti alle navi di immigrati, che ci vuol far credere che l'integrazione non esista e che non sia possibile: ignorante, privo di significato, generalizzato, impraticabile, medievale, idiota, propagandistico, un tanto al chilo, inattuabile, anacronistico, non trovava posto in quei due. Ignari. Lo disconoscevano del tutto.
In questo caso l'educazione impartita dalle rispettive famiglie è stata decisiva. O forse no. Non c'entra assolutamente nulla.
Voglio solo credere a due cuori buoni e non ancora corrotti che si sono uniti.

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