febbraio 15, 2014

La lista della spesa di Michelangelo

  • pani dua, due pagnotte di pane
  • un bochal di vino, una caraffa di vino
  • una aringa, un'aringa
  • tortegli, tortelli
  • una insalata, un'insalata
  • quatro pani, quattro pagnotte
  • un bochal di tondo, un boccale di vino corposo
  • un quartuccio di bruscho, un quartino di vino secco
  • un piatello di spinaci, un piatto di spinaci
  • quatro alice, quattro alici
  • tortelli, tortelli
  • sei pani, sei pagnotte
  • dua minestre di finochio, due minestre di finocchio
  • una aringa, un'aringa
  • un bochal di tondo, un boccale di vino corposo 





Tra i tanti documenti presenti nella più completa e ricca collezione di Michelangelo, quella di "Casa Buonarroti" a Firenze, la più curiosa è senza dubbio la lista della spesa (AB, X 578v) che l'artista disegnò nel 1518 affinché il suo servo analfabeta capisse cosa comprare; ecco perché le illustrazioni accanto ai nomi delle cose da acquistare assumono un significato fondamentale.
Si può considerare l'antenato del moderno menù, soprattutto perché quelli antichi nacquero in ambiente aristocratico con lo stesso intento: far agevolmente capire ai garzoni e ai cuochi (sovente illetterati) i desideri dei loro padroni.

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