gennaio 11, 2013

Mariangela Melato

All'alba di questa mattina ci ha lasciati un'immensa diva e, allo stesso tempo, una donna semplice, Mariangela Melato. Grande attrice di teatro, ha dato il meglio di sé (e il grande pubblico la conosce per questo) nelle tragi-commedie agrodolci di Lina Wertmuller:

- Notte d'estate con profilo greco, occhi a mandorla e odore di basilico
- Mimì metallurgico ferito nell'onore
- Film d'amore e d'anarchia - Ovvero "Stamattina alle 10 in via dei Fiori nella nota casa di tolleranza..."

  
Riusciva a dare ad ogni donna interpretata un complesso caleidoscopio di sfumature: poesia, ingenuità e tristezza (Dimenticare Venezia, di Franco Brusati - 1979). Un vasto campionario di umanità, rilevante soprattutto dal punto di vista antropologico: diventava signora milanese industriale snob sfacciata e volgare, fintamente di classe, oppure sapeva calarsi nei panni di una triviale prostituta in una casa-chiusa di Roma, o trasformarsi in una giovane cantilenante e petulante sottoproletaria di Gallarate, trasferitasi a Torino per lavorare durante il boom economico e la Fiat degli anni '60.
Nel pantheon delle grandi attrici del passato ha, senza dubbio, un posto in primo piano, insieme a Silvana Mangano, Alida Valli e Anna Magnani.
Ci mancherai tanto Mariangela, R.I.P.














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