dicembre 31, 2014

È stato un anno meraviglioso



Sciagurato, sorte avversa, disgrazia, malvagio, scellerato, disgraziato, maledetto, calamità, avvento disastroso, dannoso, funesto, negativo, spiacevole, preoccupazione grave, mancanza di avvenenza, infelice, meschino, mal riuscito, invidia, penoso, gretto, infausto, cattiva sorte, sfigato, sventurato, sfortunato, greve, tormentato, squallido, mascalzone, canaglia, delinquente, furfante, losco, farabutto, nefando, perfido, misero, livore, doloroso, perfido.

Alcune parole scelte a caso, da lasciarsi alle spalle.
Sinonimi da trasformare in contrari, al più presto, come necessario proposito per il 2015.
Buon anno a tutti,

Biagio

dicembre 30, 2014

dicembre 24, 2014

Messa di Natale, Chiesa di Maria Ausiliatrice e Presepe











Dopo la messa, una passeggiata per il centro di Torino ci ha condotti davanti ad una triste e desolata piazza Castello, spenta.





Anche le luci natalizie di via Garibaldi spente la notte di Natale. Magari, poi, le accenderanno a Carnevale, chi lo sa!
 http://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Bosco

 http://it.wikipedia.org/wiki/Margherita_Occhiena

http://it.wikipedia.org/wiki/Santuario_di_Maria_Ausiliatrice

Vigilia di Natale 2014

Quest'anno niente grandi maison.
Sono un po' saturo, per il momento. Allora quale migliore occasione di degustare uno champagne di nicchia, di un piccolo recoltant con l'insalata russa preparata da me, come vuole la tradizione?

Bene, si proceda. Intanto cin cin, auguri di Buon Natale.









L'etichetta

Millesimo
Sull'etichetta di una bottiglia di champagne si trovano numerose informazioni: la marca, il nome del vinificatore, il dosaggio (pas dosé, extrabrut, etc.), l'eventuale millesimo, la data del degorgement (facoltativa ma importantissima), il comune d'origine delle uve, e talvolta il livello qualitativo delle uve: grand cru per i diciassette comuni che hanno diritto a fregiarsi di questo titolo (il più pregiato) o premier cru per altri quarantuno comuni. Inoltre è obbligatorio indicare l'organizzazione professionale del produttore, con una sigla di due lettere (solitamente stampata con caratteri minuscoli sull'etichetta.
Questa sigla, che è forse l'indicazione più importante per definire la qualità ed il valore di uno champagne, ha i seguenti significati:
  • NM: négociant-manipulant; è il caso di una casa produttrice di champagne che compra le uve e le assembla per elaborare e commercializzare il vino; si tratta in generale degli champagne più pregiati, prodotti dalle case dai nomi più famosi
  • RM: récoltant-manipulant; raggruppa l'insieme dei vignaioli che elaborano e commercializzano le proprie uve; si tratta in generale di prodotti molto buoni
  • CM: coopérative de manipulation; è il caso di gruppi di produttori che assemblano le uve, le elaborano e le commercializzano; si tratta in genere di prodotti non eccelsi, ma accettabili
  • RC: récoltant-coopérateur; i viticultori conferiscono le loro uve ad una cooperativa che ha l'incarico di eseguire la vinificazione; le bottiglie vengono quindi restituite ai singoli produttori per la commercializzazione
  • ND "négociant-distributeur ; Simile a MA
  • MA: marque d'acheteur; è il caso di un commerciante che acquista le bottiglie pronte per il consumo e le commercializza con il proprio marchio

 http://www.champagne-boucher-champillon.com/

dicembre 23, 2014

Milano & shopping

Una toccata e fuga tra la nebbia a Milano, poi ritorno in quella di Vicolungo, all'outlet. Devo farmi un po' di regali...
Ma intanto, nell'attesa gelida del mattino, un po' di foto ai grattacieli del capoluogo meneghino, è d'uopo.
















dicembre 22, 2014

Pacchettini


L'UOMO DAL FIORE: Eh, ben legati, me l'immagino: con quell'arte speciale che mettono i giovani di negozio nell'involtare la
roba venduta...
Che mani! Un bel foglio grande di carta doppia, rossa, levigata... ch'è per se stessa un piacere vederla...
cosí liscia, che uno ci metterebbe la faccia per sentirne la fresca carezza... La stendono sul banco e poi con
garbo disinvolto vi collocano su, in mezzo, la stoffa lieve, ben piegata. Levano prima da sotto, col dorso
della mano, un lembo; poi, da sopra, vi abbassano l'altro e ci fanno anche, con svelta grazia, una
rimboccaturina, come un di piú per amore dell'arte; poi ripiegano da un lato e dall'altro a triangolo e
cacciano sotto le due punte; allungano una mano alla scatola dello spago; tirano per farne scorrere quanto
basta a legare l'involto, e legano cosí rapidamente, che lei non ha neanche il tempo d'ammirar la loro
bravura, che già si vede presentare il pacco col cappio pronto a introdurvi il dito.
L'AVVENTORE: Eh, si vede che lei ha prestato molta attenzione ai giovani di negozio.
L'UOMO DAL FIORE: Io? Caro signore, giornate intere ci passo. Sono capace di stare anche un'ora
fermo a guardare dentro una bottega attraverso la vetrina. Mi ci dimentico. Mi sembra d'essere, vorrei
essere veramente quella stoffa là di seta... quel bordatino... quel nastro rosso o celeste che le giovani di
merceria, dopo averlo misurato sul metro, ha visto come fanno? se lo raccolgono a numero otto intorno al
pollice e al mignolo della mano sinistra, prima d'incartarlo.
Pausa
Guardo il cliente o la cliente che escono dalla bottega con l'involto appeso al dito o in mano o sotto il
braccio... Li seguo con gli occhi, finché non li perdo di vista... immaginando... - uh, quante cose
immagino! Lei non può farsene un'idea.


(Luigi Pirandello, "L'uomo dal fiore in bocca" - 1923)