marzo 28, 2013

I poteri del nostro cervello

IMPRESSIONANTE: IL CERVELLO!



Sneocdo uno sdtiuo dlel'Untisverià di Cadmbrige, non irmptoa cmoe snoo sctrite le plaroe, tutte le letetre posnsoo esesre al pstoo sbgalaito, è ipmtortane sloo che la prmia e l'umiltia letrtea saino al ptoso gtsiuo, il rteso non ctonoa. Il cerlvelo è comqueene semrpe in gdrao di decraifre tttuo qtueso coas, pcheré non lgege ongi silngoa ltetrea, ma lgege la palroa nel suo insmiee...Vstio?



       In foto un esempio ancora più estremo:

marzo 27, 2013

Il colpo di grazia

Inauguro con questo post una nuova rubrica (etichetta, sulla destra) B-book, "i libri di Biagio", cioè quelli che mi sono piaciuti così tanto che mi sento di consigliarli come stimolo necessario nel compiere un arduo quanto oscuro viaggio nell'ignoto e nel buio più spaventoso: aprire un libro.
L'impresa, insomma, di immergersi tra l'odore della carta e dell'inchiostro, e leggere. Mi rendo conto che questo possa far paura e possa far desistere da un'avventura unica, direi "magica". Ma ogni eroe coraggioso dovrebbe provarci, combattendo soprattutto contro le proprie ritrosie e timori.
Sono di libri che ho scoperto in maniera del tutto individuale o casuale. A volte copiavo i titoli di quei libri che la professoressa non promuoveva in classe e che, anzi, celava in gran segreto tra i testi canonici usati in classe. Nella mia mente quelli erano libri vietati, dunque, per reazione, mi incuriosivano. Oppure andavo tra gli scaffali delle biblioteche alla ricerca di volumi dalla seducente copertina, seguendo i miei interessi e i miei hobbies. Tuttavia, l'impulso maggiore alla lettura proveniva dal tam tam, dal titolo consigliato da un amico. Così ho iniziato questo viaggio emozionante, del tutto autonomo, nella lettura che mi ha portato a riscoprire e apprezzare, crescendo, quei classici odiati durante tra i banchi di scuola, forse proprio perché imposti. Col senno di poi, sorrido a quel comportamento adolescenziale inspiegabile e anche un po' stupido. Eppure la storia si ripete, e gli studenti oggi come allora fanno fatica a leggere. Leggono poco? Leggono meno di noi alla loro età? Non mi appassiona molto questa diatriba.
Voglio dirvi: se un po' vi piace la mia personalità, se vi seduce la mia ironia, se per voi sono un piccolo modello da seguire, dovete seguire le mie orme.
 
NON LEGGETE ASSOLUTAMENTE niente di quello che vi consiglierò perché è VIETATO.


Il primo titolo che vi sottopongo è "Il colpo di grazia" di Marguerite Yourcenar, scrittrice conosciuta maggiormente per il suo capolavoro "Memorie di Adriano".
La storia riguarda un mènage à trois, perverso, a tinte nere, con finale tragico. Non so perché, ma a tratti, mi ha ricordato le atmosfere di "Malombra" di Fogazzaro.






Buongiorno 26/03/2013

Con un poco di zucchero
 di Massimo Gramellini

Stazione di Brescia, treno fermo da un’ora. L’altoparlante interno irradia scuse per il ritardo «dovuto all’investimento di una persona». Qualche passeggero si scruta le tasche del cuore alla ricerca di scampoli di pietà, ma è interrotto dal prorompere stentoreo di una signora: «Non poteva buttarsi sotto un altro treno?» Lo ripete tre, quattro, cinque volte. Chiudo gli occhi per resistere alla tentazione di buttare di sotto lei e mi appare un’immagine di dieci anni prima, quando durante la discesa nella piramide di Cheope fui colto da un malore.

Mi appoggiai a una parete dell’orrido budello, reprimendo il desiderio di vomitare. Venni scavalcato da una comitiva di tedeschi, che non mi degnò di uno sguardo, e da una di francesi, che mi rivolse smorfie schifate, come se fosse inciampata nei detriti di un debosciato. Poi sentii una voce: «Ehi mister? Mister… ahò!» Alzai gli occhi e nell’oscurità del budello inquadrai la sagoma di un ragazzino con le braccia tatuate e la maglia numero 10 di Totti. Non poteva sapere di che nazionalità fossi: indossavo un capellino da baseball e un giubbotto pieno di scritte in inglese. Ero semplicemente un essere umano. «You are ok?» si informò. Rantolai qualcosa e allora lui cercò la risposta nelle saccocce dei suoi jeans. Estrasse una bustina di zucchero da bar, sudaticcia e spiegazzata, e me la porse.
In qualche modo riemersi alla luce, ma quella bustina giace tuttora in un cassetto della mia scrivania. Ogni volta che penso a quanto siamo diventati cupi e rabbiosi, apro il cassetto e mi dico che ho torto. Che anche sotto l’egoismo amaro dei disperati giace uno strato di zucchero. Basta scavare.

da "La Stampa". 

La rinascita arriva dalla cultura

Allegoria degli Effetti del Buon Governo in Città  (Ambrogio Lorenzetti)

Allegoria degli Effetti del Buon Governo in Campagna (Ambrogio Lorenzetti)
Prossimo capo di Stato? "Il problema non si pone, non mi angosciate, non mi fate stare male, sono già angosciato per conto mio", ha risposto il presidente emerito della Corte Costituzionale, Gustavo Zagrebelsky, torinese, giurista e professore ordinario di Diritto Costituzionale presso l'Università degli Studi di Torino.
Sarebbe un ottimo candidato per il Quirinale e riporterebbe finalmente la cultura in primo piano, azzerando le volgari esternazioni "Con la cultura non si mangia", di recente conio o la banale considerazione che la cultura non serva. Afferma che queste espressioni sono un "Segno di profonda incultura. Perché una società senza cultura non è più una società, si disperde. Cultura vuol dire coltivazione, come un terreno, un terreno agricolo, che deve essere coltivato in un ambiente equilibrato. La politca lasciata a se stessa, cioè senza questa prospettiva comune, cioè senza l'idea che deve vivere in un ambiente culturale, diventa la lotta feroce degli uni contro gli altri per il potere: l'oggetto della politica si riduce al potere, e quindi disgregazione. Un'economia senza cultura cosa produce? Ricchezza, lotta per l'accumulazione, predominio dei più forti sui più deboli, e quindi disuguaglianze sulla distribuzione delle risorse. Senza la cultura le società sono destinate a disperdersi".
Come dargli torto?



Allegoria degli Effetti del Cattivo Governo in Campagna (Ambrogio Lorenzetti)
Allegoria degli Effetti del Cattivo Governo in Città (Ambrogio Lorenzetti)


marzo 23, 2013

Alice Herz-Sommer

Una grande donna. Ancora viva all'eta di 110 anni ormai. Racconta in questo videodocumento come riuscì a superare la terribile permanenza nei campi di sterminio nazisti. Grazie alla musica: che dona forza, coraggio, voglia di vivere e felicià.
Sorridendo costantemente al figlioletto; per proteggerlo innanzitutto, dall'orrore di quell'inferno.
Questa grande donna ci insegna che dobbiamo ringraziare sempre per tutto quello che abbiamo nella vita, che è necessario imparare tanto, conoscere tutto il possibile ed essere curiosi.
http://www.enciclopediadelledonne.it/index.php?azione=pagina&id=36



Campo di concentramento:
di Theresienstadt: http://it.wikipedia.org/wiki/Campo_di_concentramento_di_Theresienstadt






marzo 13, 2013

Focaccia integrale


Focaccia integrale col lievito naturale. E la "madre" riposa in frigo...

Papa Francesco I

Annuntio vobis gaudium magnum: Habemus Papam! Eminentissimum ac reverendissimum dominum, dominum Georgium Marium, sanctae Romanae Ecclesiae cardinalem Bergoglio. Qui sibi nomen imposuit Franciscum.

[Vi annunzio una grande gioia;
abbiamo il Papa;
l’Eminentissimo e Reverendissimo Signore,
Signore Jorge Mario
Cardinale di Santa Romana Chiesa Bergoglio
che si è dato il nome di Francesco.]

Pochi minuti dopo le 19, è stato annunciato al mondo l'elezione del nuovo papa, il 266° vescovo di Roma. In tempo reale è nata la pagina a lui dedicata su Wikipedia, presa, di lì a poco, d'assalto e sabotata. Ho salvato la capture perché so che presto verrà rimossa.

La pagina sabotata










http://it.wikipedia.org/wiki/Papa_Francesco

http://it.wikipedia.org/wiki/Fumata_nera_e_fumata_bianca


Come spesso accade per le questioni Vaticane, anche la figura di questo papa viene ampiamente scandagliata nella pagina wikipedia in inglese, prodiga di dettagli. Da confrontare subito con quella in italiano, più generica...

http://en.wikipedia.org/wiki/Pope_Francis

marzo 11, 2013

Bread passion 2.0




Diversi tipologie di pane: di segale, di farro monococco integrale, di frumento integrale, misto con semi (lino, sesamo, chia, girasole), sempre e solo con pasta-madre.

Il sito usato per creare la foto-collage:  http://www.fotor.com/features/frames.html

marzo 10, 2013

La vita meravigliosa



Condivido questo video del discorso, tenutosi nel 2012 al G20 a Rio de Janeiro, del presidente dell'Uruguay, Pepe Mujica.
È vegetariano.  E’ stato in carcere 14 anni come oppositore del regime. Mujica, di origini piemontesi, riceve dallo stato uruguaiano un appannaggio di 12.000 dollari al mese per il suo lavoro alla guida del paese, ma ne dona circa il 90% a favore di Organizzazioni non governative e a persone bisognose. La sua unica proprietà è un Maggiolino degli anni '70; ha rifiutato tutti gli altri benefici che la sua carica politica prevederebbe. Vive in una piccola fattoria nella periferia di Montevideo nella quale si diletta a coltivare fiori e non nel sontuoso palazzo presidenziale. Il resto del suo stipendio è circa di 1.500 dollari; in un'intervista il presidente ha dichiarato: "Questi soldi mi devono bastare perché ci sono molti Uruguaiani che vivono con molto meno!".
Ci colpiscono le sue parole che potrebbero scuotere coscienze ormai sopite in questi anni di globalizzazione, immerse in un sonno catatonico senza ritorno; ci affascina la semplicità della sua eloquenza che proviene da un cuore sensibile e che scalda i cuori di chi condivide parola per parola quanto detto in quell'occasione; non si può non ammirare un raro esempio di buon governo e di moralità. Da premio Nobel.


Traduzione:

Il discorso di Josè “Pepe” Mujica al G20, tenutosi in Brasile

“Un grazie particolare al popolo del Brasile, ed alla sua Signora Presidentessa, Dilma Rousseff.
Grazie anche alla sincerità con la quale, sicuramente, si sono espressi tutti gli oratori che mi hanno preceduto.
Come governanti, tutti manifestiamo la profonda volontà di favorire gli accordi che questa nostra povera umanità sia capace di sottoscrivere.
Permettetemi, però, di pormi alcune domande a voce alta.

Per tutto il giorno si è parlato di sviluppo sostenibile e di affrancare, dalla povertà in cui vivono, immense masse di esseri umani.Ma cosa ci frulla per la testa ?

Pensiamo all’attuale modello di sviluppo e di consumo delle società ricche?
Mi domando: che cosa succederebbe al nostro pianeta se anche gli indù avessero lo stesso numero di auto per famiglia che hanno i tedeschi?
Quanto ossigeno ci resterebbe per respirare ?
Più francamente: il mondo ha le risorse materiali, oggi, per rendere possibile che 7 od 8 miliardi di persone possano sostenere lo stesso livello di consumo e di sperpero che hanno le opulente società occidentali ?
Sarebbe possibile tutto ciò ?
Oppure, un giorno, dovremmo affrontare un altro tipo di dibattito ?
Perché siamo stati noi a creare la civiltà nella quale viviamo: figlia del mercato, figlia della competizione, che ha portato uno sviluppo materiale portentoso ed esplosivo.
Ma l’economia di mercato ha creato la società di mercato che ci ha rifilata questa globalizzazione.
Stiamo governando noi la globalizzazione oppure è la globalizzazione che governa noi ?
E’ possibile parlare di fratellanza e dello stare tutti insieme, in un’economia basata su una competizione così spietata ?
Fino a dove arriva veramente la nostra solidarietà ?
Non dico queste cose per negare l’importanza di quest’evento, al contrario.
La sfida che abbiamo davanti è di una portata colossale, e la grande crisi non è ecologica, ma è politica!
L’uomo non governa oggi le forze che ha sprigionato, ma sono queste forze che governano l’uomo … ed anche la nostra vita !
Perché noi non siamo nati solo per svilupparci.
Siamo nati per essere felici.
Perché la nostra vita è breve e passa in fretta.
E nessun bene vale come la vita, questo è elementare.
Ma se la vita ci scappa via, lavorando e lavorando per consumare di più, il vero motore del vivere è la società consumistica, perché, di fatto, se si arresta il consumo, si ferma l’economia, e se si ferma l’economia, spunta il fantasma del ristagno per tutti noi.
E’ il consumismo che sta aggredendo il pianeta.
Per alimentare questo consumismo, si producono cose che durano poco, perché bisogna vendere tanto.
Una lampadina elettrica non deve durare più di 1000 ore, però esistono lampadine che possono durare anche 100 mila o 200 mila ore!
Ma questo non lo si può fare perché il problema è il mercato, perché dobbiamo lavorare e dobbiamo sostenere la civiltà dell’usa e getta, e così restiamo imprigionati in un circolo vizioso.
Questi sono i veri problemi politici che ci esortano ad incominciare a lottare per un’altra cultura.
Non si tratta di immaginare il ritorno all’uomo delle caverne, né di erigere un monumento all’arretratezza.
Però non possiamo continuare, indefinitamente, a lasciarci governare dal mercato, dobbiamo cominciare ad essere noi a governare il mercato.
Per questo dico, con il mio modesto pensiero, che il problema che abbiamo davanti è di carattere politico.
I vecchi pensatori, Epicuro, Seneca o finanche gli Aymara, dicevano: “povero non è colui che ha poco, ma colui che necessita tanto e desidera sempre di più e di più”.
Questa è una chiave di carattere culturale.
Per questo saluterò di buon grado gli sforzi e gli accordi che si faranno, e come governante li sosterrò.
So che alcune cose che sto dicendo, possono urtare.
Ma dobbiamo capire che la crisi dell’acqua e del clima non è la causa.
La causa è il modello di civiltà che abbiamo messo in piedi.
Quello che dobbiamo cambiare è il nostro modo di vivere!
Appartengo a un piccolo paese, dotato di molte risorse naturali.
Nel mio paese ci sono poco più di 3 milioni di abitanti. Ma ci sono anche 13 milioni di vacche, tra le migliori al mondo, e circa 8 o 10 milioni di meravigliose pecore.
Il mio paese è un esportatore di cibo, di latticini, di carne.
E’ una pianura e quasi il 90% del suo territorio è sfruttabile.
I miei compagni lavoratori, hanno lottato molto per ottenere le 8 ore di lavoro.
Ora hanno conseguite le 6 ore lavorative.
Ma quello che lavora 6 ore, poi cerca il secondo lavoro, per cui lavora più di prima.
Perché? Ma perché deve pagare una quantità enorme di rate: la moto, l’auto, e paga una rata ed un’altra e un’altra ancora, e quando decide di riposare … è oramai un vecchio reumatico, come me, e la vita gli è volata via.
E allora uno si deve porre una domanda: è questo lo scopo della vita umana?
Queste cose che dico sono molto elementari: lo sviluppo non può essere contrario alla felicità.
Lo sviluppo deve favorire la felicità umana, l’amore per la terra, le relazioni umane, la cura dei figli, l’avere amici, l’avere il giusto, l’elementare.
Perché il tesoro più importante che abbiamo è la felicità!
Quando lottiamo per migliorare la condizione sociale, dobbiamo ricordare che il primo fattore della condizione sociale si chiama felicità umana!
Grazie !”

marzo 08, 2013

Pazzo per il Bio

Mi sono fatto coraggio: finalmente oggi ho visitato uno dei pochi mercati pomeridiani al coperto di Torino.  E' aperto dal martedì al sabato, dalle 15 alle 19. In via Onorato Vigliani 102.
La particolarità, già lo dice il nome preso in prestito dall'inglese, del "Farmer's market" sta nel fatto che è sponsorizzato dalla Coldiretti e sui banchi dei contadini campeggiano prevalentemente frutta e verdura a "Km 0", di stagione, a filiera corta, comunque, coltivati in aziende agricole nei pressi di Torino o, al massimo, come nel caso di vino, miele e yogurt, del Piemonte e, presumibilmente, (speriamo!), bio.