maggio 31, 2012

Una terra da ricordare


Immagini riprese di luoghi magici molto familiari, mi riportano indietro con la memoria e mi fanno venire una tremenda malinconia.
Dicono che ci sia il "Mal d'Africa", chi ci è stato sente la necessità di ritornarci. Io non lo so poiché non l'ho mai visitata purtroppo, ma posso crederlo.
Quello che so di certo è che esiste il "Mal di Champagne"!

maggio 29, 2012

Le uova di Fabergé


  Peter Carl Fabergé
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.


Peter Carl Fabergé conosciuto anche come Karl Gustavovič Faberže in russo: Карл Густавович Фаберже (San Pietroburgo, 30 maggio 1846Losanna, 24 settembre 1920) è stato un gioielliere e orafo russo.


(Uovo Fabergé)

Nato da padre tedesco proveneinte dalla Livonia (oggi in Estonia) e da madre danese, Fabergè realizzò tra il 1885 ed il 1917 57 uova di Pasqua in oro, preziosi e materiali pregiati, una per ciascun anno, all'approssimarsi della festività.
Il primo uovo Fabergé fu commissionato dallo zar Alessandro III di Russia come sorpresa di Pasqua per la moglie Maria Fyodorovna.
Il 30 maggio 2012, in occasione del 166° anniversario della sua nascita, Google gli dedica il logo.

 


Una carrellata di uova, cliccando QUI.

Istituto Professionale Alberghiero "G.Giolitti" di Torino


Est! Est!! Est!!!


Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Est! Est!! Est!!! Di Montefiascone
TipoDOC
Istituito con decreto del03/03/1966  
Gazzetta Ufficiale del07/05/1966,
n 111
Resa (uva/ettaro)130 q
Resa massima dell'uva70,0%
Titolo alcolometrico naturale minimo dell'uva10,0%
Titolo alcolometrico minimo del vino10,5%
Estratto secco netto minimo16,0‰
Vitigni con cui è consentito produrlo
fonte: Ministero delle politiche agricole
Est! Est!! Est!!! di Montefiascone è un vino bianco italiano originario della Provincia di Viterbo, nell'Alto Lazio a Denominazione di Origine Controllata (DOC).

Indice

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Leggenda [modifica]

Il nome di questo vino deriva da una leggenda. Nell'anno 1111 Enrico V di Germania stava raggiungendo Roma con il suo esercito per ricevere dal papa Pasquale II la corona di Imperatore del Sacro Romano Impero. Al suo seguito si trovava anche un vescovo, Johannes Defuk, intenditore di vini.
Per soddisfare questa sua passione alla scoperta di nuovi sapori, il vescovo mandava il suo coppiere Martino in avanscoperta, con l'incarico di precederlo lungo la via per Roma, per assaggiare e scegliere i vini migliori. I due avevano concordato un segnale in codice: qualora Martino avesse trovato del buon vino, avrebbe dovuto scrivere est, ovvero "c'è" vicino alla porta della locanda, e, se il vino era molto buono, avrebbe dovuto scrivere est est. Il servo, una volta giunto a Montefiascone e assaggiato il vino locale, non poté in altro modo comunicarne la qualità eccezionale. Decise quindi di ripetere per tre volte il segnale convenuto e di rafforzare il messaggio con ben sei punti esclamativi: Est! Est!! Est!!!
Il vescovo, arrivato in paese, condivise il giudizio del suo coppiere e prolungò la sua permanenza a Montefiascone per tre giorni. Addirittura, al termine della missione imperiale vi tornò, fermandosi fino al giorno della sua morte (avvenuta, pare, per un eccesso di bevute). Venne sepolto nella chiesa di san Flaviano, dove ancora si può leggere, sulla lapide in peperino grigio, l'iscrizione: «Per il troppo EST! qui giace morto il mio signore Johannes Defuk». In riconoscenza dell'ospitalità ricevuta, il vescovo lasciò alla cittadinanza di Montefiascone un'eredità di 24.000 scudi, a condizione che ad ogni anniversario della sua morte una botticella di vino venisse versata sul sepolcro, tradizione che venne ripetuta per diversi secoli. Al vescovo è ancora dedicato un corteo storico con personaggi in costume d'epoca, che fanno rivivere questa leggenda.

Caratteristiche organolettiche [modifica]

Il vino a denominazione di origine controllata Est! Est!! Est!!! di Montefiascone, all'atto dell'immissione al consumo, devono possedere le seguenti caratteristiche organolettiche:
  • limpidezza: limpido
  • colore: paglierino brillante
  • odore: vinoso
  • sapore: sapido, di corpo, armonico, asciutto o abboccato
  • gradazione alcolica minima: 10,5% in volume.

Zona di produzione [modifica]

La zona di produzione è situata nei comuni dell'Alta TusciaMontefiasconeBolsenaSan Lorenzo NuovoGrotte di Castro e Gradoli.

Produzione [modifica]

Provincia, stagione, volume in ettolitri
  • Viterbo (1990/91) 16498,81
  • Viterbo (1991/92) 22260,63
  • Viterbo (1992/93) 19567,69
  • Viterbo (1993/94) 20886,51
  • Viterbo (1994/95) 23689,06
  • Viterbo (1995/96) 21150,7
  • Viterbo (1996/97) 20055,38

Bibliografia [modifica]

maggio 28, 2012

Tartufata del giorno


By Alessandro Ricci.

Cultura umanistica e desiderio di Dio di Jean Leclercq

Prefazione (di Pier Cesare Dori)
- La tesi di Jean Leclercq è che esista una vera e propria teologia monastica che, come la teologia dei Padri della Chiesa, non appartiene al passato, non è un studio concluso e la sua funzione non è terminata.
- J. L. propone un rinnovamento della Chiesa cattolica sulla base di una nuova teologia, essenzialmente monastica e patristica.

Premessa (di J.L.)
- Il libro nasce da una serie di lezioni tenute a giovani monaci a S. Anselmo a Roma nel 1955-56.
Titolo originale: " L'amour des lettres et le désir de Dieu"

Introduzione: "Grammatica ed escatologia"
- Ne medioevo esiste una teologia scolastica e teologia monastica. Esponente di spicco dea 1° è Pietro Lombardo, il maestro delle "Sentenze". Esponente di punta della 2° è S. Bernardo, 'abate di Clairvaux.

Parte I: LA FORMAZIONE DELLA CULTURA MONASTICA

Cap. 1

"La conversione di S. Benedetto"
- La tradizione monastica del medioevo occidentale è fondata su 2 testi che ne fano una tradizione "benedettina". La "Vita di S. Benedetto" nel Libro II dei "Dialoghi di S. Gregorio" e la "Regola dei monaci", tradizionalmente attribuita a S. Benedetto.
- Nella "Regola" s possono riconoscere le due componenti che erano già manifeste nela vita di S. Benedetto: la conoscenza delle lettere e la ricerca di Dio.
- Una delle principali preoccupazioni del monaco è la lectio divina che include la meditazione.
Per conseguenza è necessario, nel monastero, possodere dei libri, saperne scrivere, saperli leggere. E chi non lo sa fare deve impararlo.
- Per gli antichi meditare è leggere un testo e impararlo a memoria nel senso più forte di questo atto, cioè con tutto il proprio essere: con il corpo poiché la bocca lo pronuncia, con la memoria che lo fissa, con l'intelligenza che ne comprende il senso, con la volontà che desidera mettera in pratica.
- Non vi è vita benedettina senza letteratura.
- In che cosa consiste la grammatica?
L'arte grammatica che noi chiamiamo "letteratura" è a scienza dele cose che dicono i poeti, gli storici, gli oratori. Le sue funzioni sono: scrivere, eggere, comprendere, provare.
- Grammaticus e litteratus designano un uomo "che sa leggere", cioè non solo decifrare le lettere, ma capire i testi.
- Cassiodoro non è un monaco, ma Vivarium è un monastero-scuola.
- Il monastero di San Benedetto è una scuola del servizio divino e nient'altro che questo.
- Per S. Benedetto le lettere sono un mezzo per arrivare a Dio.

Cap. 2
"S. Gregorio, dottore del desiderio"
- S. Gregorio è il dottore del desiderio: continuamente egli usa termini come anhelare, aspirare, sospirare, che esprimono una tendenza al superamento, alla "sublimazione".ù
- Un altro dei suoi temi preferiti è quello del "volo spirituale" che porta rimedio ala nostra pesantezza: sulle ali, e con le penne di un'aquila, bisogna elevarsi, sollevarsi verso Dio, cercarlo, correre verso di Lui.
- Il solo desiderio legittimo è quello di possedere Dio quaggiù e per sempre: quaggiù ora, pur in mezzo al dolore e grazie ad esso, più tardi in cielo, perché le realtà celesti (coelestia) non sono che un altro modo di chiamare Dio.
- "Chi, con tutto il suo spirito, desidera Dio, possiede già, certamente, colui che egli ama" (lo dice Gregorio Magno).
- La conoscenza contemplativaè una conoscenza mediante l'amore che arricchisce la fede da cui sgorga.
"Voi conoscete, dico, non per la fede, ma per l'amore"

Cap. 3
"Il culto e la cultura"
- La lingua è la prima delle arti: l'arte di saper esporre bene, ben scrivere e ben esprimere il proprio pensiero.
- In che modo la grammatica permette di andare in Cielo?
Dando la possibilità di leggere la Scritturare e i Padri, essa diventa mezzo di salvezza e acquista una sublime dignità.
- La "Regola di San Benedetto" è un altro mezzo di salvezza. Il mezzo per i monaci di elevarsi al di sopra di sé stessi fino ai "regni celesti" è la "Regola".
- "Seguendo la via diritta dele "Regola", sperano di godere un giorno dell'eterna beatitudine" (lo dice Smaragdo, abate di S. Mihiel nella prima metà del VIII secolo).
- a "grammatica" è una ars. Un'arte, nell'accezione antica e medioevale de termine, è un complesso di regole precise, la "grammatica" include tutte quelle che servono per l'espressione scritta.

Parte II: LE FONTI DELLA CULTURA MONASTICACap. 4
"La devozione al cielo"
- Il contenuto della cultura monastica è sintetizzato da due parole: "grammatica" ed "escatologia".
1) Da una parte è necessaria la conoscenza delle lettere per avvicinarsi a Dio ed esprimere quel che si intuisce della sua realtà.
2) Dall'altra bisogna incessantemente superare la letteratura per tendere alla vita eterna.
- Il primo è il più importante dei temi a cui i monaci medioevali abbiano applicato l'arte letteraria è quello che si potrebbe chiamare la "devozione del cielo".
- Il tema centrale è la "Gerusalemme celeste"
- S. bernardo definisce il monaco un abitante di Gerusalemme: "monachus et Jerosolymita".
- Il monastero è una Gerusalemme anticipata: un luogo di attesa e di desiderio, di preparazione a questa città santa alla quale si guarda con gioia.
- Un altro tema si ispira agli "angeli".
Quando si parla di via angelica, non si considera tanto la condizione di angelo quanto la funzione di lode che essi assolvono.
In cielo l'uomo sarà "simile agli angeli" (Lc 20,30. Mt 22,30).

maggio 25, 2012

La piadina romagnola

Tratto da "La piada" di Giovanni Pascoli

...Ma tu, Maria, con le tue mani blande domi la pasta e poi l'allarghi e spiani;
ed ecco è liscia come un foglio, e grande come la luna;
e sulle aperte mani tu me l'arrechi,
e me l'adagi molle sul testo caldo, e quindi t'allontani.
Io, la giro, e le attizzo con le molle il fuoco sotto,
fin che stride invasa dal calor mite, e si rigonfia in bolle:
e l'odore del pane empie la casa...

maggio 20, 2012

Sfilate da mangiare...con gli occhi!


Prospettiva dalla telecamera piazzata sul trenino che corre sulle lunghe tavole imbandite...



E dai giardini di Versailles...



Mise en place "Blanc et noir" del 9 maggio 2012

Il buffet "Black & White" di fingerfoods, che ho allestito oggi, in "onore" anche allo scudetto vinto dalla Juventus (Sic!), tenutosi oggi all'istituto professionale alberghiero "G. Giolitti" di Torino, in seno al progetto organizzato dalla professoressa Anna Sanzone "Job Show", con la partecipazione degli alunni di II E (quelli presenti...), coadiuvati da Carmela Motolo e con la supervisione in cucina del professor Alessandro Ricci.

























Il Louvre

Viaggio a Parigi (marzo 2012)
3° giorno:
- Pomeriggio al Louvre