aprile 19, 2012

Fagiolini Bobis o Cornetti


Con questo nome generico vengono definiti i baccelli immaturi del fagiolo (Phaseolus vulgaris) della famiglia delle Papilionacee. Viene chiamato anche cornetto, fagiolo mangiatutto, tegolina.


Crescono su piante nane o rampicanti, di alcune si consumano appunto i baccelli (fagiolini), di altre i semi (fagioli).





DescrizioneNella varietà boby, questi fagiolini hanno colore èverde intenso, hanno forma allungata e sottile. Il seme è bianco.
Utilizzo principaleIn insalata con le cipolle o aglio, conditi con olio e aceto o limone. Meglio se cotti a vapore, se bolliti usare abbondante acqua salata. Tempo: 20 minuti a vapore, 20 minuti se bolliti.
Altri utilizziIn varie ricette o come contorno. In Puglia si trovano come specialità sott'olio. Se cucinati in padella per esempio col pomodoro, vanno comunque prima lessati e tolti un pò al dente (per 5/8 minuti circa). Possono essere accompagnati con patate lesse, e si possono trovare nellefrittatetorte salate o nei primi piatti.
PiantaIl Phaseolus vulgaris è una pianta della famiglia delleleguminose.
E' una pianta annuale, caratterizzata da radice fittonante, generalmente non molto profonda, e da fiori di colore bianco, rosa o violaceo, riuniti in racemi.
Il fagiolo viene coltivato per isemi, raccolti freschi (fagioli da sgranare) o secchi, oppure per l'intero legume da mangiare fresco (i fagiolini). Le varietà a ciclo vegetativo più lungo sono seminate in aprile, quelle a ciclo più breve (le quarantine) in estate. Nel caso dei fagioli rampicanti è necessario l'uso di tutori.
Il ciclo biologico del fagiolino è molto breve ed, in certe coltivazioni, non supera i 60 giorni.
VarietàCon baccello verde: 
Bobis grano bianco, Marconi (senza fili), Prelude, Contender (detti francesi), Vittoria nano.
Con baccello giallo: 
Burro di Rocquencourt, Meraviglia di Venezia, Corona D'Oro.
Con baccello violaceo: 
Re dei Bleu, Trionfo violetto, Anellini di Trento.
Altre varietà: 
Fagioli blu della Valsassina, Fagiolo di lima, Fagiolo di spagna, Fagiolo dall'occhio.
OrigineAmerica Centrale.
StagionalitàDa giugno a ottobre.
ReperibilitàFacile. Si trovano freschi, surgelati o sott'olio.
Come scegliereI migliori sono quelli giovani, che risultano teneri e con poco filo.
Devono essere di consistenza soda, ma morbida: spezzati, devono rompersi di netto e produrre un rumore secco.
La buccia deve essere di colore brillante, priva di ammaccature o segni di muffa.
Come pulireSi deve togliere il picciolo con le mani cercando di togliere contemporaneamente il filo che scorre lungo tutto il bacello. Poi spuntare (eliminare con le mani con gesto secco) la punta all'altra estremità.
Sciacquare con abbondante acqua corrente fresca.
SuggerimentiSe li fate in insalata con la cipolla, aggiungete ai fagiolini la cipolla tagliata a julienne subito dopo averli scolati. Il fagiolino ancora caldo ne assorbirà il sapore e sarà più gustoso condito con olio, sale e aceto o limone.
Calorie18 Kcal per 100 g di fagiolini 
Poveri di calorie, quindi adatti per diete dimagranti.
ProprietàRicchi di vitamine A e C, il loro consumo è indicato in caso di anemia e diabete; sono inoltre ricchi di fibre, per cui consigliati a soggetti affetti dastitichezza. Oltre a nutrire e rinfrescare l'apparato gastrointestinale, svolgono una buona azionediuretica. Per il contenuto di vitamina A, proteine e potassio sono raccomandati nelle malattie cardiache. E' molto ricco di fibra alimentare. Rispetto ai fagioli freschi e secchi ha una minore quantità di proteine.
Il fagiolino sarebbe, dunque, da considerare un ortaggio piuttosto che un legume.
ConservazioneIn frigorifero chiuderli in un sacchetto di plastica per alimenti, e conservare per 3-4 giorni; se freschissimi resistono fino ad un massimo di 7 giorni.
Dopo essere stati puliti, possono essere sbollentati per 2 minuti circa e surgelati; in questo modo possono essere conservati fino ad 1 anno.
ControindicazioniContengono un enzima che disturba la digestione, è consigliabile quindi non consumarli crudi, anche perchè risulterebbero poco gustosi. I semi di fagiolo crudi e anche i frutti acerbi sono spesso causa di avvelenamenti nei bambini.
CeliachiaNon contengono glutine se consumati tal quali.
(Dato fornito da AIC: Associazione italiana Celiachia).
Anche detto...Bobi, Boby, Bobis, Cornetto o Tegolino a seconda delle regioni italiane.
Ricette
consigliate
Trofie al pesto con fagiolini e patate.
Fagiolini al pomodoro






Fagiuolini e zucchine alla sauté

Ricetta n° 379 tratta da: "La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene" di Pellegrino Artusi.

«Questi erbaggi così cucinati servono per lo più di contorno. ora la così detta cucina fine ha ridotto l'uso dei condimenti a una grande semplicità. Sarà più igienica, se vogliamo, e lo stomaco si sentirà più leggiero; ma il gusto ne scapita alquanto e viene a mancare quel certo stimolo che a molte persone è necessario per eccitare la digestione. Qui siamo in questo caso. Se trattasi di fagiuolini lessateli a metà, se di zucchini lasciateli crudi tagliati a spicchi o a tocchetti, metteteli a soffriggere nel burro quando questo, bollendo, avrà preso il color nocciuola. Per condimento mettete soltanto sale e pepe in poca quantità. Se dopo cotti in questa maniera vi aggiungerete un poco di sugo di carne oppure un poco della salsa di pomodoro n. 125 non sarete più nelle regole della cucina forestiera o moderna; ma sentirete, a mio parere, un gusto migliore e lo stomaco resterà più soddisfatto. Se il sugo di carne o la salsa di pomodoro vi mancano, spolverizzateli almeno di parmigiano quando li ritirate dal fuoco.» 














Fagiuolini in salsa d'uovo

Ricetta n° 380 tratta da: "La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene" diPellegrino Artusi.

«Prendete grammi 300 circa di fagiuolini in erba, togliete loro le due punte e il filo e poi, come dicono i cuochi in gergo francioso, imbianchiteli, cioè date loro mezza cottura in acqua alquanto salata. Levateli asciutti, tagliateli in tre pezzi e tirateli a sapore col burro, sale e pepe. Frullate in un pentolo un rosso d'uovo con un cucchiaino di farina e il sugo di un quarto di limone, allungate il miscuglio con un ramaiuolo di brodo ghiaccio digrassato e ponete questo liquido al fuoco in una cazzarolina girando sempre il mestolo e quando, per la cottura, sarà divenuto come una crema scorrevole, versatelo sui fagiuolini: tenete questi ancora un poco sul fuoco perché la salsa s'incorpori e serviteli per contorno al lesso. Per far prendere ai fagiuolini e agli zucchini un bel verde, gettate nell'acqua, quando bolle, oltre al sale, un cucchiaino di soda.» 


Fagiuolini colla balsamella

Ricetta n° 381 tratta da: "La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene" di Pellegrino Artusi.

«Lessate i fagiuolini in modo che (mediante un cucchiaino di soda) restino ben verdi. Poi soffriggeteli nel burro, ma leggermente onde non perdano il bel colore e conditeli con sale e pepe. Versateci sopra una balsamella scorrevole, ma non troppo copiosa, fatta con panna, burro e farina, e mandateli in tavola con un contorno di pane fritto tagliato a mandorle. Possono servire per tramesso in un pranzo.»



Fagiolini con l'odore di vainiglia

Ricetta n° 382 tratta da: "La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene" di Pel

legrino Artusi.

«Ponete i fagiuolini in molle nell'acqua fresca e se sono teneri metteteli crudi e interi, senza sgrondarli troppo, in umido, nel seguente modo. Fate un soffritto con olio, uno scalogno, prezzemolo, carota e sedano, il tutto tritato fine. Invece dello scalogno può servire la cipolla novellina o la cipolla comune. Conditelo con sale e pepe e quando avrà preso colore, allungatelo con brodo o passatelo spremendolo bene. A questo sugo passato, aggiungete sugo di pomodoro e nel medesimo gettate i fagiuolini per cuocerli; prima di levarli aggraziateli con due cucchiaini di zucchero vanigliato e se questo odore non piace, sostituite la nepitella.» 


Fagiuolini dall'occhio
in erba all'aretina

Ricetta n° 383 tratta da: "La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene" di Pellegrino Artusi.

«Spuntateli alle due estremità e tagliateli in tre parti. Metteteli in una cazzaruola con due spicchi d'aglio interi, sugo di pomodoro crudo e con tant'acqua diaccia che li ricopra. Conditeli con olio, sale e pepe; poi metteteli al fuoco e fateli bollire adagio fino a cottura completa avvertendo che vi resti alquanto sugo ristretto per renderli più gradevoli. Possono servire come piatto di tramesso o di contorno al lesso.» 



Fagiuoli a guisa d'uccellini

Ricetta n° 384 tratta da: "La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene" di Pellegrino Artusi.

«Nelle trattorie di Firenze ho sentito chiamare fagiuoli all'uccelletto i fagiuoli sgranati cucinati così: Cuoceteli prima nell'acqua e levateli asciutti. Mettete un tegame al fuoco con l'olio in proporzione e diverse foglie di salvia; quando l'olio grilletta forte buttate giù i fagiuoli e conditeli con sale e pepe. Fateli soffriggere tanto che tirino l'unto e di quando in quando scuotete il vaso per mescolarli; poi versate sui medesimi un poco di sugo semplice di pomodoro e allorché questo si sarà incorporato, levateli. Anche i fagiuoli secchi di buccia fine possono servire al caso dopo lessati. Questi fagiuoli si prestano molto bene per contorno al lesso, se non si vogliono mangiar da soli.»

Fagiuoli sgranati per contorno
al lesso

Ricetta n° 385 tratta da: "La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene" di Pellegrino Artusi.

«Fagiuoli sgranati, grammi 300. Carnesecca intera, grammi 30. Acqua, decilitri 2. Olio, cucchiaiate 4. Una ciocchettina di 4 o 5 foglie di salvia. Sale e pepe bianco. Mettete al fuoco i fagiuoli con tutti gl'ingredienti suddetti, fateli bollire adagio e scuoteteli spesso. Levate la salvia e la carnesecca e serviteli. È un contorno che potrà bastare per quattro persone.»

Sformato di fagiuolini

Ricetta n° 386 tratta da: "La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene" di Pellegrino Artusi.

«Prendete grammi 500 di fagiuolini ben teneri e levate loro le punte e il filo se l'hanno. Gettateli nell'acqua bollente con un pizzico di sale ed appena avranno ripreso il bollore levateli asciutti e buttateli nell'acqua fresca. Se avete sugo di carne tirateli a sapore con questo e col burro, se no fate un soffritto con un quarto di cipolla, alcune foglie di prezzemolo, un pezzo di sedano e olio, e quando la cipolla avrà preso colore, buttate giù i fagiuolini condendoli con sale e pepe e tirandoli a cottura con un po’ d'acqua, se occorre. Preparate una balsamella con grammi 30 di burro, una cucchiaiata scarsa di farina e due decilitri di latte. Con questa, con un pugno di parmigiano grattato e con quattro uova frullate, legate i detti fagiuolini, già diacciati, mescolate e versate il composto in uno stampo liscio, imburrato prima e il cui fondo sia coperto di un foglio. Cuocetelo al fuoco o a bagno-maria e servitelo caldo.»























Guinness

Nel post di approfondimento della birra (qui) sono elencate varie tipologie. Iniziamo con una delle più famose: 
Guinness.jpg
Tipo di BirraStout
NazioneBandiera dell'Irlanda IrlandaDublino
Gradazione alcolica4.2% vol.
Gustoamaro e corposo
Colorescuro
Tipo difermentazionealta
Temperatura di servizio6 °C
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera:
La Guinness è una famosa birra di tipo stout o di tipo porter prodotta dalla Arthur Guinness Son & Co., una fabbrica di birra irlandese fondata aDublino nel 1759 da Arthur Guinness nella celebre St. James's Gate Brewery.
La birra si presenta scura, quasi nera, ma il colore vero è molto simile al rosso rubino (è possibile notarlo guardandola controluce). La schiuma è chiara o bianca, molto compatta. Il gusto è decisamente amarognolo, corposo e facilmente riconoscibile.
Prodotta con acquaorzo maltatoorzo non maltato tostato, luppolo e lievito, prende il colore e il sapore tipico da un particolare procedimento di tostatura e cottura dell'orzo. La birra inoltre è pastorizzata e filtrata, per un procedimento di produzione e fermentazione che dura circa 10 giorni.
L'acqua utilizzata proviene da Lady's Well situata nelle Wicklow Mountains. In Italia, soltanto i distributori ufficiali Guinness servono alla spina la varietà prodotta con quest'acqua, mentre la maggior parte degli altri locali importano una varietà prodotta con acqua di origine per lo più olandese. La differenza tra le due varietà emerge soprattutto nella corposità della birra e nella cremosità della schiuma, maggiori in quella prodotta con l'acqua irlandese.
Altra caratteristica fondamentale è che tale birra è spillata tramite carbo-azoto anziché in anidride carbonica: l'azoto non si disperde nel liquido, rendendo la Guinness una birra "ferma", con meno bollicine e creando la caratteristica schiuma compatta.
È servita nel tipico bicchiere dal design a campana rovesciata, da una o mezza pinta.
È venduta anche in lattine, acquistabili nei supermercati. Le lattine contengono una piccola sfera di materiale plastico che consente la formazione del cappello di schiuma al momento del riempimento del bicchiere, come avverrebbe se fosse spillata da una spina. Si può trovare un meccanismo analogo anche nelle bottiglie, dove invece di esserci una sfera, è contenuto un piccolo oggetto a forma di "razzetto" con delle piccole eliche ai lati, in modo tale che la birra, fuoriuscendo dal collo della bottiglia, lo faccia roteare leggermente permettendo la formazione della classica schiuma corposa.

Storia 

Ritratto di Arthur Guinness, birraio che creò la Guinness nel 1759
Arthur Guinness ha incominciato a produrre birra a Leixlip per poi trasferirsi alla celebre St. James's Gate Brewery, a Dublino nel 1759. Tale sito era abbandonato ed affittato a Arthur Guinness per 45 sterline all'anno per un contratto lungo 9000 anni [1]. Per quanto la Guinness sia la birra nera per eccellenza e quantomeno la più conosciuta, il particolare procedimento stout di tostatura non fu inventato da Arthur Guinness, ma è risalente ad almeno 50 anni prima della sua nascita. Il nome Guinness dei primati deriva dalle "Birrerie Guinness" di cui sir Hugh Beaver, inventore del celebre libro, era amministratore delegato; da molti anni il libro e l'industria non sono più associati, tuttavia i nuovi editori hanno deciso di mantenere il nome per mantenere i legami col passato, mentre le birrerie non hanno protestato perché lo hanno visto come un modo vantaggioso di farsi pubblicità senza essere sponsor del libro.

Varianti 


Guinnes da Bar
Per incontrare il gradimento mondiale di tale birra, nel tempo furono create parecchie varianti sia inerenti alla gradazione alcolica sia al tipo di contenitore utilizzato: attualmente la Guinness è distribuita in bottiglia, lattina, fusto domestico o da bar e venduta praticamente in tutto il mondo con gradazioni alcoliche differenti e gusti più o meno amarognoli.

Pubblicità 

Facciata esterna della St. James's Gate Brewery, casa della Guinness
La Guinness deve gran parte della sua fama ad una serie di pubblicità create da John Gilroy tra il 1930e il 1940: celebri sono le campagne con gli animali (tucanoleonestruzzo) entrate direttamente nell'iconografia e nella storia della pubblicità, tuttora riconoscibili e utilizzati da gran parte del merchandising della casa irlandese, diventando paradossalmente più famosi del logotipo stesso (un'arpa - in questo caso speculare -, simbolo dell'Irlanda e del Trinity College di Dublino). I vari motti come ad esempio "Lovely Day for a Guinness" o "Guinness is Good For You" che accompagnavano queste pubblicità sono anch'essi entrati nella creazione del mito Guinness. Attualmente gran parte del business è dovuto al licensing e alla vendita di vestiti ed accessori raffiguranti il logotipo della Guinness o delle varie campagne pubblicitarie di John Gilroy. Nel XIX secolo iniziò la campagna pubblicitaria più lunga della sua storia. Essa comportava il gettare delle bottiglie sigillate contenenti documenti nell'Oceano Atlantico. Delle bottiglie si ritrovano ancora oggi nel Texas e nei Paesi dell'America Centrale e Meridionale.

Note 

  1. ^ Profilo e storia della Guinness dal sito della Diageo. URL consultato il 13 febbraio 2009.
  2. ^ La Storia Del Guinness World RecordsGuinness dei primati. URL consultato il 19 maggio 2009.


aprile 17, 2012

Orto verticale? Si può.

Era da tempo che mi frullava in mente l'idea di ritagliarmi un angolo di terrazzo per un giardino verticale, o meglio, per un orto che si sviluppasse in altezza. Avevo visto online tutto un mondo che si preparava a coltivarsi in proprio verdure e ortaggi freschi privi di velenosi additivi chimici. Ho pensato che al sesto piano, con 75 mtq di terrazzo, avrei potuto, anche io, realizzare questo sogno e sperimentare questo progetto che dà molte soddisfazioni, riduce la depressione, oltre che essere un hobby altamente rilassante. Non sapevo come fare.
Dai primi di marzo ho iniziato a comprare al mercato coperto dei contadini di Porta Palazzo di Torino delle piantine di insalata mista (lattuga, da taglio, romana...) a 10 x 1 euro. Le ho piantate alla base degli ulivi, nei cassettoni rettangolari che li ospitano, tra giovani alberi di pesco, ciliegio, albicocco, susino e nespolo.
Un giorno la notizia sconvolgente: il mio collega Gigi aveva sottratto dai rifiuti del supermercato del bricolage "Self" una fiorirera verticale, un espositore di piantine, in legno. Mi ha mostrato la foto. Era quello che desideravo. Mi aveva detto che ce n'erano altre due. Ma erano già sparite dalla circolazione. Non so perché, ma dopo due settimane se ne voleva disfare. La moglie non aveva gradito il catafalco sul balcone né, tanto meno, nel garage. Decide di regalarmelo!
Ho accettato; tuttavia è stato un lavorone, ancora "in progress", da perderci energie inaspettate. Non ci stava nell'ascensore: 6 piani a piedi. Buchi col trapano per contrastare il ristagno d'acqua, flatting nelle cassettiere per impermeabilizzare il legno ed evitare fenomeni di marcescenza indesiderati, rivestiture in plastica per schermare. Entusiasmo subito frenato da due settimane di pioggia battente che, vogliamo sperare di no, mi hanno rovinato parte di vegetazione.
Appena avrò completato, documenterò con foto il risultato. Per ora carico l'immagine della struttura ancora grezza e di una piantina con già due pomodori che fanno capolino, pronta per essere trapiantata!
A chilometro zero, biologico. Il pomodoro è rivoluzionario, l'orto è reazionario!



aprile 13, 2012

Latte Attack

Per i derivati del caffé espresso, dopo aver parlato di cappuccini, marocchini e mocaccini, ci rimangono ancora il "Latte macchiato" e il "Caffé shakerato".
Il latte macchiato si prepara facendo montare il latte, renderlo molto schiumoso e mantecato, versarlo nel tumbler medio, su sottotazza e cucchiaio lungo (mixing spoon). Preparare un espresso in un bricchetto e versare il contenuto sul latte, molto lentamente, in maniera da creare degli strati di differenti sfumature.




aprile 12, 2012

Diario di un ex obeso (parte ottava)

Dopo aver perso 34 chili, grazie soprattutto alla Dieta a Zona del dottor Barry Sears e alla mia  totale abnegazione alla palestra, del tutto inedita in 40 anni di vita a dire il vero, è giunto il momento di cambiare. (Qui la vecchia dieta).
Ho assunto un quantitativo elevato di proteine animali, anche in polvere (caseina), per integrare la colazione. A tal proposito consiglio un film-documentario, già postato in precedenza (qui) in cui, tra i tanti argomenti, si parla degli effetti negativi proprio delle proteine del latte vaccino sull'organismo.
Dio solo sa quanto tonno, salmone, bresaola, pollo e tacchino, hamburger di vitello (ottimo film sulle malattie trasmesse dalla carne all'uomo e sugli effetti devastanti della più grande catena di fastfood statunitense è "FOOD INC.", da vedere cliccando qui), pillole di omega3 ho ingerito per portare a termine il mio obiettivo, ottenendo, lo ammetto, risultati soddisfacenti.
Purtroppo qualche effetto indesiderato c'è stato: aver perso la mongolfiera che avevo al posto dell'addome ha comportato alcuni inestetismi della pelle, in tensione per moltissimi anni e, perciò, si è eccessivamente rilassata.
Il grasso addominale, per quanto tutti si affrettino a farmi i complimenti e, sbalorditi, esclamino "Adesso però basta, fermati, hai raggiunto il peso-forma, hai una linea invidiabile, puoi passare al mantenimento, ecc...", del giro-vita (i famosi "6 pack"), sembra impossibile da debellare. Come sempre lo mostra, implacabile, lo specchio. Nessun altro ha l'ultima parola. Non escludo che i muscoli addominali si siano eccessivamente e irrimediabilmente rilassati tanto da dover ricorrere ad un'operazione chirurgica di addomino-plastica tipo "ultima spiaggia", come ho visto di recente nel programma culto "Malattie imbarazzanti XXL" su Realtime. Prima di arrivare a questo estremo passo voglio provare ancora; come si dice: "Abbiamo fatto 30, facciamo 31!". Un personal trainer della palestra mi ha consolato dicedomi che quella parte si sarebbe asciugata, prima o poi. Continuo a sfondarmi di esercizi addominali. Per ora, invano.
Provo, con un cambio drastico di dieta, ad abbassare o elimare tutti i grassi negativi (saturi) dai pasti e lasciare solo quelli benefici.
Ho messo a punto, con le nozioni alimentaristiche desunte, da autodidatta, dal regime di Sears, una dieta a Zona in "chiave Vegana". Aspettando che il biologo statunitense ne scriva uno di suo pugno, peraltro ne ha già pubblicato uno dal titolo "In Zona con la soia".
Staremo a vedere se, nel giro di qualche mese, otterrò risultati positivi.
Di seguito la tabella, molto semplificata per permettere a tutti di capire rapidamente di cosa si tratta, che va ovviamente spiegata e chiarita con dovizia di particolari, inseriti subito dopo la foto.
- Punto di partenza è quello di non annoiarsi; dunque i pasti possono essere intervallati a piacimento e spostati, senza neppure seguire l'ordine giornaliero, come se fossero le tessere di un puzzle. Spuntino con spuntino, pasto principale con pasto principale. L'importante è seguire un criterio mentale di associazione dei macronutrienti sempre in percentuale "40-30-30".
- Le proteine (la cui assunzione è importantissima per chi svolge un'attività sportiva anche blanda: corsa, tapis roulant, lunghe passeggiate...) sono tutte vegetali: dalla soia ai lupini, dal seitan ai prodotti "Muscolo di grano", al tofu. Scegliere sempre cibi con un predominate quantitativo di proteine.
- Il latte di soia (preferire sempre quello con maggior percentuale di proteine e minore di carboidrati, esempio quello della linea "BioBenessere" a marchio Coop) può essere intervallato con altri: Avena, Mandorla, Riso...Qualche volta si può variare con il latte vaccino parzialmente scremato: l'ho messo di domenica, nella giornata dedicata ai piacevoli errori!
- Ci sono molti prodotti "Muscolo di grano", io ho assaggiato l'intera gamma. Vanno tutti bene. Ne consiglio subito 3 che per l'aspetto e il gusto soddisfano quel senso di unto al quale tutto il genere umano è attratto: Salamella, Soppressata calabra, Anduia. Si trovano nei negozi biologici, anche se in realtà determinate preparazioni sono difficili da reperire e costano intorno ai 2,60/2,75 100 gr di prodotto. Comprare tutto online, direttamente dal produttore, fa risparmiare 0,60 centesimi: scusate se è poco!
Il "Muscolo di grano" è una preparazione (cercate online e su youtube) a base di una combinazione Seitan+ farina di lenticchie che ricrea gli amminoacidi essenziali presenti nelle proteine animali. Anche la consistenza e le venature ricordano la carne e questo aiuta, per i carnivori incalliti, a dimenticarsela per un periodo. E' un prodotto molto comodo, sottovuoto, può essere trasportato con facilità, ecc. Volendo si possono mangiare legumi con cereali ed ottenere più o meno il giusto quantitativo di proteine necessarie. Per me è troppo complicato. Con questo alimento, sono sicuro di assumere 21,50 gr di proteine ogni 100 gr.
- Quando si sceglie il Seitan Burger per il pasto principale, ricordarsi di mangiare una manciata di lupini (50g) in modo da formare gli amminoacidi essenziali.
- La scheda è volutamente semplice: si possono intervallare i carboidrati che si desiderano, con lo stesso criterio della Zona: tutta la verdura, bollita o cruda (mai fritta o rosolata in olio), ortaggi e frutta, evitando patate, carote, mais, zucca. I cereali sono banditi. Zero: pane, pasta e riso. Cliccando qui questa tabella dell'indice glicemico degli alimenti ci aiuterà, facendo la spesa, a dirigere la nostra attenzione verso quei cibi a basso indice, sotto i 70 direi...
- Se piace, a pranzo, comunque prima della palestra, ci si può cucinare un piatto di pasta (50gr.) e legumi, lenticchie, ceci, fagioli (in maggioranza 100 gr).
- Si intende per "Panino" un pane integrale, ai 5 cereali o di segale. Chi mi segue sa che sarebbe meglio farselo da sé in casa con farina di farro monococco integrale, semi di lino, di girasole e di sesamo usando come agente lievitante la "Madre".
- Il panino (e eventuali altri cereali) sarebbe comunque preferibile mangiarlo PRIMA dell'attività fisica.
- Ricordarsi che se si mangia il panino non si deve toccare la frutta. Se si sorseggia un bicchiere di vino non si deve mangiare il pane o la frutta. Non si può unire al pasto, quando si è obesi, frutta, pane e vino. L'eccesso di carboidrati è deleterio, questo ormai lo sanno pure i muri.
- Per quanto io tenda a non farlo sovente, c'è la possibilità, per i primi tempi, di effettuare un pasto-sgarro. Eventualmente potremmo scegliere la domenica a cena, come appuntamento fisso in cui mangiare tutto quello che più ci aggrada. Per ripartire il giorno dopo ancora con più carica e motivazione.
- Può capitare di sgarrare in settimana (pranzo di lavoro o altro), in questo caso dite pure addio alla cena-sgarro domenicale. Un eccesso alla settimana è più che sufficiente nelle nostre condizioni.
- Le verdure e le insalate vanno condite con olio extravergine d'oliva intervallato con olio di lino o canapa (ricchi di omega 3 e 6), senza eccedere. Un cucchiaio è la norma. In aggiunta qualche goccia di aceto balsamico. Il sale scordatevelo. Esiste però un aromatizzante fenomenale di cui ho ampiamente già discusso, il "Lievito alimentare secco in scaglie", ricco di proteine e vitamine, non attivo, quindi non gonfia da usare come insaporitore alternativo al cloruro di sodio. Mescolando il tutto si forma una cremina eccezionale, soprattutto nei fagiolini al vapore e pomodori.
- I dolcificanti da usare per la colazione del mattino o eventuali caffé o bevande durante la giornata sono: il TIC (ciclammato di sodio) e lo sciroppo d'agave (lo trovate scuro tipo caramello, produzione biologica alla "Biobottega).
- Si evince che il calcolo calorico (come per la Zona) non è di fondamentale importanza. E' naturalmente molto basso e diametralmente opposto ad abitudini sballate e malsane, cioè se fino a ieri si è mangiato kebab, pizza, pasta, hamburger, patatine fritte e coca-cola a litri.
Se si ha fame si possono aumentare le dosi, preferendo sempre le proteine che, in più, saziano e tolgono appetito a lungo andare e, in qualche modo, ci disintossicano il cervello dal consumo spasmodico e smodato di carboidrati responsabile dell'adipe. Insomma, sperimentare gli effetti sul corpo, correggere eventuali abitudini sbagliate per vedere le reazioni del proprio organismo giorno per giorno.
- Non ho segnato le bevande perché, è chiaro, che l'unica ammessa, anche in enormi quantità è l'acqua naturale.
NB: Se qualcuno vorrà seguire la dieta dovrà farlo solo perché estremamente in sovrappeso e motivato, sempre sotto il controllo di un medico specializzato e, comunque per un periodo limitato di uno o due mesi.
Scusate la schiettezza, ma bisogna andare al sodo, senza tanti giri di parole. Prima si fa, meglio è. Il percorso è lungo e lentissimo. Alcune nozioni che ho riportato potranno sembrare davvero banali ad alcuni. Mi rendo conto, anche dalle domande che mi vengono sottoposte, che per i più disinformati non è così. Ecco il perché di una tabella all'apparenza monotona. Meglio andare sui cibi sicuri e ripeterli. Scegliere quelli che più ci piacciono. Io ho, ad esempio, scoperto i fagiolini durante la dieta: mai mangiati prima in vita mia! Adesso vivrei solo di quelli. Se a voi piacciono, che so, gli spinaci, allora mangiate spesso gli spinaci, e via dicendo. Andiamo incontro agli alimenti che ci piacciono maggiormente e scopriamone altri. Sempre rispettando l'immancabile diktat che è "Diversificare"!

aprile 11, 2012

Prove per un concorso





Hamburger Deluxe:
Carne di Fassone e crema al
Castelmagno, goffres di patate, riduzione di aceto balsamico, germogli, pomodorini e insalatine miste.
By Alessandro Ricci

Gabbiani a Torino

CE LO ASPETTAVAMO come una cosa scontata. Ma quando ci siamo accertati effettivamente dell'evento è stata comunque una gradita e meravigliosa sorpresa: la nidificazione del Gabbiano reale a Torino, in città.

Il principale habitat di riproduzione del Gabbiano reale è sempre stata la scogliera marina, dove risiede l'80% della popolazione nidificante in Italia (1993).

La riproduzione nei centri urbani è iniziata a Roma nel 1971 e successivamente a Cremona, Genova, Sanremo (IM), Venezia, Trieste, Livorno, Napoli, Cagliari. Quasi tutte città di mare con alcune incursioni nell'interno della penisola.

E' molto probabile che la nidificazione sui tetti sia dovuta alla saturazione delle colonie nei siti naturali ed alla facilità nel procacciarsi il cibo (la dieta è onnivora: animali sia morti che vivi, vegetali, rifiuti, scarti).

Nello specifico, l'uovo di Bingo (così è stato chiamato il piccolo, per il fatto di essere nato su una struttura che ospitava una sala Bingo ora abbandonata) è stato deposto a fine aprile; attorno al 21 maggio 2007 il giovane ha cominciato a dare segni della propria presenza (25-27 girni d'incubazione) e si è involato alla fine di giugno.

Ricordo solo che, oltre al Gabbiano reale, a Torino sono presenti Gabbiani comuni, Zafferani, Gabbiani reali nordici, Mugnaiacci, Gabbianelli e anche Gabbiani reali pontici (da Torino Birdwatching www.birdguide.it/nodotorino/)