febbraio 24, 2012

E' arrivata la Salamella!

Dopo più di 15 giorni di attesa, oggi è arrivato il carico da Cosenza di "Salamella" della Muscolo di Grano. Ne sono arrivati 60 confezioni, ma non andate alla Biobottega perché le abbiamo comprate tutte, fifty-fifty, io e il mio amico Giuseppe, anche lui convertito, temporaneamente, alla religione vegana. Non ce ne sono più, fino al prossima spedizione, ma ci siamo fatti la scorta. Tanto più che il mio amico, lunedì ne prenderà altre 20 alla Biobottega di Asti.
Finisce un periodo di passione che mi ha visto obbligato, per reperire proteine magre, seppure dannose, a mangiare pollame vario (pieno di estrogeni), bresaola (eccessivo sodio), tonno (troppo mercurio), salmone affumicato (tra cui il benzo(a)pirene. Da Wikipedia: "Rischi per la salute: Tuttora ci si interroga se il processo di affumicatura può essere rischioso per la salute. Ad oggi è stato comunque provato che alcune nitrosammine e idrocarburi policiclici aromatici possono avere effetti cancerogeni. Ma il rischio è presente solo nel caso di consumo costante di cibi affumicati").
Proprio oggi, venerdì Santo, che ci si deve astenere da carne e pesce, è arrivata, grazie a Dio, la merce.
Da 2,75 euro, prezzo imposto, con un 5% di sconto siamo arrivati a pagare la busta 2,61!
Ho già avuto modo di tessere gli elogi della Salamella, un gusto eccezionale, leggemente piccante, è sicuramente il prodotto della linea "Muscolo di Grano" che preferisco. Rispetto al normale seitan (proteine della farina, cioè il glutine) che bisogna accompagnarlo con un pugnetto di lupini o un cubetto di parmigiano (affinché si possano sintetizzare tutti gli amminoacidi essenziali, così avevo letto da qualche parte...), la Salamella è già un affettato di seitan completo, perché nell'impasto c'è farina di soia e lenticchie.
Le foto sono esplicative di tutti i valori nutrizionali, in maniera che, facendo le dovute proporzioni, con un po' di verdura o insalata condita, un cucchiaino d'olio extravergine e un frutto, possiate comodamente rimanere in Zona, anche in maniera vegana.






febbraio 23, 2012

Paciok 2012 - III Edizione

Stamane si è tenuta,  presso la "Regione Piemonte", la premiazione del concorso "PaCiok" nelle specialità "Cioccolateria", "Gelateria", "Panificazione" e "Pasticceria". L'istituto Giolitti, nella classe IV A tsr, ha ottenuto ben 5 riconoscimenti: Antonio Matrella, 3° classificato ex aequo, nella sezione Panificazione; Rosalia Caruatanta ex aequo con Simone Picariello, 3° classificati nella sezione Gelateria; sempre nella stessa sezione, al secondo posto si piazza Julian Cadar. Vince il primo premio di 500 euro + targa + abbonamento annuale al mensile "Pasticceria internazionale" ed uno stage formativo in aziende del torinese Alberto Truffo. Al mio collega prof. Ricci una targa come miglior insegnante/formatore per aver avuto il maggior numero di studenti premiati.
La kermesse, egregiamente organizzata, così come l'intero concorso, è stata sfortunatamente compromessa dall'intervento di due panificatori (in giuria) che, approfittando della parola data loro dalla presidentessa, hanno in maniera indecorosa insultato tutti i partecipanti (per la maggior parte allievi di 16 anni...) sfogando, in una sede non consona, le loro frustrazioni con una presunzione e saccenza senza limiti. Due mine vaganti, a dire il vero, uno più dell'altro, di cui fortunatamente ignoravo (e ancora ignoro) il nome, hanno demoralizzato in modo immaturo (e con un linguaggio basso farcito di turpiloquio) dei ragazzini, cassando completamente il loro operato e non assegnando addirittura il primo premio, andando, per di più, in controtendenza con le giurie delle altre sezioni che invece hanno dimostrato la serietà necessaria che la manifestazione richiedeva.
Se questo è il mondo della panetteria moderna, evviva la baguette surgelata del supermercato!


(feat. Davide Toniolo)

febbraio 21, 2012

Lupini e Champagne

Un abbinamento insolito, incoerente? "Questo matrimonio non s'ha da fare, né domani, né mai"? Allora lo faccio io.
Lo Champagne non proprio "In Zona", considerato carboidrato puro, solo zucchero, quasi come mangiare pane o pasta, mentre il lupino sì, è un alimento fortemente inseribile nel regime dietetico messo a punto dal dottor Sears nel 1995.
Non se ne parla ancora molto, è poco conosciuto. E il motivo mi sfugge. Eppure il biochimico americano ha pubblicato "In Zona con la soia", un libro che modella il sistema alimentare del nutrizionista statunitense alle esigenze di chi, per vari motivi, voglia fare a meno nei propri pasti degli animali morti, carne o pesce che sia.
I lupini sono praticamente simili alla soia: appartenenti alla famiglia delle leguminose, sono ricchissimi di proteine (vedi foto), un quantitativo dimezzato di glucidi 7,1 e irrisorio di lipidi (comunque sono grassi vegetali, dunque non particolarmente negativi): 2,4. Sono molto digeribili e, in più, aiutano a prevenire diabete e cancro al colon. Secondo sono alcuni studi italiani e internazionali condotti all'interno del progetto europeo Healthy-Profood il consumo di lupini svolgerebbe un'azione importante nel ridurre i livelli di colesterolo e nel prevenire ipertensione e diabete.
Dopo un periodo lungo di oblio, ora sembra che stia vivendo una rinovellata, seppur tiepida, fama. Un tempo venivano acquistati durante le fiere di paese o al Luna Park e sgranocchiati passeggiando al posto dei pop corn o di altre leccornie come liquirizie, caramelle, croccanti di arachidi o nocciole.
Oggi si possono trovare in salamoia al supermercato, sulla confezione è riportata la dicitura "ammollati". Bisogna ricordarsi di sciacquarli più volte per eliminare il cloruro di sodio aggiunto che potrebbe provocare problemi di ritenzione idrica, ed è comunque un condimento di cui, come lo zucchero, non si dovrebbe abusare.
E' da un po' di tempo che negozi, come la Biobottega, nel banco-frigo insieme ai prodotti vegani ad alto contenuto proteico come il tofu, il seitan e la linea "Muscolo di grano" hanno affiancato le bistecche di lupino, sostitute della carne in tutto e per tutto. Hanno un gusto gradevole e delicato, anche se, forse per il loro ancora troppo timido smercio, risultano ancora troppo cari.. Il lupino dalle multisfaccettate possibilità e non più solo come snack da passeggio. E' preferibile continuare a mangiarli singolarmente, uno ad uno, come si faceva un tempo, con le modalità che ho appena citato, anche come ottimo spuntino "In Zona" con un frutto piccolo e magari due mandorle. Una confezione da 500/600 gr costa intorno ai 2 euro, centesimo più, centesimo meno. Sono sempre stati considerati il cibo dei poveri e ancora oggi ci si può adeguare, in tempo di crisi...La scorsa estate, in Spagna, ho visto sugli scaffali del supermercato dei barattoloni in vetro di lupini, a conferma che in quella nazione il consumo di questo legume è in netta crescita.
Uno sgarro ogni tanto, me li fa amare ancora di più con una bel calice di Mumm "Cordon Rouge" (in foto), di sicuro uno delle mie "Basi" preferite con il "Carte Jaune" di Veuve e il Taittinger. Ho capito che non mi piace il "Moët - Brut Impérial", troppo simile al "Piper" (eccessivamente marsalato per i miei gusti) che lo preferisco di sicuro nella versione "Réserve Imperiale", quella col bollino blu.
Ritornando al nostro amato ed utilissimo lupino, dopo alcuni approfondimenti in rete, ho visto che era considerato il cibo dei gladiatori. Petronio li cita insieme ai ceci come contorno nel "Satyricon (Cena di Trimalcione)".
E' privo di glutine e i prodotti come yogurt, gelato e simili sono adatti per chi è intollerante al latte di vacca.

http://it.wikipedia.org/wiki/Lupinus_albus

http://www.lupino.it/

http://www.adnkronos.com/IGN/Altro/?id=3.1.36961412

http://www.universonline.it/_sessoesalute/salute/05_11_14_a.php