settembre 25, 2011

La mia dieta tipo





























In linea di massima la dieta è questa, attenzione alle grammature e alle dosi. È più che altro un esempio di come effettuare pasti in Zona. Protrebbero esserci delle imprecisioni e, soprattutto, bisogna calcolare il proprio quantitativo di cibo da ingerire giornalmente, tenendo conto del sesso, del peso, dell'attività fisica.
Per maggiore sicurezza, consiglio sempre, soprattutto all'inizio, di riferirsi al calcolatore online dei siti:

- http://diet.zone.massamagra.com/ZoneCalculator.htm

- http://www.optizone.it/fz/maildesigner.asp

settembre 19, 2011

Ci mancava solo questa!

Per la serie "tutto fa brodo" (quando si è disperati, si sa, ci si affida pure alle maghe e alle cartomanti...), mi sono infognato in un'altra inspiegabile fissa nutrizionistica, non so come, digitando su Google "Intolleranze alimentari+ gruppo sanguigno". Dopo aver perso 34 chili con la Dieta a Zona, ora suffragata pure da questi recenti studi che affermano il gruppo ZERO essere particolarmente adatto al regime del Dr. Sears o anche alla Atkins, alle "paleolitica" o alle "iperproteiche" in generale. Ecco perché la risposta del mio organismo alla rivoluzione alimentare messa in atto un anno fa è stata subitanea, rapida e precisa. Sembrerebbe, infatti, che gli appartenenti a questo gruppo, capostipite di tutti gli altri e più antico, abbiano il profilo dell'uomo primitivo, predatore, cacciatore ed atletico, il quale necessiterebbe soprattutto di proteine per sopravvivere e svolgere attività pesanti. In più questa fattispecie umana non dovrebbe sfiorare, neppure col pensiero, i cereali (predisposizione alla Celiachia) e i latticini! Iniziamo bene...
Forse le teorie descritte nel suo libro "Eat Right 4 Your Type", dal naturopata americano di origine italiana, il Dr. Peter D'Adamo, non sono ancora provate al 100%, lo studio è incompleto e non approvato totalmente in campo scientifico e sondaggistico, fatto sta che sono studi ammalianti e di grande interesse, soprattutto perché oggi è difficile non incappare in allergie o non fare i conti con le intolleranze alimentari, dovute spesso ad una manipolazione industriale dei cibi sempre più selvaggia che abbassa fortemente il livello della genuinità degli stessi.
I suoi detrattori lo criticano fortemente affermando che, in base a queste teorie, tra gli appartenenti al gruppo B (i quali potrebbero liberamente mangiare latte e prodotti caseari a volontà) non dovrebbero esserci allergici o intolleranti al latte. Invece non è così.
Quindi stasera ho fatto una spesa al supermercato, se vogliamo, anche abbastanza triste, visto che sembrava di non potermi permettere nulla, tenendo conto di cosa potessi o non potessi mangiare. Secondo queste ricerche chi, come me, ha il sangue appartenente al gruppo 0:

NON TOLLERA:
- Tutti i prodotti caseari e derivanti da frumento, ai quali il suo sistema digestivo non si è ancora completamente adattato.
Il maggior responsabile de suo aumento di peso è il glutine contenuto nel germe di grano e, più in generale, nei prodotti a base di frumento.
- Fagioli di Spagna, fagioli bianchi, lenticchie.
- Cavolfiore, cavolo bianco e rosso cavolini di Bruxelles, senape.
- Maiale, oca, salumi ed insaccati in genere.
- Aringhe in salamoia, polpo, caviale, salmone affumicato.
- Tutti i formaggi, compreso lo yogurt.
- Arachidi e pistacchi.
- Patate e melanzane.
- Mais.
- Arance, mandarini, fragole, noci di cocco, avocado.
- Pepe bianco e nero, aceto.
- Olio di arachide e mais


DA PREFERIRE:

- Alghe marine, pesci e frutti di mare, sale iodato perché contengono lo iodio per la funzionalità tiroidea.
- Verza, spinaci, broccoli.
- Carne rossa: manzo, vitello, agnello.
- Anatra, coniglio, pollo, quaglia, tacchino.
- Fiocchi di latte, formaggio di capra, latte e formaggi di soia, mozzarella.
- Semi e frutta secca.
- Ceci, fagiolini con l'occhio, cannellini, fagioli rossi, fave, piselli, fagiolini.
- Fegato perché contiene vitamina B che attiva il metabolismo.
- Prugne secche e fresche, fichi
- Prezzemolo, pepe di Cayenna, curry.

Questa è una prima lista che mi riprometto di approfondire. Per ora gli interrogativi che nascono spontanei sono due: perché la mozzarella si può mangiare? E come accidenti si cucinano le alghe??

settembre 08, 2011

Una cena tra amici (ovvero: come rovinare un'amicizia)

Al di la della mise en place, che nel contesto risulta ininfluente, forse è l'angolazione della foto (meglio la n. 2...?), tipo un carrello d'ospedale quando ti portano la pastina, la purea e la mela cotta in corsia, abbiamo organizzato un party spagnolo tra amici: "Io porto le olive all'ascolana!". "Ma sei scema?". Uno ha portato le acciughe al verde e un'altra i peperoni in bagna cauda. C'erano anche frittelle di gamberetti che sapevano di cinese in una maniera allucinante. Tutte le ricette arrivano da un libro di "tapas" spagnole, scritte da uno che, evidentemente in Spagna non era mai andato! Ma la domanda nasce spontanea: perché? Perché non una pizza?
Peró quando ci si vuole bene, cosa conta il cibo?


(Grazie a Fabrizio per il racconto e per le succose immagini)



Formaggi light? Sì, lallero!

Adesso qualcuno mi spieghi perché non esistono cibi light, nella fattispecie latticini magrissimi, nella patria della cucina. Ad agosto in Spagna, invece, compravo in un meraviglioso supermercato a metà strada tra il Lidl e l'Ipercoop, il "Mercadona", un formaggio fantastico chiamato "Queso de Burgos", che da noi è, ovviamente, introvabile. Neanche esiste un lontanissimo parente o un latticino che gli somigli. Non sto parlando di gusto, tanto più che non è questa la sede visto che parliamo di diete, ma di utilità. Ecco il Burgos, versione "Desnatado", così come riportava la tabella in etichetta, aveva una decina di proteine, una sciocchezza di carboidrati e, udite udite, 0,4 (se non addirittura 0, ma comunque una cifra irrilevante) di grassi! Era un formaggio fresco, simile al primosale (avete presente quanti grassi ha? Compreso il "Linea" della Osella...) col quale si poteva preparare una simil-caprese, o lo si poteva usare nell'insalata, fonte di protidi eccezionale, per di più ad un prezzo contenutissimo. Tra gli scaffali-frigo ci si imbatteva in una profusione di prodotti 0% di grassi. Tornato in Italia dalle vacanze ho dovuto amaramente constatare che qui non esiste niente del genere, pur girando tutti i più forniti ipermercati, anche se dovrò ancora battere i discount per avere un'idea generale, tranne che i fiocchetti di latte "Vivita" della Stuffer o lo yogurt greco "Total 0" di Fage. Siamo dopo la Spagna, non c'è dubbio, e non solo sui diritti civili.
Oggi ho, dunque, optato per la mozzarella light "Santa Lucia" di Galbani, con un livello di grassi contenuto di 9 gr su 100, poco, tenendo conto che la ricotta o il già citato primosale ne contengo oltre gli 11 gr, con la quale ho confezionato una caprese con pomodori ciliegia, basilico rosso e micron. All'insalata ho aggiunto anche un albume sodo. Due pere per finire. Se qualcuno avesse notizia del Burgos, che so! qualche gruppo di spagnoli a Torino per l'Erasmus, me lo faccia sapere...

settembre 02, 2011

Il lusso che ti puoi permettere

Non so cosa mi faccia perdere completamente la trebisonda davanti ad un'immagine patinata sprizzante lusso da tutti i pori cartacei di una rivista o cosa elabori la mia mente di fronte ad un packagine di classe, ovvero quando mi imbatto in una réclame di prodotti costosi, fatto sta che rimango sempre inebetito. Non so neanche se sia invidia verso un mondo che difficilmente si intersecherà mai con la mia vita, o attrazione/repulsione nei confronti di un sistema che reputo socialmente ingiusto: quelli che si possono permettere oggetti preziosi, indirettamente fanno male a quelli meno abbienti. Insomma, anche come formazione politica, non potrei elogiare la ricchezza, né esserne attratto. Quando si sogna però, specialmente ad occhi aperti, lo si fa rivolgendosi al bello e al raffinato; è gratis, dunque meglio puntare in alto. Io rimango incantato, senza parole, incapace anche di esprimere un giudizio critico davanti ad una confezione irresistibilmente chic. Penso che i creativi pubblicitari quando inventano una campagna di comunicazione lo facciano pensando a me riuscendo a toccare le corde più sensibili del mio desiderio edonistico. Già mi capitò col lancio promozionale del rosé di Dom Pérignon, quello con Eva Erzigova (foto in basso). Da stamattina non riesco a dimenticare il fascino che ho subito nel vedere le immagini del nuovo prodotto di casa Moët & Chandon, lo champagne "Ice Impérial" dopo averlo digitato su Google. Un full white accecante, con elementi nero/oro: calici griffati panciuti colorati di bianco ospitano cubetti di ghiaccio. La flûte ormai ha fatto il suo tempo ed è stata messa in pre-pensionamento. La bottiglia è smaltata di bianco, una coccarda nera a rievocare una cravatta messa sul collo, etichetta dorata con riflessi argentei.
In alcune foto lo sfondo è a bordo biscina o su isole tropicali, acqua cristallina, palme e cielo terso. Mi ha attratto ancor di più in questo momento di down post vacanze. Voglia di tornare fra il mare e le palme? Forse sì.
L'impatto è stato così dirompente che non ho notato la peculiarità di questo nuovo champagne: si beve on the rocks, a discapito del perlage, da assaporare sotto il sole di Saint-Tropez. Cosa, cosa, cosa? La Coca-Cola col baccalà? Che screanzato! Anatemi in tutte le parti del globo! E' un sacrilegio!!Eresia!!! Il papa non dice niente? Lui che ha sempre da dire su tutto e tutti... Ma siamo impazziti? E' un reato...Poi, mi sono rilassato, ho fatto mente locale e mi sono ricordato che già 20 anni fa, in un tour della Francia (gita delle superiori), visitando un'azienda di cognac, la "Camus", avevano provato a servirci il pregiato distillato di vino col ghiaccio, non è quindi una novità. Vogliono fare i moderni, rivolgersi alle nuove generazioni, innovarsi.
Visto che i giovani ultimamente amano le danze caraibiche e il Mojito, vai di lime e foglie di menta, a toute vitesse, a ballare, in pieno giorno, nelle spiagge di Copacabana! Il re dei vini declassato a volgarissimo cocktail? Ma anche no. Io continuo a bermi lo champagne freddissimo, ma senza ghiaccio. Merci.







settembre 01, 2011

Alla ricerca del peperone perduto



Per un motivo o per l'altro, non riesco quasi mai a partecipare alle fiere di paese che, principalmente d'estate, si svolgono nella nostra nazione. Mi giustifico dicendo che non ho tempo, invece, secondo me, la verità è che non lo so ordinare. Così anche quest'anno mi sono perso la 62° sagra del Peperone di Carmagnola che si tiene sempre verso la fine di agosto e i primi di settembre, cittadina che offre la sua consueta ospitalità, trasformandosi in un travolgente e variopinto spettacolo di mercati, concerti in piazza, laboratori enogastronomici, eventi artistici, percorsi culturali e spazi commerciali.
Rossi, gialli, verdi, i peperoni di Carmagnola sono ormai conosciuti in tutta Italia e vengono celebrati con dieci giorni di festa grande. Sono delle manifestazioni paesane che fanno sentire il sapore dell'aggregazione e della convivialità tra le persone, aspetto che nella grande città va sempre più perdendosi. Si riscoprono alimenti che stanno avendo, soprattutto in questi ultimi anni, una rinnovata popolarità, grazie anche alla filosofia Slow Food e ai suoi presidi, tipo Eataly al Lingotto di Torino (più una sede a New York). Sono prodotti chiamati spesso "a chilometro zero" e a Denominazione di Origine Protetta, l'equivalente della DOC per i vini o ad Indicazione Geografica Protetta: oltre al famoso ortaggio testé menzionato, se ne possono annoverare un'infinità, come la sagra del Tartufo bianco e del Fungo porcino di Alba, gli asparagi di Santena, il bue grasso di Carrù, tanto per rimanere in ambito regionale. Ma anche il pistacchio di Bronte o la mozzarella di bufala campana. E queste sono le più famose. Ce ne sono centinaia, in tutta Italia, sparsi in qualsiasi borgo, peraltro di altissimo interesse storico e artistico, visitabile e godibile durante l'escursione. La mia amica Mariangela mi ha parlato di una "via del vino" al confine tra la Toscana e l'Umbria che parte da Montepulciano, paesino di origine etrusca arrocato sulle dolci colline senesi. Quello di quest'estate, a detta della mia amica, si è rivelato essere un itinerario incantevole, alla scoperta di cantine che aprono all'assaggio, sovente gratuito, di vini rossi importanti e cibi deliziosi. Uno dei tantissimi percorsi che condensano molteplici peculiarità, l'enogastronomia, la storia e l'arte, completando e arricchendo il viaggio stesso. Mi ha portato in regalo una preziosa bottiglia di Vino Nobile di Montepulciano, DOCG: per la serie "se non vado a Montepulciano, Montepulciano viene da me!
Il mio amico Fabrizio invece mi ha donato alcuni peperoni di Carmagnola, da fotografare domani prima di mangiarli, crudi e alla griglia. Sono enormi, coloratissimi e dalle forme curiose: rotondeggianti, una sorta di zucca o grosso pomodorone, quadrato e oblungo tipo corno di bue. Insomma una delizia per gli occhi prima che per il palato.