gennaio 30, 2011

De Vilmont

Per la prima volta ho assaggiato questo Champagne che la mia amica Mariangela mi ha gentilmente donato chiedendomi di esprimere un giudizio.
Non lo avevo mai degustato, anzi, neppure conoscevo il brand.
Dal packaging poco accantivante e dall'habillage decisamente vintage non si prospettava nulla di buono. Tuttavia mi sono dovuto ricredere! Un profumo inebriante di frutti gialli, agrumato, ma anche fiori di tiglio, di acacia, e, azzarderei pure, fiori di camomilla nelle note di testa che si aprono in un bouquet di aromi di violetta e frutti di bosco nel finale.
Un perlage fine e persistente, tanto da ricordarmi la ridondanza, la vulcanicità dei Laurent-Perrier. Un sapore decisamente delicato al palato, senza punte di ossidazione o di marsalato, vinoso, tipico dei vini a preponderanza Chardonnay che, anche in questo caso, mi ricordava un altro mio favorito: il "Cordon Rouge" di Mumm.
Così mi sono informato e ho appreso che questa antica maison è da qualche anno a proprietà italiana (l'unica a quanto pare), che l'intera campagna pubblicitaria e la parte estetica sono stati da poco riveduti e corretti. Ringiovanito e svecchiato questo assemblage composto da 50% Chardonnay, 25% Pinot Noir e 25% Pinot Meunier è stato una piacevole sorpresa.

http://www.champagne-devilmont.fr/dv/?page_id=47








gennaio 29, 2011

Il cocktail ai tempi di Mussolini

Nel ventennio fascista, quando Mussolini salì al potere, dal 30 ottobre 1922 al 25 luglio 1943, com'è noto, uno degli aspetti repressivi fortemente voluti dal regime riguardò, non solo le importazioni di prodotti extra-nazionali, come il cacao, il caffé, il tè, ma anche la lingua italiana. Se da una parte si bloccavano i prodotti alimentari stranieri e il caffé si preparava con la cicoria o con l'orzo (laddove non ci si volesse rivolgere alla borsa nera, ai traffici sottobanco) e si aggiungevano le nocciole al poco cacao in circolazione (fenomeno già presente, ad esempio, coi "Gianduiotti" torinesi, nati durante l'arresto delle importazioni di cacao a causa del blocco napoleonico) per la preparazione di dolciumi, dall'altra si cambiavano, italianizzandoli, i nomi stranieri che non piacevano molto al duce; fu il caso del "Ketchup" che divenne "Salsa rossa" o, dal latino, "Salsa rubra" e cocktail che fu tradotto in "Bevanda arlecchina" o, termine inventato dai futuristi, "Polibibita".


http://it.wikipedia.org/wiki/Italianizzazione_%28fascismo%29

Gelato di bonet con caviale di barolo chinato













































By Alessandro Ricci (III B cucina)

Tiramisù





























By Alessandro Ricci (III B cucina)

gennaio 25, 2011

Veneto



Il territorio del Veneto è pianeggiante per il 57%, montuoso per il 29% e collinoso per il restante 14%. Il Veneto possiede molte risorse agroalimentari, grazie alla varietà morfologica del territorio. La regione produce grano, mais, patate, ortaggi, barbabietole da zucchero e futta. Si coltiva e si produce il vino, attività per la quale è il 3° posto dopo la Toscana e il Piemonte. L'allevamento è molto praticato e sviluppato spesso su scala industriale, nella zona di Chioggia si allevano i molluschi.

I comuni del Veneto sono:
- Venezia
- Treviso
- Belluno
- Vicenza
- Rovigo
- Padova
- Verona
Prodotti tipici:
- Olio extravergine d'oliva del garda (DOP)
- Bigoli
- Prosciutto Veneto Berigo-Euganeo (DOP)
- Maraschino ( Liquore a base di marasche, cioè ciliegie)
- Radicchio rosso di Treviso (IGP)

Piatti tipici:

- Bigoli ( Grossi spaghetti conditi in svariate maniere)
- Baccalà con polenta
- Moleche ( Granchi lagunari catturati in primavera)
- Sarde in Saor ( Sardine fritte con concia di cipolle)

Vini:


Vini da aperitivo:

- Prosecco di Valdobbiadene (DOCG)



Vini bianchi:

- Recioto di Soave (DOCG)

- Bianco di Custoza (DOC)

Vini rossi:

-Bardolino (DOC)


 http://it.wikipedia.org/wiki/Prodotti_agroalimentari_tradizionali_veneti

Liguria





Il territorio delle Liguria è montuoso al 65%, collinario il restante 35%. Il clima è temperato-caldo nella fascia litoranea, mentre sul versante padano è freddo ed umido. Nonostante la scarsa disponibilità di terreno coltivato l'agricoltura è abbastanza sviluppata, grazie ad una forte specializzazione: ortaggi sulla riviera di Savona, ulivi sulla riviera di ponente, vigneti nelle Cinque terre. Il prodotto più rinomato della regione è l'olio extravergine d'oliva. Non bisogna dimenticare l'ottima qualità delle verdure da foglia, bietole e lattuga.

Le province della Liguria sono:

- Genova
- Savona
- Imperia
- La Spezia


Prodotti tipici:
- Olio extravergine d'oliva (DOP): Riviera ligure
- Trofie
- Panissa- Farinata
- Friscieu
Piatti tipici:

- Torta pasqualina
- Trofie al pesto ( Pasta corta con patate e fagiolini condita con il pesto ligure)
- Focaccia di Recco ( Focaccia genovese un po' troppo panosa)
- Ciuppin ( Zuppa di pesce filtrata servita con crostini)
- Cima ripiena ( Pancia di vitello farcita con frattaglie)
- Pandolce ( Dolce lievitato, simile al Panettone)

Vini:


Vini bianchi:
- Cinque terre
- Colli di luni
- Riviera ligure ponente
- Pigato
- Vermentino


Vini Rossi:
- Rossese Dolceacqua

 http://it.wikipedia.org/wiki/Prodotti_agroalimentari_tradizionali_liguri

Per approfondire:

- http://www.cookaround.com/cucina/regionale/liguria/
- http://www.cookaround.com/cucina/regionale/liguria/tipici.php?regione=Liguria
- http://liguria.cucinaregionale.net/
- http://www.ricetteonline.com/tipi_cucina/cucina-regionale/ricette-regione-liguria.php
- http://it.wikipedia.org/wiki/Categoria:Cucina_ligure

gennaio 19, 2011

Bronx

Pre dinner

Coppetta Martini o coppetta cocktail

3.0 cl Gin

1.5 cl Vermouth rosso

1.0 cl Vermouth dry

1.5 cl Succo d'arancia

Miscelare gli ingredienti nello shaker con cubetti di ghiaccio. Versare nella coppetta cocktail.

Gelato al marron glacé variegato al Gianduja, tagliolini di bugie carnascialesche


































By Ricci Alessandro

Tequila Sunrise





















Long drink

Bicchiere: highball


4.5 cl Tequila


9.0 cl Spremuta d'arancia o succo


1.5 cl Sciroppo di granatina


Mescolare la0 tequila e il succo d'arancia direttamente nel tumbler alto con cubetti di ghiaccio. Aggiungere lo sciroppo di granatina lentamente per creare un effeto crimatico che ricordi l'alba ("Sunrise appunto). Non mescolare.


Guardine con una fettina di arancia e una ciliegina.

La più antica cantina del mondo

Scoperta in Armenia, nella stessa grotta in cui fu rinvenuta la più antica scarpa del mondo, una cantina dove si produceva vino 6.000 anni fa

archeologia,armenia

Un torchio per il vino (davanti al cartello) e un recipiente per la fermentazione (a destra) scoperti durante gli scavi in Armenia.
Fotografia per gentile concessione di Gregory Areshian

archeologia, armenia

di James Owen

La scarpa più antica

La più antica cantina del mondo

La scarpa in pelle più antica al mondo, rinvenuta dagli archeologi nella stessa grotta in Armenia dove è stata scoperta una cantina di 6.000 anni fa. Leggi l'articolo (Fotografia per gentile concessione di Gregory Areshian)


Non paghe di averci regalato la scarpa più antica del mondo, le stesse popolazioni preistoriche che vivevano in quella che oggi è l'Armenia avevano anche costruito la più antica cantina vinicola finora conosciuta: lo rivela una ricerca finanziata anche dalla National Geographic Society.

La produzione vinicola, che si svolgeva in prossimità di un sito funerario, era forse dedicata ai defunti (e probabilmente veniva effettuata a piedi nudi).

Vicino al villaggio di Areni, nella stessa grotta dove è stata rinvenuta una scarpa in pelle straordinariamente ben conservata risalente a 5.500 anni fa, gli archeologi hanno rinvenuto una pressa per l'uva, recipienti per la fermentazione e la conservazione del vino, coppe nonché resti di graspe, semi e bucce.

"Si tratta della più antica e affidabile testimonianza di produzione vinicola”, afferma l'archeologo Gregory Areshian della University of California di Los Angeles (UCLA). "Per la prima volta, disponiamo di un quadro archeologico completo, risalente a 6.100 anni fa,
di questo tipo di attività”.

La presenza di queste strutture è stata individuata per la prima volta nel 2007, quando iniziarono gli scavi co-diretti da Areshian e dall'archeologo armeno Boris Gasparyan al complesso di grotte Areni-1.

Nel settembre 2010 gli archeologi hanno completato lo scavo di una vasca (un tino), profonda una sessantina di centimetri, sepolta accanto a un recipiente di argilla, lungo circa un metro, dai bordi alti: manufatti che indicherebbero che gli antichi vinificatori dell'Età del Rame avrebbero schiacciato l'uva in modo tradizionale, ossia con i piedi, afferma Areshian. Dal recipiente d'argilla il succo d'uva sarebbe poi defluito nel tino, e lì sarebbe stato lasciato a fermentare, spiega l'archeologo.

Secondo la ricerca, appena pubblicata sulla rivista Journal of Archaeological Science, il vino sarebbe poi stato custodito in giare e l'ambiente fresco e asciutto della grotta - ideale per una cantina - avrebbe fatto il resto.


Tracce di vino
Per verificare che la vasca e le anfore custodissero effettivamente del vino, gli archeologi hanno sottoposto ad analisi chimiche dei frammenti di ceramica (che il radiocarbonio ha datato fra il 4100 e il 4000 a.C.) in cerca di residui.

Le analisi hanno rivelato tracce di malvidina, un pigmento vegetale appartenente alla famiglia dei flavonoidi a cui si deve in gran parte il colore rosso del vino. "La malvidina è il miglior indicatore chimico a noi noto della presenza di vino”, dice Areshian.

L'esperto di vino nell'antichità Patrick E. McGovern, archeologo biomolecolare alla University of Pennsylvania Museum di Philadelphia, concorda sul fatto che il ritrovamento testimoni una produzione vinicola. Un elemento però che avrebbe supportato maggiormente questa ipotesi sarebbe stato il ritrovamento di tracce di acido tartarico, un altro indicatore della presenza di vino: la malvidina, spiega lo studioso, è presente infatti anche in altri frutti dell'area, come la melagrana.

Vino e DNA
McGovern definisce la scoperta "particolarmente significativa perché suggerisce l'esistenza di una produzione vinicola su larga scala, che a sua volta implica il fatto che la vite fosse già stata domesticata". Questo perché la vite domestica (Vitis vinifera sativa) produce un maggior numero di grappoli rispetto a quella selvatica (Vitis vinifera silvestris) e quindi sono necessarie strutture più ampie per la loro lavorazione.

McGovern ha rilevato testimonianze archeologiche di vino (ma non di una cantina per la sua produzione) in Iran che risalgono a 7.000 anni fa - un millennio prima quindi del recente ritrovamento in Armenia.

Ma la scoperta di quella che sembra una produzione vinicola con uso di vite domestica nell'attuale Armenia, spiega McGovern, sembra coincidere con gli studi genetici condotti in precedenza sulle varietà di uva coltivata, che indicavano proprio le montagne dell'Armenia, della Georgia e dei Paesi limitrofi come la culla della viticultura.

Secondo McGovern, l'uva di Areni avrebbe avuto un gusto simile a quello delle antiche varietà georgiane indicate come "antenate” del Pinot Nero.

Antichi rituali
Mentre l'identità degli antichi produttori di vino (e di scarpe) resta un mistero, sembra probabile che la loro cultura comprendesse rituali in cui si beveva per onorare i defunti, afferma Areshian.

"Attorno alle strutture per la produzione di vino sono state rinvenute una ventina di sepolture. C'era un cimitero, e la produzione di vino nella grotta era legato a questo aspetto rituale”, ipotizza lo studioso della UCLA. Non a caso attorno e all'interno delle sepolture sono state rinvenute coppe per bere.

McGovern conferma che esempi più tardi di riti funerari legati all'alcol sono stati rinvenuti in tutto il mondo. Nell'antico Egitto, ad esempio, "vi sono dipinti all'interno delle tombe che mostrano anfore piene di birra e di vino provenineti dal Delta del Nilo che vengono offerte ai defunti”.

I prossimi scavi ad Areni saranno rivolti all'individuazione di ulteriori legami fra le sepolture e la produzione vinicola, dice Areshian.

La rivoluzione del vino
La scoperta è particolarmente importante, affermano gli autori della ricerca (diretta da Hans Barnard della UCLA e finanziata dal Committee for Research and Exploration della National Geographic Society), perché la produzione vinicola è considerata una svolta molto significativa da un punto di vista sociale e tecnologico nelle società preistoriche.

La coltivazione della vite, spiega Areshian, annuncia l'avvento di nuove e più sofisticate forme di agricoltura. "L'uomo ha dovuto imparare il ciclo di crescita delle piante”, dice lo studioso. “Ha dovuto capire quanta acqua fosse necessaria, come impedire che i funghi danneggiassero il raccolto, e cosa fare con gli insetti che vivono sui grappoli. Il sito getta nuova luce sulle prime fasi dell'orticultura, su come nacquero i primi frutteti e vigneti”.

L'archeologa Naomi Miller della University of Pennsylvania commenta che "da un punto di vita nutrizionale e culinario, il vino espande le risorse alimentari in quanto riesce a sfruttare l'uva selvatica, altrimenti acida e immangiabile. Dal punto di vista sociale invece l'avvento delle bevande alcoliche ha cambiato, nel bene e nel male, il modo in cui ci rapportiamo l'uno all'altro nella società”.
(tratto da: "National Geographic")

gennaio 17, 2011

Un po' di vintage non guasta mai

Third Vintage of Dom Perignon Rose - 1964

Second vintage of Dom Perignon - 1928


















The last Royal wedding Champagne - Joseph Peerier Cuvee Royal 1975 magnum for the Wedding of Charles and Diana.


(tratto da: Champagne Magazine, Facebook)

gennaio 15, 2011

Lombardia




La tradizione gastronomica lombarda è influenzata profondamente dalle condizioni naturali del territorio e dalle vicende storiche che si sono susseguite.
Per molto tempo le città lombarde sono rimaste divise tra di loro, cadendo di volta in volta sotto il dominio delle potenze confinanti e sviluppando nel tempo usanze anche molto differenti l'una dall'altra. E', dunque, impossibile parlare di un'unica cucina regionale lombarda, poiché ogni provincia ha maturato una propria particolare varietà di usanze.
Un denominatore comune lo si riconosce nei piatti derivati dai prodotti agricoli disponibili in funzione delle sue risorse naturali: le acque di laghi e fiumi, i pascoli, quindi pesce d’acqua dolce, il latte e i suoi derivati (formaggi e burro), la carne bovina e suina, il riso e il mais.


Ricordiamo le province della regione:
Bergamo
Brescia
Como
Cremona
Lecco
Lodi
Mantova
Milano
Monza e Brianza
Pavia
Sondrio
Varese


Prodotti della regione:
- Robiola
- Bitto della Valsassina
- Taleggio della Valtellina
- Stracchino
- Grana di Lodi
- Quartirolo
- Mascarpone
- Crescenza
- Gorgonzola (prende il proprio nome dall'omonima cittadina poco distante da Milano)
- Panettone natalizio
- Colomba pasquale
- Torta sbrisolona, tipica specialità mantovana.
- Mostarda di Cremona
- Michetta (tipo di pane)
- Pan de mej (farina di granoturco o di miglio)
- Bresaola
- Polenta
- Torrone di Cremona

Le ricette:

Primi piatti:
- Marubini cremonesi: (variante degli anolini) gli agnolini mantovani, e i tortelli di zucca.
- Zuppa alla pavese
- Pizzoccheri della Valtellina
- Riso in cagnone
- Risotto alla milanese (allo zafferano)
- Minestrone
- Pancotto
- Casoncelli

Secondi piatti:
- Cotoletta alla milanese
- Ossobuco alla milanese
- Busecca (trippa in umido)
- Cassoeula (stufato di carne di maiale in verdure
- Mondeghili (polpette)
- Rane fritte e in guazzetto
- Anguilla coi borlotti

Contorni:
- Asparagi alla milanese
- Cardi alla besciamella
- Fiori di zucca fritti
- Barbabietola rossa in insalata

Vini della regione:
Vicino al lago di Garda e nella Franciacorta si possono assaporare vini bianchi e rossi gradevoli e profumati e, soprattutto, un rinomato spumante prodotto secondo il metodo classico.più rinomati vini Lombardi sono senza dubbio quelli provenienti dalla Valtellina, rossi di qualità ottenuti da un particolare tipo del vitigno Nebbiolo. Oltre ai nomi già citati ricordiamo la Valgella e lo Sfursat. A sud, nella zona chiamata dell'Oltrepò pavese si può trovare una vasta gamma di vini dalla diversa tonalità. Anche qui si segnala lo spumante, rinomato anche fuori d'Italia.

Vini spumanti:
- Franciacorta spumante (DOCG)
- Oltrepo pavese Riesling italico

Vini rossi:
- Sforzato o Sfurzat
- Oltrepo pavese Bonarda

Vini da dessert:
- Moscato di Scanzo (rosso)





http://it.wikipedia.org/wiki/Prodotti_agroalimentari_tradizionali_lombardi

gennaio 14, 2011

Piemonte


La cucina piemontese è ricca di sapori e di storia.La varietà del territorio piemontese e del suo conseguente clima ha prodotto una differenzzazione nella gastronomia delle diverse aree piemontesi (Torino, Cuneo,Verbania, Asti, Alessadria, Biella, Novara e Vercelli).
Il Piemonte è uno dei grandi produttori di vini, formaggi, tuberi, frutta e ortaggi.

I capoluoghi di provincia sono:
Alessandria
Asti
Biella
Cuneo
Novara
Torino
Verbano-Cusio-Ossola
Vercelli

Prodotti della regione:
- Grissini stirati a mano torinesi e rubatà
- Carne all'Albese
- Paste di Meliga
- Frisse
- Lardo di Arneis
- Salsiccia d'Arneis
- Bagnet Ros
- Bagnet Verd
- Brus
- Robiola o tuma piemontese DOP (Denominazione d'origine protetta)
- Bra DOP
- Brus
- Castelmagno

Le ricette:

Antipasti:- Acciughe al Verde
- Agliata
- Vitello tonnato
- Bagna caoda
- Cipolle ripiene


Primi piatti:
- Agnolotti (Plin al sugo d'arrosto)
- Risotto al Barolo
- Risotto al Castelmagno

Secondi piatti:
-
- Bollito misto
- Brasato al Barolo

Dessert:
- Amaretti
- Baci di dama
- Bounet
- Castagnaccio
- Torta Alle nocciole
- Torta di castagne
- Torta al gianduia
- Montebianco

Vini della regione:

Bianchi:
- Roero Arneis
- Langhe Favorita
- Canavese
- Cortese di Gavi
- Erbaluce di Caluso
- Chardonnay
- Colline Novaresi Bianco

Rossi:
- Barolo
- Barbaresco
- Bonarda
- Barbera d'Alba
- Barbera del Monferrato
- Barbera d'Asti
- Dolcetto di Diano d'Alba
- Dolcetto d'Ovada
- Dolcetto d'Asti
- Gattinara
- Grignolino
- Ghemme
- Nebbiolo
- Pelaverga Verduno


Vini da dessert:
- Asti Spumante
- Caluso Passito
- Moscato d'Asti
- Malvasia
- Bracchetto d'Acqui
- Loazzolo



 http://it.wikipedia.org/wiki/Prodotti_agroalimentari_tradizionali_piemontesi

gennaio 13, 2011

I "Martini"

Un classico.
Quando si immagina un aperitivo, si pensa a questo cocktail con l'oliva, consacrato dal cinema e, ultimamente anche dalla televisione nella serie "Will & Grace": il personaggio di Karen, incallita bevitrice, si rivolge al barman così: "Martini, tesoro, e non sprecare spazio con delle inutili olive!".

Ricetta
:

DRY MARTINI

Pre dinner
Bicchiere: coppetta Martini
5.5 cl Gin
1.5 cl Dry Vermouth
Miscelare gli ingredienti nel mixing glass con i cubetti di ghiaccio. Mescolare energicamente con lo stirrer e versare nella coppetta cocktail precedentemente raffreddata. Profumare con una spruzzatina di buccia di limone o decorare con l'oliva.
(Vodka Martini o Vodkatini: sostituire il gin con vodka)

PERFECT MARTINI

Pre dinner
Bicchiere: coppetta Martini
5.5 cl Gin
1.0 cl Vermouth Dry
1.0 cl Vermouth Rosso

Miscelare gli ingredienti nel mixing glass con i cubetti di ghiaccio. Mescolare energicamente con lo stirrer e versare nella coppetta cocktail precedentemente raffreddata.

Decorazione: twist di limone o ciliegina al Maraschino

SWEET MARTINI

Pre dinner
Bicchiere: coppetta Martini
5.5 cl Gin
1.5 cl Vermouth Rosso

Miscelare gli ingredienti nel mixing glass con i cubetti di ghiaccio. Mescolare energicamente con lo stirrer e versare nella coppetta cocktail precedentemente raffreddata.

Decorazione: ciliegina al Maraschino